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valmontone B&B

Nelle colline a sud est di Roma, in un parco di alberi e fiori, in una grande villa, 4 camere con bagno interno con ingresso indipendente dalla loro porzione di giardino, confortevoli ed accoglienti. Un comodo treno ci collega con Roma in 35 minuti, l'autostrada A/1 ci collega con il parcheggio di scambio di Roma Anagnina in 20-25 minuti.

Ma non ssolo Roma. Siano al centro del quadrilatero di interesse turistico formato da Palestrina, Tivoli, Castelli Romani, Valmontone ed Anagni, tutti raggiungibili con percorrenze da 5 a 20 minuti.


Il nostro B&B è per chi ama godere delle meraviglie di Roma e del fascino della sua "campagna romana", piena di storia, di civiltà e di folklore.
Per chi ama ritrovarsi di sera nella quiete di una villa immersa nel verde, dove sono a disposizione del riposo degli ospiti due camere accoglienti e confortevoli
Per chi la mattina dopo il risveglio, ama vivere la sua vacanza dopo una colazione fragrante e varia
Per chi la sera ama gustare un'ottima e genuina cucina romana
Per chi sa di trovare tutto questo a prezzi giusti e contenuti.

     


Prezzi Bed and Breakfast

Prezzo min a persona al giorno: € 35,00
Prezzo max a persona al giorno: € 40,00
Prezzo min a persona a settimana: € 190,00
Prezzo max a persona a settimana: € 200,00

Le nostre camere sono soltanto doppie o matrimoniali. Il prezzo della camera per due persone è di euro 70 minimo e 80 massimo. Il prezzo della camera doppia per uso singolo è di euro 45 minimo, 50 massimo nel prezzo è inclusa la prima colazione ed è offerto full service Il prezzo settimanale è offerto per 6 giorni

Informazioni e contatti Bed and Breakfast

Zona: Centro Italia
Regione: Lazio
Provincia: Roma
Località: Valmontone
Indirizzo: contrada casalecchio 4

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Visita il sito di questo alloggiowww.valmontone-bed-and-breakfast.it

Da vedere vicino Roma

Non solo Roma, ma altri luoghi di grande interesse turistico sono vicini al ns B&B. Sono:

-PALESTRINA, a 4,5 km. in 7-10 minuti con:

 

Museo Archeologico Nazionale di Palestrina

Il museo è allestito all'interno di Palazzo Barberini, costruito sulla sommità del santuario ellenistico della Fortuna Primigenia (II sec. a. C.). Esso ospita numerosi reperti: cippi, busti, basi funerarie, statue e oggetti di uso quotidiano provenienti dalle necropoli della Colombella e della Selciata. Di rilievo la sala dedicata ai culti testimoniati a Praeneste. Da non perdere il "Mosaico del Nilo" della fine del II sec. a.C., uno dei più grandi mosaici ellenistici con scene egiziane, proveniente dall'area del Santuario della Fortuna Primigenia e la Triade Capitolina di Guidonia della fine del II sec. d.C. che rappresenta Giove, Giunone e Minerva sul trono, unico esemplare della Triade in cui gli dei sono conservati nella quasi totale interezza.  

Casa natale di Pierluigi - Monumento nazionale

LA CASA: Situata nella zona anticamente denominata "Contrada del Piano", rialzata di pochi metri rispetto al centralissimo Corso ed assai vicina all'area dove in epoca successiva fu costruita la residenza dei Barberini (distrutta durante i bombardamenti del 1944), la Casa Natale di Giovanni Pierluigi da Palestrina - il piu' importante compositore del rinascimento, uno dei massimi della storia - affacciandosi sull'attuale, omonimo, vicolo, si presenta con la dignita' che caratterizzo' il ruolo della famiglia che diede i natali al musicista...>>> Le informazioni e le foto sono state tratte dal sito ufficiale della "Fondazione Pierluigi da Palestrina" www.fonpalestrina.org per saperne di più...>>> 

Museo della Resistenza e degli 11 Martiri

Orario visite: 9,00-12,00 nei giorni lunedì, giovedì, sabato.
Per le visite guidate rivolgersi alla fondazione Cesira Fiori Tel: 06/9538422
Loc. Vigesimo - Via Pedemontana - per la visita rivolgersi al Comune
Dal 2 giugno 1997 è aperto al pubblico il Museo della Resistenza e degli 11 Martiri dedicato alle vittime civili della guerra, cadute nel territorio di Palestrina. Esso è stato allestito dalla Fondazione Cesira Fiori e dalla locale sezione dell'ANCR. Il museo, attualmente occupa 2 locali a pianterreno del casolare di campagna in località vigesimo, presso il quale il 28 maggio del 1944 fu compiuto, dalle truppe di occupazione tedesche, l'eccidio per rappresaglia di 11 inermi cittadini. Il museo consiste in una mostra permanente composta di 20 pannelli nei quali sono ricostruite con testo e foto le principali vicende che hanno accompagnato, dal 1922 al 1946, la presa del potere da parte del fascismo, il consolidamento del regime, l'economia della zona prenestina, la guerra, la distruzione di Palestrina a seguito dei bombardamenti alleati, la Resistenza, la conquista della Repubblica. Vengono anche ricordati, con pannelli e lapidi, altri cittadini di Palestrina, vittime della ferocia della guerra. Il locale del primo piano del casolare, ove verranno esposti materiali e documenti relativi alle vicende della seconda guerra mondiale, è attualmente in fase di allestimento. 

Tempio
Fortuna Primigenia
Cinta muraria in opera poligonale risalente al VI secolo a.C. includeva l’abitato e l’acropoli (oggi Castel  S. Pietro). I resti archeologici più significativi sono quelli del grandioso santuario della Fortuna Primigenia , uno dei luoghi di culto più importanti del mondo romano. In posizione dominante sul Foro e sulla città, si articola su terrazze artificiali collegate da rampe e scalinate, culminanti in un’ampia cavea di forma teatrale, coronata da un portico e da un tempietto circolare. Il santuario costituisce l’esito più straordinario dell’influsso di modelli architettonici dell’Oriente ellenitico, caratterizzati da una scenografica monumentalizzazione del paesaggio. La datazione è fissata alla fine del II° secolo a.C.
Tutto il complesso del santuario si articola in una serie di terrazze sovrapposte, collegate da rampe e scalinate, perfettamente assiali al tempio superiore e alla statua di culto, che rappresentava il centro ideologico di tutto il sistema.
Le prime due terrazze, di cui la seconda munita di un portico colonnato e di cinque ninfei ad emiciclo, sono costruite da giganteschi muri in opera poligonale e separano il vero santuario dal cosiddetto "santuario inferiore" corrispondente in realtà al foro della città, collegato urbanisticamente al complesso sacro da una serie di scalinate laterali, oggi non più visibili. Queste conducevano alla terza terrazza (la prima del santuario) e terminavano contro due esedre tetrastile munite di fontane, le vasche lustrali da cui aveva inizio il santuario vero e proprio. Ai lati delle due esedre sono stati scoperte vari ambienti decorati con pitture. 
Sulla terza terrazza è situata una gigantesca rampa doppia, costituita da due scalinate laterali, per metà coperte e per metà colonnate, al centro libere per consentire una visione prospettica della parte superiore. Si tratta in realtà di un portico colonnato, coperto a volta e decorato all'interno con semicolonne ioniche a capitelli inclinati. Il portico costituiva l'accesso principale del santuario e permetteva di raggiungere la quarta terrazza, che è la cosiddetta "terrazza degli emicicli". Al centro di quest’ultimo ha inizio una scalinata assiale che conduce ai livelli superiori; ai lati della scalinata sono due grandi emicicli (che danno il nome alla terrazza) affiancate da due serie di quattro ambienti per lato. Entro gli emicicli presumibilmente sedevano i fedeli in attesa di consultare l’oracolo.
La sede dell’oracolo infatti era proprio davanti all’emiciclo di destra, dove è stata rinvenuta una base di statua, decorata con un fregio dorico, che doveva sostenere il simulacro della Fortuna con Giove e Giunone in grembo. Dell’immagine di culto si conserva solo la testa. Accanto al simulacro era, secondo Cicerone, il luogo di ritrovamento delle sortes, qui infatti è stato scavato un pozzo all’interno del quale sono stati scoperti i resti di un’edicola circolare e la testa della Fortuna. Si tratta di un monoptero di travertino con sette colonne corinzie su alto podio,decorato con fregio dorico. Il sacello serviva a ricoprire il luogo di ritrovamento delle sortes, ritenuto sacro.
La scalinata assiale situata al centro della terrazza degli Emicicli permette di accedere alla quinta terrazza detta "dei Fornici a semicolonne" perché caratterizzata da una serie di ambienti inquadrati da semicolonne ioniche. La terrazza degli Emicicli e quella dei Fornici costituivano il cosiddetto "santuario inferiore".
Segue la sesta ed ultima terrazza, quella "della Cortina", che costituiva invece il "santuario superiore". L’area è delimitata su tre lati da un doppio portico di colonne corinzie; il lato meridionale invece è aperto, in direzione del complesso sottostante. La parte centrale della terrazza è occupata a nord della cavea di un teatro, conclusa in alto da un portico a doppia fila di colonne. Al di sopra del teatro era il tempio di cui restano solo i muri di fondazione. E’ questo il luogo sacro dove, secondo Cicerone, l’olivo avrebbe trasudato miele; qui era l’altra statua di culto della Fortuna, ricordata da Plinio, che rappresentava l’aspetto giovanile e guerriero della dea in contrapposizione a quello materno del santuario inferiore.
La ricostruzione in forme monumentali del santuario della Fortuna Primigenia fu dovuta alle famiglie più ricche ed importanti di Palestrina, (Auli, Saufeii, Feidenatii, Dindii, Magulnii) famiglie che scomparvero con la conquista e distruzione Sillana della città. Questi personaggi sono sicuramente  da identificare con i ricchi mercanti prenestini che operarono a Delo tra la fine del II secolo a.C. e l'età Sillana.

Di chiara ispirazione ellenistica è infatti la soluzione architettonica adoperata per la ricostruzione del santuario secondo una visione urbanistica unitaria, che collegava la città al tempio e sottolineava l'importanza del centro di culto. Romano è invece l'uso dell'opera cementizia, che rendeva possibile l'utilizzazione della grande manodopera schiavile e permetteva una realizzazione veloce ed economica dell'opera.
Sembra quindi sicura una datazione del complesso ai decenni finali del II secolo a.C., confermata del resto dalle decorazioni pittoriche di I stile e dall'analisi stilistica dei capitelli e delle statue.

Fonte del testo
" Città Sepolte -Origine e splendore delle civiltà antiche"

Museo Diocesano

 

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