B&B la Bandita
Si possono inoltre visitare interessanti siti archeologici di origine Romana Etrusca Falisca e previllanoviana (alcuni raggiungibili a piedi dalla struttura).
Negli incantevoli Borghi medievali della Tuscia è possibile gustare i piatti ed i prodotti tipici del nostro territorio.
A tutto ciò aggiungiamo la nostra cordiale ospitalità che sara il valore aggiunto del vostro soggiorno.
(convenzione con piscina pubblica a 1 km dalla struttura)
Paese di origine etrusca, castrum romano e poi centro urbano fortificato nella parte più meridionale della "Tuscia Longobardorum", Vitorchiano vanta una storia secolare influenzata a lungo dalla politica espansionistica della vicina e potente Viterbo. Quando nel 1199 Vitorchiano si dichiarò libera da ogni legame con Viterbo il borgo fu assediato dalle milizie Viterbese contro le quali fu invocato l'aiuto di Roma. Nel 1201, Vitorchiano fu liberato dall'assedio e divenne feudo di Roma. , le riconobbe ampie esenzioni fiscali, le consentì di aggiungere al proprio stemma la sigla S.P.Q.R., di fregiarsi della Lupa Capitolina e di usare il motto "Sum Vitorclanum castrum membrumque romanum"; cioè Vitorchiano, castello e parte di Roma
Vitorchiano (285 m o.s.l.) is placed among the Cimini mountains in the green Vezza Valley just 7 km from Viterbo (main center of Tuscia) and 90 km from Rome. This old mediaeval town is famous for a typical grey stone (peperino) used, since the Etruscan age, for buildings and other artistic activities. The surroundings are characterized by a hilly landscape with woods and rivers with a rich savage fauna and flora. Many roads and paths cross these hills and woods making Vitorchiano an ideal place for naturalistic tourism and relax. To the beauty of the landscapes correspond great quality typical products such as mushrooms, olive oil, nuts, excellent wines, cheeses, hams and salami. All the territory is extremely rich of expressions of its ancient historical heritage above all from Etruscan, Roman and Medieval ages.
2. Bomarzo
Bomarzo si estende su uno degli ultimi speroni rocciosi (peperino) protesi verso la valle del Tevere e originati dalle colate laviche dell'apparato vulcanico cimino.
I banchi di roccia lavica sono, in queste estreme propaggini, di esiguo spessore e sovrastano estesi piani di argille che le mute voli vicende meteoriche disgregano continuamente. Il disfacimento delle argille provoca il crollo a valle di enormi ed informi blocchi.
Questi blocchi che costellano le pendici dei pianori sono state variamente utilizzati dall'uomo fin dalla preistoria. Il fenomeno si è accentuato nel periodo etrusco, romano e medioevale quando li si è utilizzati per gli usi più svariati e diversi attinenti alla vita sociale, l'economia, la religione e l'arte come è ben documentato nella contigua selva di Malano. Questo uso, ancor oggi valido, ha avuto il suo apogeo nella realizzazione cinquecentesca del Parco dei Mostri: sfruttamento artistico e fantastico dei blocchi di peperino voluto dal Principe Pier Vicino Orsini. Proprio nelle immediate vicinanze del parco, molti grandi massi mostrano utilizzazioni per scopi funerari con tombe e fossa antropomorfa, arcosoli e nicchie destinate a raccogliere e custodire olle cinerarie ed inumazioni.
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