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Secondo le norme approvate dall'assemblea i titolari dovranno essere agricoltori che utilizzano prodotti coltivati in loco. Il settore subirà controlli intensi per il rispetto di alcuni «paletti»
Le attività agrituristiche hanno una nuova disciplina, lievemente ritoccata rispetto al passato. La legge che precisa un diverso assetto del settore è passata ieri mattina in Consiglio regionale all'unanimità attraverso però un'ampia e articolata discussione che ha messo spesso a nudo alcune evidenti deficienze sulle attività specifiche manifestando, tuttavia, la volontà a migliorarle attraverso un controllo più rigido e quindi un'attribuzione più selettiva. Gli agriturismo, una settantina nel Molise, intanto per il futuro avranno una tale titolarità solo se apparterranno ad operatori agricoli e quindi potranno disporre di prodotti della terra coltivata dai conduttori degli stessi esercizi turistici. Una nota nuova che si integra all'interno del nuovo dispositivo per evitare che venga affidata a non coltivatori diretti la gestione di ristorazione e ricettività rurale. In alcuni correttivi apportati con mirati emendamenti si tende perciò «a favorire e sviluppare la valorizzazione dei prodotti agroalimentari attraverso la filiera corta, a promuovere le fattorie didattiche e ad aumentare i posti letto da 20 a 25». Intanto dalla rete verranno smantellate molte strutture soprattutto quelle che hanno svolto sino ad oggi molta attività di ristorazione ad elevato numero di posti e quindi a carattere commerciale e popolare snaturando allo stesso tempo le caretteristiche dell'agriturismo e quindi di quel marchio di tipicità su cui la Regione ha tentato di costruire fortemente la sua immagine agreste ambientale e paesaggistica.
Spesso riuscendovi spesso generando una serie di proteste e di lamentele che sono tornate abbastanze evidenti anche in Consiglio regionale «E' una legge importante - ha detto Mario Pietracupa di Alleanza di centro - che deve mettere però in campo controlli rigorosi per evitare gli errori del passato. Dobbiamo dire con sincerità che il sistema ha subito un certo fallimento per il passato perchè ha messo in evidenza obiettivi diversi da quello che è lo spirito dell'agriturismo con imprenditori dell'ultimo momento che poco hanno a che fare con l'agricoltura e quindi con la tipicità della terra. Purtroppo bisogna riformare la cultura nel settore e quindi dell'accoglienza e quella di appassionarsi alle ecellenze enograstronomiche e a tutto quello che ruota intorno a un'azienda agricola che sia tale. Se non è così dobbiamo avere il coraggio di far chiudere chi non rispetta queste prerogative perchè i danni di immagine e le ricadute negative per il marchio promozionale molisano sono enormi. I controlli devono essere incessanti e chi sbaglia deve pagare senza mezze misure. L'agriturismo molisano è un settore straordinario per il Molise perchè può contare su elementi e che altre regioni certamente non hanno».
Dello stesso avviso il consigliere di maggioranza Riccardo Tamburro che ha sottolineato l'esigenza di molta vigilanza sul settore senza perdonare nessuno soprattutto sull'uso di prodotti che non provengono dalla coltivazione dei campi e dagli allevamenti territoriali ma spesso dai supermercati «C'è bisogno di sinergia tra le istituzioni per il controllo e la programmazione e la formazione dei titolari degli agriturismo e di chi collabora al loro interno. Su questo non possiamo più sbagliare. Possiamo contare su agricoltura ambiente cultura e turismo quattro pilatri su cui fondare un nuovo processo di ristrutturazione del settore. In passato si è solo concesso senza vigilare su nulla, ora bisogna cambiar pagina». Michele Petraroia ha spiegato quanto sia interessante e quindi utile per l'economia agricola aggiungere anche l'agriturismo alle attività originarie e quindi alla zootecnia. Intanto per chi sino ad oggi ha inflazionato non rispettando alcuni indirizzi compiti e obblighi senza avere controlli potrà confluire nel turismo rurale. Infatti su questo versante la Regione ha predisposto una legge che tra l'altro ricomprenderà tutte quelle attività che non hanno rispettato lo sipirito e la sostanza dell'agriturismo.
10/03/2010
fonte: iltempo.ilsole24ore.com
Dalla redazione: Noemi Biaggioli