Si terrà il prossimo sabato 20 febbraio il primo Carnevale
medievale sancascianese. Le vie del centro storico saranno invase per
l'occasione da rievocazioni storiche, tornei tra contrade, giochi
medioevali, caccia al tesoro, cantastorie, sfide tra eroi e campioni e
tante maschere in rigoroso stile medioevale.
Sono questi gli elementi che caratterizzeranno la prima edizione del
Carnevale medioevale di San Casciano. L'obiettivo della manifestazione
è duplice: da un lato promuovere la conoscenza della
tradizione medioevale di San Casciano in Val di Pesa, dall'altra
rilanciare la manifestazione del carnevale, manifestazione nata una
quarantina di anni fa ma che nel corso degli anni è stata
progressivamente accantonata. Per la riuscita di questo evento si sono
impegnati, accanto al comune, numerosissimi cittadini, assieme
all'associazione turistica Pro Loco San Casciano e alla Banca del
Chianti Fiorentino.
Il carnevale medioevale di San Casciano seguirà l'antico fil
rouge delle contrade: in tutto cinque. Cavallo, gallo, giglio, leone,
torre, a dividere i cittadini, ad inorgoglire i rappresentanti di
ciascun "quartiere" esattamente come accade nella vicina Siena
(anche se su scala minore, naturalmente).
Sull'onda appunto delle antiche contrade la festa prevede
sfilate e prove di abilità, attività ludiche e
folkloristiche, eroi, campioni. Una festa destinata a coinvolgere
l'intera comunità e che si svolgerà interamente
in chiave carnevalesca.
Il centro storico apparirà avvolto dalla magia delle
atmosfere di un'epoca remota dove, oltre ai banchi espositivi, in
perfetto stile medievale, si consumeranno a suon di lance e spade
battaglie, scontri, duelli narrati dalla voce di un cantastorie. Nel
pomeriggio le gesta delle armate lasceranno il posto al torneo delle
contrade che si sfideranno in una serie di prove tra cui la corsa della
sposa e delle carriole, la gara del ferro di cavallo, la caccia al
tesoro. La giornata avrà un epilogo gastronomico con la maxi
grigliata allestita nei giardini del Piazzone.
Qualche informazione su San Casciano in Val di Pesa
San Casciano in Val di
Pesa è un comune della provincia di Firenze, e
conta circa 16 mila abitanti. San Casciano in Val di Pesa
è situato sulle colline che dividono le valli del fiume Pesa
e del fiume Greve, è attraversato dalla strada statale
Cassia, a circa 15 km a sud di Firenze e a circa 45 km a nord di Siena,
e confina con i comuni di Greve in Chianti, Impruneta, Montespertoli,
Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.
Il comune di San Casciano fa parte della sottozona Classico
del Chianti ed è un centro rinomato per la produzione dei
suoi vini e dell'olio extra vergine d'oliva e per la buona cucina
toscana.
Da non perdere nei dintorni
La Pieve di San Pancrazio
è un interessante esempio di architettura romanica di
ispirazione lombarda, segue lo schema a tre navate divise da pilastri,
concluse da due absidi; la torre campanaria è impostata sul
fianco sinistro. Notevole è la decorazione a fornici
dell'abside centrale. A un rifacimento in stile dell'inizio del XX
secolo sono da attribuire l'interno e la facciata, preceduta da un
portico architravato su colonne di ordine tuscanico, e la curiosa
torretta con bifora della canonica. All'interno, un Crocifisso ligneo
del Seicento, una "Crocifissione" di Santi di Tito, la Madonna del
Latte attribuita a Cenni di Francesco, inclusa con una
"Natività" cinquecentesca entro una tavola della scuola di
Santi di Tito. La Pieve di
Santo Stefano a Campoli risulta già esistente
nel X secolo, ha mantenuto all'esterno le forme romaniche (il
campanile, l'abside, la facciata coronata da arcatelle pensili), mentre
il portico è stato aggiunto nel Seicento. L'interno, a tre
navate poggianti su pilastri quadrangolari, presenta archeggiature
scialbate e ricoperte da stucchi settecenteschi. A quest'epoca
risalgono anche il loggiato esterno e i restauri, testimoniati anche da
un'iscrizione con la data 1760, apposta nella facciata interna. Da
segnalare un dipinto del Cinquecento con la Madonna col Bambino e
santi, attribuito al Franciabigio, un Crocifisso cinquecentesco
all'altare maggiore e una tavola quattrocentesca con la Madonna con il
Bambino e San Giovannino. La Pieve di Santa Cecilia
a Decimo è probabilmente la più
antica del territorio.È citata infatti in un documento di
Carlo Magno risalente al 774 d.c.Dalla Pieve nel 1690 fu staccata la
Propositura di San Casciano e nel 1797 fu ridotta a chiesa parrocchiale
essendo stata elevata San Casciano a Pieve..La pieve a tre navate
è stata pesantemente restaurata nel 1728. In occasione di
quei lavori furono cancellate le tracce della precedente chiesa
romanica ad eccezione del campanile che presenta tutt'ora la
caratteristica muratura a filaretto (XI - XII secolo). All'altare
maggiore è posta una Madonna col Bambino di un ignoto
pittore fiorentino del XVI secolo e al primo altare a destra un
affresco staccato di Cenni di Francesco del XIV secolo. La Pieve di San Giovanni
in Sugana sorge ad 232 m s.l.m. vicino alla frazione di
Cerbaia.
È ricordata in un documento del 1019 col nome di Pieve di
Soana. La chiesa attuale (sec. XII - XIII) è composta di
un'unica navata contenente alcune interessanti opere come una
terracotta raffigurante la Pietà di Benedetto Buglioni e
Santi Buglioni, mentre sempre al solo Benedetto Buglioni viene
attribuita la terracotta policroma posta all'altare maggiore. Da
segnalare anche il pulpito in legno del Cinquecento. La facciata
presenta il portale in stile romanico (rifacimento) e in alto una
monofora romanica originale.
Fonti: valdelsa.net
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