News del 11 Febbraio 2009 - Perugia
Nei pressi di Perugia e poco distante da Magione, accanto al
Lago Trasimeno, si trova Mugnano, piccolo ma pittoresco centro circondato
dalla campagna umbra.
L'abitato trae origine da insediamenti del II secolo a.C. cui fece seguito la
costruzione, tra il IX e X secolo, di una fiorente abbazia benedettina i cui
monaci furono impegnati nella bonifica dei territori circostanti che di lì a
poco divennero tra i più fertili della regione.
A protezione dei beni e della popolazione locale nel XIV secolo fu costruito il
castello con le sue mura perimetrali e il maestoso maschio cui si sovrappose,
nel XVIII secolo, la torre campanaria. Nel Settecento all'interno dell'antico
castrum si insediò la confraternita del Santissimo Sacramento.
All'interno del castello da non perdere la visita alla piazzetta della “pompa”
con un profondo pozzo nel quale, le donne, fin dall'inizio del Novecento,
attingevano acqua con una pompa azionata a mano.
Mugnano la città dei “muri dipinti”...
Nel borgo, in un'atmosfera quasi surreale, si snoda il percorso alla scoperta
dei “muri dipinti” realizzati, su idea del pittore Benito Biselli, da artisti
italiani e stranieri che rappresentano un'esposizione permanente di grande
interesse.
L'originalità delle pitture, i temi trattati, gli stili e le tecniche usate
danno voce ai diversi linguaggi dell'arte sconfinando dal figurativo
all'informale e regalando alle vecchie mura forme e colori.
Mugnano cominciò ad essere interesse della critica negli anni settanta del
Novecento, quando nel borgo furono organizzate quattro mostre di alto livello in
cui esponevano temporaneamente importanti artisti. Nel corso degli anni l'idea
cambiò trasformando l'evento da temporaneo a permanente. Nel 1983 fu organizzata
per la prima volta “In...contriamoci a Mugnano” una grande festa paesana, con
cadenza annuale, tra la fine di giugno e i primi di luglio, che oltre a proporre
sapienti piatti di eno-gastronomia locale, arricchiva l'antico nucleo
architettonico, i piccoli vicoli e le piazzette con opere d'arte moderna
permanenti. Quell'anno furono chiamati i primi otto pittori locali che
realizzarono altrettanti “muri dipinti” suscitando gran fervore di critica.
L'anno successivo la manifestazione fu aperta anche agli artisti stranieri e nel
2008 è arrivata alla XXV edizione. Ad oggi sono stati realizzati trentotto
dipinti murali.
Nei giorni precedenti la festa un gran fervore anima il paese: si montano i
palchi davanti agli intonaci e gli artisti cominciano la loro opera circondati
da una folla di curiosi e addetti ai lavori.
I muri del paese cantano una fioritura improvvisa di opere, una ritmica stesura
di sigilli pittorici dove ogni artista ha deposto il succo della sua creatività
(Mimmo Coletti, 1990).
L'itinerario, con opere restaurate e inaugurate nel 2008, grazie anche al
sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è completamente
illuminato con luci a risparmio energetico, e visitabile anche nelle ore
notturne.
I muri dipinti...gli artisti e le opere
L'avventura dei “muri dipinti” comincia con l'affresco di Antonella Cerrutti,
Concerto rock, artista legata a Perugia sia per aver studiato all'Accademia di
Belle Arti che per aver allestito qui la sua prima personale presentata da
Renato Guttuso e Romeo Mancini. Seguono L'Ultima cena dello spoletino Marsilio
Cianchelli e Figure archeologiche del perugino Carlo Dell'Amico. Nello stesso
anno parteciparono Silvano d'Orsi, ceramista e pittore dallo stile
espressionista con Donne e l'artista di ispirazione impressionista Giovanni
Schiaroli con Casa del musichiere. Di non minor rilievo le opere di Antonio
Tamburro, Ricordi del passato, nativo di Isernia ma trasferitosi a Perugia negli
anni settanta ove frequenta il gruppo culturale “Cenacolo” e partecipa a varie
collettive di artisti umbri, e Raffaele Tarpani, San Francesco benedicente e
l'
Umbria, maestro che vive e lavora a Bastia Umbra particolarmente legato a Mugnano, che nel 2007 gli ha dedicato una mostra personale.
Conclude il ciclo dei murali del 1983 La danza di Franco Troiani, pittore
attratto prima dall'arte di Mondrian e in seguito dal movimento futurista,
soprattutto da Boccioni e Prampolini. La sua opera gode di una posizione
privilegiata trovandosi nella piazzetta della “pompa”, all'interno di un arco,
dietro l'antica fonte.
L'anno successivo, 1984, furono sei gli artisti che operarono nel borgo. Dal
Giappone arrivò il pittore iperrealista Jasuhiro Ogawa con La vita, mentre da
Nuova Delhi in India Ravindra Verma Kumar con Scena mistica dell'India.
A loro si affiancarono lo spellano Elvio Marchionni, artista ispirato dall'arte
medioevale con Scena sacra e il perugino Errico Marrani che realizzò sul muro
della torre campanaria una Crocifissione in stile bizantineggiante.
Di tutt'altra natura le opere del torgianese Romano Ranieri, Manifesto, noto per
aver rappresentato il pontefice Giovanni Paolo II in occasione della sua visita
a Perugia e del romano Gianni Testa che con Cavalli in amore si avvicina alla
corrente surrealista.
Il 1985 fu l'anno che vide principalmente opere al femminile: dalla svezia Pia
Osterberg con Balletto, dall'Argentina Teresa de la Mercedes Torres con Donne,
opera dai colori caldi che ricordano il sud America, e dalla Sicilia Maria
Pistone, Composizione onirica, formatasi a Brera sotto la guida di Carrà, Carpi,
Funi e De Rocchi. Due gli uomini: lo scultore, pittore e poeta Bruno Orfei con
Performance, opera caratterizzata da una tavolozza brillante, e il perugino
Massimo Arzilli con Paesaggio, noto soprattutto per le sue sculture.
Nel 1986 parteciparono Ennio Boccacci, Wilma Lok e Mario Ortolani. Il primo,
originario di Valfabbrica, realizzò L'amore, la seconda, olandese, alla ricerca
di nuovi linguaggi di espressione si specializzò in opere astratto-formali, come
dimostra Astratto, il terzo, romano, realizzò La pigiatura dell'uva.
L'anno successivo, 1987, Romeo Mancini realizzò Elementi nell'artigianato.
Allievo di Guttuso, passò dallo stile figurativo a quello astratto. Molte sue
sculture si trovano in luoghi pubblici di diverse città italiane. Nello stesso
anno Simona Audano eseguì Africa, opera in cui si ritrova il filo conduttore del
suo pensiero: il confronto e lo scambio tra tutte le culture e le religioni del
pianeta lontano dal caos della società industrializzata. Legato alle feste
tradizionali locali è Angelo Barbaro con La Quintana, grande evento che ogni
anno anima la città di Foligno. L'anno si concluse con le due opere di Guerrino
Bardeggia, La famiglia, e Maria Loreta Scialpi, artista che con La cena resta
fedele alla sua tematica prediletta: la vita quotidiana.
Le successive edizioni del 1989, 1992, 1995 e 1996 videro come protagonista un
solo artista: nel 1989 Rita Albertini, medico perugino, con Rifugi provvisori
raffigura nella sua opera diavoli e angeli, simbolo delle paure e terrori che
riaffiorano dall'inconscio (l'opera è momentaneamente oscurata); nel 1992 Carlo
Carnevali con Omaggio a Benito Biselli rese onore all'ideatore dell'iniziativa;
seguono nel 1995 Ilario Frattini con Paesaggio sul Trasimeno e nel 1996 Rosaria
Borgia La Rocca con La bottega dei cocciai. Il nuovo millennio si inaugura nel
2002 con Roberto Rossi Banfi, Madre Terra, Gianni Testa, Battaglia e Massimo
Arzilli con Mater Dei. L'anno successivo, 2003, la romana Daniela Tollis esegue
La pace nel pallone.
Nel 2004 Sestilio Burattini con Primavera crea la prima scultura, applicata su
muro, in travertino e marmo.
L'ultima rassegna, 2008, ha festeggiato il venticinquesimo anniversario della
manifestazione con due opere: Borgo antico di Piero Bonciarelli e San
Francesco.gif di Gabriele Mancini eseguito con la tecnica del mosaico. Il volto
del poverello di Assisi è composto da 2500 quadrati ognuno di una tonalità
differente che richiamano alla mente i pixel che compongono le immagini delle
foto digitali.
Tutti gli affreschi, pur recenti, si fondono a perfezione con l'antico borgo
dando la sensazione di essere lì da sempre.
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Dalla redazione: Noemi Biaggioli