loading ...Sette musei, 4 itinerari a tema collegati da un biglietto valido un anno, da tecnologie multimediali e da una guida pratica storico artistica, paesaggistica, escursionistica, ed enogastronomica
Dietro alla mostra di Siena "Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento" sono tutte le istituzioni della città. Non solo. Mobilitate anche le "Terre di Siena", la Provincia, con sette musei legati da un solo biglietto (da 15 euro), da tecnologie multimediali, da quattro itinerari a tema e da una guida al Rinascimento che porta "In viaggio nel Quattrocento", realizzata dalla "Fondazione Musei Senesi". Il biglietto non costringe ad un "tour de force" da "villaggio vacanze" né a tappe forzate perche vale un anno. I sette musei, selezionati fra i 43 della provincia, sono San Gimignano, Buonconvento, Asciano, Montalcino, Castiglione d'Orcia, Pienza, Montepulciano. Ciascuno con un nucleo privilegiato di opere. Gli itinerari sono stuzzichevoli. "Siena vs Firenze" cioè confini e fortezze in Val d'Elsa. "Santi e identità civica nel Quattrocento senese" nei musei delle Crete, Buonconvento e Asciano. "Scultura dipinta" in Val d'Orcia. "Pienza e Montepulciano" città del Rinascimento.
La guida è di Letizia Galli, storica dell'arte, e Bruno Bruchi, fotografo. Le sue bellissime immagini, con l'aiuto di nebbie e nebbioline, sfidano i viaggiatori alla individuazione dei particolari sul terreno (ma avremmo preferito qualche didascalia in più). Si tratta di un viaggio artistico, storico, paesaggistico ed escursionistico, pratico di direzioni e svolte, con tanti numero di telefono, di artigianato e itinerari con predilezione per il Quattrocento. Il filo conduttore per questo secolo in terra senese è l'oro, ricorda Letizia Galli. L'oro dei "fondi oro" delle tavole di Taddeo di Bartolo, Sano di Pietro, "Maestro dell'Osservanza", Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni. L'oro delle ali degli angeli, delle "sontuose vesti di santi e sante", dei bordi dei manti delle Madonne.
E, naturalmente, un viaggio ricco anche di storia dei cibi, con applicazione gastronomica moderna. Si comincia col maiale della razza Cinta Senese, il maiale in bianco e nero che per i tempi lunghi di allevamento (oltre un anno e un bosco tutto per lui), ha corso il rischio di scomparire ed oggi con un opportuno incrocio cresce in più di 200 allevamenti della Toscana, fino ai pici della Val d'Orcia, ai "vini nobili" di Montepulciano al pecorino di Pienza. Papa Pio II, l' "inventore" di Pienza, fu tanto colpito dal cacio "buono e delicato" di Chiusure, vicino ad Asciano, al centro delle Crete Senesi, da citarlo nei suoi rinomati "Commentarii". Il pecorino delle Crete Senesi viene citato anche in molti documenti dei Seicento e Settecento. Da uno studio di fine Settecento sulla produzione di questo formaggio in Val d'Orcia, risulta che le fanciulle che hanno imparato l'arte di fare il pecorino trovano marito più facilmente e questa abilità va in conto dote. Oggi si può scegliere fra il pecorino "avvolto nel fieno, sotto la cenere, in fossa, cosparso di buccia di pomodoro, tra le foglie di fico e di alloro, sommerso nella vinaccia e maturato in botte". Agli itinerari sono abbinati pacchetti turistici.
E le tecnologie? L'intento è quello portare il visitatore a scoprire il territorio partendo dalla visita al museo. Allora nei musei, come a Siena al Santa Maria della Scala sede principale della mostra, postazioni multimediali "touchscreen" di grande formato (46 pollici), permettono una "visita virtuale" (in italiano e inglese) alla mostra di Siena, ai territori di provenienza di molte delle opere esposte, un confronto con quanto è conservato nei musei, informazioni su artisti e opere e tipo di opere. La tecnologia "touchscreen" parla quasi da sola: basta sfiorare il monitor.
fonte:repubblica.it
Dalla redazione: Noemi Biaggioli