loading ...Dagli antipasti ai dolci, passando per i vini che accompagnano le portate. Ma
anche ricette antiche tramandate di generazione in generazione e prodotti tipici
locali che dal piacere della buona tavola diventano anche 'leve' per attrarre
turisti. Questo il nuovo 'must' che si sta diffondendo tra gli albergatori
italiani e che trova fondatezza nel libro 'Prodotti tipici e turismo', che verrà
presentato alla BIT di Milano (Borsa Internazionale del Turismo), il 19
febbraio, da
Sardegna
Ricerche. Il testo illustra le metodologie di analisi della domanda e dei canali
distributivi, basandosi sui risultati di un'indagine condotta si in Sardegna, ma
generalizzabili e utilizzabili anche in altri contesti regionali. Emergono
significative differenze di comportamento e di atteggiamento dei turisti verso i
prodotti tipici, utili alle imprese per impostare efficaci politiche di
marketing.
Tra gli operatori turistici e in particolare tra gli albergatori, si legge nel
libro, e' in corso un forte potenziamento delle attività di valorizzazione dei
prodotti tipici: si va dalle escursioni guidate nelle cantine e negli ovili al
pesca-turismo e dalle 'cooking school' alle carte degli oli e delle acque. E
questo e' il tema centrale per l'estate 2009, su cui gli albergatori si
attendono maggiore collaborazione e proposte proprio dalle imprese di
produzione.
Dal confronto tra le valutazioni di operatori, direttori di hotel, chef,
ristoratori e commercianti e i consumi reali dei turisti si rilevano delle
curiosità. Ci sono prodotti importanti per gli uni e per gli altri (carasau e
pecorini, ad esempio), ma anche altri sovrastimati dagli operatori come il
porchetto, la bottarga e le seadas che vengono considerati importanti da più del
90% degli operatori, ma realmente consumati da circa il 65% dei turisti. Al
contrario sono sottovalutati l'olio di oliva, gli altri formaggi diversi dal
pecorino e gli altri pani (carasau a parte).
Dalla redazione: Noemi Biaggioli