loading ...Il turismo enogastronomico non conosce crisi
In Italia il settore, segnala una ricerca Censis/Città del vino, ha un giro
d'affari di circa 2,5 miliardi di euro
L'Italia deve puntare di più sulle Strade del Vino
Il 2009 non spaventa le imprese del vino
L'agriturismo
è leva per l'agricoltura
Il turismo è sempre più slow
In Italia c'è un settore che sembra non conoscere crisi: è quello del turismo
enogastronomico, che secondo l'ultimo rapporto “Osservatorio sul turismo del
vino”, realizzato da Città del vino/Censis, coinvolge nel nostro paese dai 4 ai
6,5 milioni di appassionati, per un giro d'affari complessivo stimato in circa
2,5 miliardi di euro. In nessun Paese come l'Italia, si legge nello studio, il
turismo enogastronomico ha assunto una fisionomia così diffusa e consistente,
con 140 Strade del vino e dei Sapori e 1.300 comuni attraversati da questa rete
capillare, che comprende quasi 400 denominazioni territoriali di vini, oltre
4.000 ristoranti, quasi 33.000 prodotti vitivinicoli e più di 3.300 cantine. Gli
eno-appassionati, in linea con la tendenza internazionale del momento, scelgono
vacanze brevi, da 1 a 2 notti, ma ben organizzate.
Un 2008 positivo
Il turismo del vino rappresenta un fattore determinante per lo sviluppo
turistico ed economico del territorio, soprattutto in Campania, Lazio, Piemonte,
Marche, Sicilia, Veneto e Lombardia. Il fenomeno risulta già ampiamente
affermato anche in Trentino, Umbria, Toscana, Puglia, Friuli ed Emilia Romagna.
La crisi economica, sottolinea il rapporto Città del vino/Censis, non dovrebbe
colpire il settore: in nessuna regione sono previste flessioni per il turismo
enogastronomico da qui ai prossimi cinque anni. I dati più recenti, d'altronde,
sono positivi: il 62% dei produttori delle aziende oggetto del sondaggio Città
del Vino/Censis, ha visto aumentare il numero di visitatori nel 2008 rispetto al
2007. Segno negativo invece per i ristoratori, che hanno registrato una
diminuzione dei loro ospiti, compresa tra - 4% e - 5,5%.
I fattori d'attrazione
Dal punto di vista della domanda, secondo il parere delle aziende della filiera
del vino intervistate, la degustazione in cantina risulta essere l'attrazione
preferita dei visitatori (93,5% delle preferenze). Seguono la visita alla
cantina (85,8%) e, dato interessante, la vendita dei vini (57,4%). Elementi di
minore interesse sembrano essere la vendita dei prodotti tipici (5,9%), la
possibilità di pernottare in azienda (6,5%), le cene a tema (8,3%) e,
sorprendentemente, la ristorazione (9,5%). Un certo fascino esercita la visita
al vigneto (30,2%).
Il passaparola conta più di Internet
Alla base del successo dei tour enogastronomici c'è un mix di antico e moderno:
se da una parte gli appassionati utilizzano con frequenza il web (quasi il 50%
degli italiani naviga in Internet e sono oltre 10 milioni coloro che praticano
il turismo online, il settore con il maggior tasso di crescita dell'e-commerce),
questo non significa il tramonto del classico passaparola, che è sempre
considerato dagli addetti ai lavori come il primo fattore di promozione e
comunicazione. Le strategie suggerite dalle aziende vinicole per potenziare lo
sviluppo enoturistico dei luoghi d'offerta sono legate, in primo luogo, alla
necessità di promuovere la realizzazione di eventi eccezionali legati
all'enoturismo (55,4% delle preferenze), senza però tralasciare gli investimenti
sulla comunicazione via internet (48,2%) e la formazione degli addetti (46,4%).
Dalla redazione: Noemi Biaggioli