Gay e lesbiche costituiscono un ottimo target per gli operatori del settore turistico: producono il 7% dell’intero giro d’affari generato dall’industria del turismo, pari a 3,2 miliardi di euro l’anno di fatturato. In Italia un gay su quattro fa vacanze fuori dall’Europa di almeno 7 giorni, contro il 4% dei viaggiatori eterosessuali. Insomma, gay e lesbiche appartengono alla categoria dei `big spenders´ e gli operatori del turismo dedicano sempre maggiore attenzione a loro. «Il viaggio è indistintamente anche un momento di libertà oltre che di conoscenza, cultura e divertimento - spiega Alessio De Giorgi, amministratore delegato di Gay.it, la Spa che controlla Out Travel, la più grande agenzia di viaggi on line per omosessuali - e per l’omosessuale il viaggio rappresenta, in più, la possibilità di aggregarsi, di avere comportamenti liberi con il partner e di vivere una condizione più tollerante rispetto al Paese di origine».
In Italia le città più amate sono
Roma e Bologna, la regione più ambita è la Toscana. Il 98% dei viaggiatori predilige mete gay-friendly (intendendo con questo una destinazione «sicura e libera da ogni tipo di intimidazioni»), preferisce partire nei mesi di ottobre, settembre e febbraio; il 31% ha effettuato una crociera negli ultimi due anni mentre 10 è il numero medio dei pernottamenti consumati per la vacanza principale, a cui si aggiungono poi numerosi week end e short-breaks.
05/09/2008
Fonte Il secolo XIX