loading ...Il turismo in Molise cambia veste. Il progetto di microrecettività presentato ieri mira alla valorizzazione del paesaggio, della cultura e delle tradizioni
Si punta sull'albergo diffuso per lanciare i centri storici
Puntare su un turismo alternativo e quindi diffuso su tutto il territorio regionale che ben si presti a forme di accoglienza di questo tipo. Con recettività nei posti più suggestivi, dai centri storici alle abitazioni rurali, soprattutto in quelli ubicati in siti di grande attrattatività naturalistica, ambientale ed archeologica. Il Molise lancia la sua sfida, nuova e difficile, presentando il suo target e marketing turistico e quindi affidando una buona fetta della sua programmazione su questi elementi ben sapendo di poter raccogliere risultati più copiosi rispetto al passato. E ieri pomeriggio in questa direzione il presidente della Regione Iorio e l'assessore regionale al turismo Franco Giorgio Marinelli, insieme alla responsabile della società romana, Maria Cava, che ha il compito del rilancio territoriale, hanno presentato agli operatori del settore il programma del turismo diffuso, bed breakfast turismo rurale e alberghi, ricordando che l'amministrazione regionale dirigerà in questo comparto nei prossimi mesi sufficienti risorse per rispettare le attese della domanda, per rivitalizzare soprattutto i centri più belli del Molise e per combattere una sorta di desertificazione umana che da anni si sta allargando sul territorio locale.
La Regione, come ha detto Iorio, investirà fondi mirati sulle politiche urbanistiche e per ogni tipo di pianificazione capaci di raggiungere questi traguardi. Obiettivi valutati con molto favore da operatori turistici e immobiliaristi che hanno comprato molte case nei paesi del Molise con lo scopo di portare avanti il mercato della microrecettività e della valorizzazione in particolare dei centri storici «Contiamo molto su questa politica turistica - ha detto Iorio - indirettamente in grado di risolvere molte problematiche di tipo sociale e quindi strutturali e di lavoro in aree dove al momento c'è un'evidente abbandono di investimenti e di di fiducia per il futuro. La campagna di comunicazione messa in atto dalla Regione insieme alle politiche turistiche dovranno aiutarci a farci meglio consoscere in Italia e all'estero e quindi creare quei fattori moltiplicativi che ci accompagneranno nel qualificare il territorio, a ripopolarlo e a generare nuova occupazione con ricadute positivrei per tutti. In Europa dopo uno scambio di esperienze sul turismo diffuso con la Regione francese di Limousine siamo capofila di un progetto europeo da cui ci auguriamo di drenare risorse per migliorare i nostri obiettivi in regione». Presentata la campagna di comunicazione affidata a una società romana che dovrà realizzare interventi progetti testi e immagini per diffondere tutto ciò che meglio attrae dal punto di vista storico naturalistico ambientale ed archeologico e quindi della ricettività, l'assessore Marinelli si è soffermato sulle inziative della Regione «Ci dicono sempre che siamo poco conosciuti» rivolgendosi quindi al governatore «presidente dobbiamo destinare i 200 mila euro per le promozioni tipiche alla pubblicità dell'immagine Molise attraverso Internet e riviste specilizzate. Dobbiamo puntare quindi sulla conoscenza del territorio e poi sulla sua promozione e comunicazione».
Per la microrecettività, bed breakfast turismo rurale e case in affitto, attivata attraverso un apposito bando, le domande presentate per utilizzare i benefici della normativa regionale sono state 281. E anche qui Marinelli ha invitato il presidente Iorio a finanziarle tutte (disponibili solo 2 mil.) per un totale di oltre 4 milioni di euro. L'assessore al turismo ha anche spiegato come l'albergo diffuso con un provvedimento regionale del maggio dello scorso anno va a inserirsi nei 14 punti di eccellenza individuati sul territorio e quindi nella filiera del bello e nel Patto territoriale del Matese. Gli operatori di settore pur condividendo le intenzioni del Governatore in questo senso hanno auspicato che ci si adoperi per costruire una rete professionale su questo tipo di accoglienza e di attivare la formazione degli operatori che spesso o manca o è carente.
23/02/2010
Dalla redazione: Noemi Biaggioli