La voglia di avere un figlio e' piu' forte di qualsiasi crisi.
Aumentano i prezzi e la vita costa sempre di piu'. Una crisi che si riflette sulle scelte degli italiani. Solo un quarto di loro, infatti, decide di partire per le vacanze estive. Ma per chi ha problemi di fertilita' la tendenza e' inversa. Sono ben il 54% delle coppie che emigrano per avere un bambino, infatti, a farlo proprio nel periodo estivo. E' quanto emerge da uno studio del Centro Artes di
Torino (struttura medica specializzata nella diagnosi e nel trattamento della sterilita' di coppia, nella riproduzione assistita e nella chirurgia endoscopica), che ha monitorato un panel di 3.000 coppie internaute e incrociato i dati emersi dalle ultime ricerche sul tema. Mentre il turismo estivo cala vertiginosamente (come emerge da un'indagine dell'Adoc - Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori), a causa del caro carburanti, dell'aumento degli affitti e dei servizi, cresce a dismisura il Turismo Procreativo. Si tratta di una metafora amara per descrivere i viaggi ormai sempre piu' frequenti di coppie italiane all'estero per affidarsi a tecniche riproduttive, proibite in Italia dalla legge 40, come il congelamento degli embrioni, la fecondazione di un numero non limitato di ovociti in coltura, la fecondazione eterologa e la diagnosi preimpianto. "Le coppie italiane scappano all'estero soprattutto nel periodo estivo - sottolinea Alessandro Di Gregorio, Direttore del Centro Artes che opera nel campo della Fecondazione Assistita dal 1982 - E' proprio in estate che i problemi di fertilita' diventano piu' acuti, ma principalmente si tratta dell'unico periodo dell'anno nel quale queste coppie possono allontanarsi dal lavoro senza problemi, in molti casi rinunciando alle vacanze e pagando il loro viaggio a caro prezzo". Nel 2006 il turismo procreativo e' cresciuto del 200%.
E', infatti, quadruplicato il numero delle coppie che, con la speranza di concepire un figlio, si sono recate all'estero dopo l'approvazione della Legge 40 del 19 Febbraio 2004 sulla procreazione assistita. Prima dell'approvazione della legge erano 1066 e nel 2006 sono state 4.173. Un trend che non ha accennato a scendere nel 2007. Piu' della meta' delle coppie che emigrano per avere un bambino, lo fanno proprio nel periodo estivo (54%). Nell'ultimo anno, infine, ben il 25% delle strutture straniere ha aperto sui propri siti internet pagine in lingua italiana. "Si tratta di dati preoccupanti - spiega il dott. Di Gregorio - ma e' l'inevitabile epilogo di una situazione degenerata alla base. La Legge 40 blocca di fatto lo sviluppo della medicina ed impedisce alle coppie che trovano difficolta' nel concepimento di sognare, di sperare ancora.
Allora emigrano all'estero, spendendo molti soldi e rischiando di finire in centri poco professionali". Meta preferita e' la Spagna dove e' attivo un fiorente mercato di gameti, peraltro a pagamento. Le coppie che vi si recano sono passate da 60 (prima della Legge 40) a 1.365. La Svizzera viene preferita dal 32% del totale delle coppie per la sua vicinanza e per la lingua in comune con la nostra. In questo paese non si esegue l'ovodonazione in quanto vietata, e' in esame una legge diagnosi reimpianto e i donatori di sperma sempre meno disponibili per l'obbligo di rintracciabilita', ma resta il fascino del mito delle cliniche svizzere. Altri paesi prescelti sono la Francia, a Nizza, il numero delle coppie italiane (proveniente quasi esclusivamente dalla zona ligure) e' stazionario attorno al 5% e il Belgio, dove dopo la Legge 40 le coppie che si sono recate a Bruxelles sono passate da 204 a 775. Minore il numero delle coppie che si dirigono in Gran Bretagna, anche a causa del cambio sfavorevole con la sterlina.
Altro riferimento di eccellenza, gli USA, dove in media tre coppie al mese di italiani si recano alla Cornell University ed era cosi' anche prima della Legge 40. Ad Harvard invece il numero e' raddoppiato. I paesi dell'Europa dell'Est stanno diven.
30/06/2008
Fonte: AGI