Il turismo non è solo legato a fattori climatici e per l'Italia in modo particolare; le nostre peculiarità sono la storia, la cultura, le
bellezze del paese, l'arte, il cibo. Facendo leva su questi asset il turismo italiano (300 mila imprese, 1,2 milioni di addetti diretti, 154 milioni di arrivi, 850 milioni di giorni-presenze, 87 miliardi di euro pari al 6% del Pil) saprebbe superare le difficoltà provocate dal peggioramento del clima ipotizzato dalla Commissione ambientale di Bruxelles Il parere è concorde tra gli operatori del settore.
Per Costanzo Jannotti Pecci, presidente Federturismo-Confindustria, "sono previsioni apocalittiche che non si sa quale validità possano avere, ma al di là di questa valutazione, c'é una cosa certa :l'Italia è un attrattore turistico che
non ha eguali al mondo per cultura e storia. Larga parte del nostro patrimonio deve essere valorizzata e altrettanta ancora scoperta. Scoprire e valorizzare tutto il nostro patrimonio è la migliore polizza assicurativa che possiamo trovare rispetto a eventi catastrofici che si potrebbero verificare".
Per Jannotti Pecci inoltre "sia che queste previsioni siano vere e meno, come per tutti i fenomeni economici si determinerebbero effetti di accomodamento. Noi abbiamo già vissuto, in modo figurato, una sorta di desertificazione con il trasferimento di molte correnti turistiche estive in Grecia, Spagna, coste dell'Africa del Nord e anche in località dell'Oceano Indiano, davanti a questo fenomeno siamo corsi ai ripari riuscendoci". Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi, prima ci scherza sù "vuol dire che andremo tutti ad aprire alberghi in Nord Europa", poi precisa: "il clima certo aiuta, ma da solo non basta".
Bocca sottolinea infatti che "l'Italia non è la Spagna dove i turisti vanno esclusivamente per il clima. Noi abbiamo tutto, cioé bellezze, cultura, architettura, enogastronomia. Sono punti di forza che conserverebbero il loro valore anche in uno scenario quale quello ipotizzato dalla Commissione di Bruxelles: l'Italia, in ogni caso, sarebbe certamente uno dei paesi meno colpiti". Giuseppe Boscoscuro presidente dell'associazione dei tour operator, l'Astoi, si dice impressionato sul piano personale dalla previsione conseguenza dell'effetto serra, ma su quello professionale non lo è: i tour operator trasportano turisti da una parte del mondo all'altra e poco importa quale sia il paese di destinazione.
"Se le previsioni si realizzeranno e il Mediterraneo assumerà caratteristiche simili al Tropico, per le vacanze si dovrà cambiare le destinazioni e noi dovremo spostarci verso la Scandinavia. Il business si deve adeguare alle condizioni e quindi porteremo verso il Nord Europa chi cerca le condizioni attuali del Mediterraneo e porteremo in Italia gli Scandinavi che prima andavano a Cuba e Santo Domingo".
Fonte: Ansa.it
07/11/2007
La redazione