Categoria evento: Rievocazione storica
Regione Marche, provincia Ascoli Piceno, comune Ripatransone
Inizio evento: 7 maggio
Fine evento: 14 maggio
Evento che si svolge tutti gli anni
ATTENZIONE. Il periodo indicato per questo evento è approssimativo in quanto di anno in anno può variare.
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Abruzzo
Il Cavallo di fuoco (in dialetto locale lu Cavalla dë fuoca) è una rievocazione storica che si tiene ogni anno a Ripatransone (Ascoli Piceno), nel giorno dell'Ottava di Pasqua. Consiste in uno spettacolo pirotecnico d'effetto e, per i cittadini, a forte coinvolgimento emotivo. Esso richiama in media varie migliaia di spettatori: ripani, abitanti dei comuni limitrofi e, non di rado, turisti provenienti anche da regioni lontane.
Storia
La prima domenica dopo Pasqua coincide, nella cittadina picena, con la ricorrenza della Madonna di San Giovanni. La tradizione fa risalire le origini del Cavallo di fuoco al 10 maggio 1682, giorno della solenne incoronazione del simulacro della Vergine (prima ancora che monsignor Pietro Ossola, nella prima metà del Novecento, consacrasse a lei la Città e Diocesi di Ripatransone). Fu un artificiere di Atri, chiamato per l'occasione, a improvvisare per primo lo spettacolo. Egli "cavalcò un cavallo, che era tutto ripieno di fuochi artificiali, con il quale girò più volte la piazza buttando sempre raggi ed altre bizzarrie". Il fatto tanto entusiasmò i ripani che essi presero a rievocarlo annualmente: dapprima servendosi ancora di un animale vivo (come si attesta abbia fatto Pietro Marenzi nel 1701), e quindi sostituendolo con una sagoma. Il Cavallo divenne infatti di legno e, fino al 1932, fu portato in spalla dal più robusto dei cittadini. In seguito fu dotato di ruote e timone e trainato da volontari ben equipaggiati. Nel 1994 il Cavallo è stato ricostruito, sul modello del precedente, in lamiera di ferro.
Rievocazione moderna
Lo spettacolo costituisce la manifestazione civile concomitante alle celebrazioni religiose della Madonna di San Giovanni ed è organizzato dalla confraternita che la rappresenta.
La mattina di domenica, il Cavallo viene portato in piazza per la benedizione del Vescovo. Intorno alle 21 viene prelevato nuovamente e, attraverso la circovallazione, raggiunge largo Speranza: qui incontra il corpo bandistico, che lo precede lungo il primo tratto di corso Vittorio Emanuele. Accompagnato da uno stuolo di giovani, dai loro cori, dal frastuono dei campanacci e dalla tradizionale Marcia n. 23 del maestro Vincenzo Guarino, entra infine nelle piazze Matteotti e Condivi, fra loro adiacenti, per portarsi sul sagrato della Cattedrale cinquecentesca.
Compiuto un giro di ricognizione per verificare la transitabilità tra la folla, viene soppressa la pubblica illuminazione e si aziona il meccanismo dei fuochi artificiali. Il Cavallo, imbottito di petardi, compie allora diverse tornate, sputando fiamme in tutte le direzioni. I fuochi vengono esplosi in aria, ma le scintille investono anche la gente accalcata; si genera così notevole scompiglio, ed è necessaria (ma anche sufficiente) un'attenta organizzazione onde scongiurare qualsiasi pericolo per gli astanti.
È per questo che la confraternita della Madonna di San Giovanni stabilisce regole che i partecipanti alla manifestazione sono tenuti a rispettare: non fare cariche, non spingere, non gettare petardi e tenere comunque un comportamento civile ed educato.
I fuochi del Cavallo possiedono anche nomi popolari: dai baffi, che vengono sparati addosso alla gente (imprevedibilmente dal fianco destro o sinistro), alla girella (che alcuni chiamano girandola), corona di petardi posta in testa al finto animale che viene fatta roteare e termina le proprie evoluzioni nel cielo. Nella confusione che si determina, parte della folla viene dispersa, mentre altra parte (specialmente i ragazzi) insegue il Cavallo accompagnandolo festosamente nella sua corsa.
Buona parte dei botti viene comunque esplosa in aria: particolarmente intensa è la detonazione che segna il termine ultimo della rievocazione e dell'intera ricorrenza. Lo spettacolo ha una durata complessiva generalmente breve (fra i venti e i trenta minuti). Una volta concluso, la banda riaccompagna il Cavallo alla sua rimessa e lì esso rimane, in attesa della prossima rievocazione.
Curiosità
Secondo un aneddoto la popolare Marcia n. 23 (per tutti semplicemente Ventitré) fu composta dal maestro Guarino su ispirazione dello... zoccolare di un concittadino che disturbò il suo riposo in un pomeriggio estivo.
Un'altra voce indica come il più grave incidente causato dal Cavallo di fuoco l'ustione della pelliccia di una spettatrice, forse ascolana, che si era presentata in abbigliamento decisamente sconsigliato.
In onore del Cavallo, ormai feticcio della città, uno degli apprezzati vini locali è stato denominato appunto Cavallo di fuoco.
In occasione dell'ottocentenario della fondazione di Ripatransone si è tenuta anche un'edizione estiva del Cavallo di fuoco il 24 luglio 2005, a ridosso della festa di Santa Maria Maddalena, patrona della città.
Quando il cavallo viene prelevato dalla sua rimessa, prima di percorrere la circonvallazione, è possibile assistere ad una scena singolare: tutti i giovani, i quali affluiscono da parti diverse, si riuniscono per cantare a squarciagola cori che inneggiano alla manifestazione. Quando il cavallo "parte" i più fortunati possono posizionarsi proprio dietro di esso, mentre tutti gli altri, continuando a cantare li seguono a ruota.
L'edizione del Cavallo di Fuoco del 2008 si terrà nel giorno 30 Marzo.
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