loading ...Tre concerti sull’organo di Castegnato
La Parrocchia e il Comune di Castegnato presentano una serie di 3 concerti sull’organo della chiesa parrocchiale, un Inzoli del 1992. Fin qui niente di particolare, se non il numero (ben tre, e in venti giorni) dei concerti previsti. Ma ci sono due motivi di vero interesse. Vediamoli. Il primo è rivolto un po’ tutti coloro abbiano un minimo di affetto verso la musica, o almeno un briciolo di simpatia: la Marcia Nuziale di Wagner e l’Ave Maria di Schubert non si possono eseguire durante i matrimoni. Questa tremenda notizia, più volte ribadita dalla Chiesa, sconvolge in genere i novelli sposi, e soprattutto le spose (o meglio, le suocere) che sognavano l’ingresso nella piccola pieve di montagna accompagnate dalla wagneriana melodia. C’è poi lo zio, tenore dilettante, disperato perché non può omaggiare la sposina con lo schubertiano lied. E via alle infinite discussioni con il parroco, integerrimo, l’organista, ubbidiente, gli sposi, alla ricerca di un compromesso, e i suoceri, disposti a tutto. In realtà la domanda scottante è quella che segue al divieto: ebbene, che cosa ci propone allora la Chiesa al posto di quei celeberrimi capolavori (o meglio, quelle sigle massmediali del matrimonio)? E qui cala il silenzio, perché: se la risposta è l’Inno del Giubileo del 2000 di J. Lecot, si resta un po’ con l’amaro in bocca; se la proposta è un bel mottetto di Frisina, tanto cecilianesimo dopo un po’ annoia; se si ripiega su un Inni e Canti, sembra un ardito salto indietro di 70 anni! Bene, cosa rispondere? Ci vorrebbe un libro (che magari arriverà…), ma per ora servono tre concerti in cui presentare una panoramica della musica Sacra e di quella Liturgica, e vedere cosa salta fuori. Si comincia venerdì 20 novembre con uno dei migliori organisti bresciani, Simone Giordano, e un sopraffino soprano, Donatella Lombardi, che presentano brani di J. S. Bach (perché è il simbolo stesso della musica di fede, della musica per organo, della musica del passato che ancor oggi ha qualcosa da dire, e secondo qualcuno questa è caratteristica di ciò che è Classico) e di F. B. Mendelssohn (perché è il campione di quei Romantici che volevano la musica l’arte più vicina al Divino, e perché ne corre il duecentesimo dalla nascita) come antipasto alla nostra “discussione” tutta musicale: l’organo, strumento prediletto dalla Chiesa, oggi troppo spesso considerato obsoleto e impolverato, e la voce umana, fin dalla Bibbia considerato massimo strumento di preghiera, messi insieme da due musicisti lontani nel tempo, ma da considerare per molti aspetti “classici”, nel senso di perfetti, perfetto amalgama di artificio e anima il primo, di eleganza e pensiero il secondo. Si entra nel vivo venerdì 27 novembre con Fausto Caporali, organista titolare della cattedrale di Cremona, e improvvisatore fra i migliori, non solo in Italia. La serata prevede la proposta di alcuni brani di vari autori seguiti da improvvisazioni “in stile”, ovvero facendo proprie le tecniche con cui i maestri del passato scrivevano musica sacra e riproponendone così lo spirito in composizioni “fatte al momento”. È quello che ha fatto spesso tutto il Novecento, con neoclassicismo, neobarocco, neotutto, sperando di trovare la via migliore guardando al passato. Dopodiché si passerà in rassegna anche la musica più recente (messe beat, Gen, chitarre, Frisina, e il nostro Inno del Giubileo) per valutarne pro e contro, sempre con improvvisazioni “in stile”. Il terzo appuntamento, martedì 8 Dicembre, vede la partecipazione della Corale parrocchiale di Castegnato e del soprano Martina Stecherova, che in Castegnato insegna canto. È la comunità stessa allora che osserva se stessa che fa musica sacra, dagli amati mottetti del coro alle elaborate melodie solistiche, con interventi dell’organo fatti di musica assolutamente tonale (il che, per gli esperti è un terribile difetto, per i profani un rassicurante pregio).Dimenticavamo il secondo motivo: l’organo è un Inzoli del 1992, con trasmissione elettrica, due tastiere e 29 registri. Un organo “nuovo” quindi, e non il restauro di un antico strumento che, se a volte rappresenta il giusto salvataggio di una preziosa testimonianza del passato, spesso è discutibile accanimento terapeutico per vecchi macchinari in disfacimento. Il secondo motivo, quindi, è la “terribile” dichiarazione che, a volte, è meglio costruire un organo nuovo. Magari fatto per poter suonare qualunque repertorio.
I concerti sono presso la chiesa parrocchiale di Castegnato, e ad ingresso libero.
Per info: m° Buggio Emiliano email samiliano@libero.it