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Dopo quella realizzata nel 2004 (“Giovanni Miglioli – pittore e scenografo”) si è voluto completare con questa nuova mostra il percorso artistico del maestro. In rassegna 46 opere, provenienti da collezioni private, che illustrano parte della vastissima produzione che Giovanni Miglioli ha realizzato in sessant’anni di attività. Un omaggio dovuto ad un prezioso figlio di questa terra.
I grandi quadri ad olio esposti sono ricchi di suggestioni, densi di evocazioni, rimandi culturali e tematici. E’ il saggio di un’intera carriera di pittore che parte dai primi lavori compiuti in età giovanile fino alle ultime opere; una lunga linea artistica che vede il cambio di gusto e tratteggia una costante crescita creativa.
Se come “uomo di Po” ci consegna chiaroscuri di boschi, cascine, riflessi d’acque e paesaggi, come uomo di cultura mostra una galleria di volti personaggi ambienti ricchi di grande densità emotiva. Umili personaggi del lavoro: il fabbro, il pescatore, il ciabattino; santi e artisti consegnati alla storia, come San Paolo, San Martino, Santo Stefano, Leonardo da Vinci, Michelangelo e Velasquez. Le grandi tele delle nature morte in atmosfere ovattate, i tagli di luce che mostrano volti in cupe densità.
Quadri nei quadri, con più possibilità di letture complesse: Ligabue con la sua follia e il suo bestiario; Il miracolo di San Martino con l’uomo in tabarro e la bicicletta; I disegni delle battaglie di Guastalla e Luzzara che riportano a Mazzacurati.
Testi di Vittorio Sgarbi, Mauro Carrera e Marzio Dall'Acqua