loading ...LUCI E OMBRE DELLA MENTE
Corrispondenze tra genio e follia
Dal 7 al 21 dicembre 2010
Sala Borgonuovo, via Carioli 32
a cura di Sabrina Falzone
Continua il susseguirsi degli eventi relativi alla 5° Biennale Internazionale d’Arte di Ferrara con la mostra ‘Luci e ombre della mente’ che permetterà di andare oltre all’apprezzamento e l’ammirazione dell’opera in sè, guardando alla sua realizzazione, all’impulso che sta dietro la sua creazione, all’incontro e lo scontro che avviene tra la vena folle e quella geniale proprie dell’artista. Una corrispondenza suggestiva che si esprime in questa mostra curata da Sabrina Falzone, fruibile al grande pubblico dal 7 al 21 dicembre, con ingresso libero, tutti i giorni dalle 11.00 alle 13.00 / 16.30 alle 19.30 presso Sala Borgonuovo sita in via Carioli 32.
Presentazione :
Al confine tra Genio e Follia si collocano non soltanto le culture letterarie e filosofiche millenarie delle realtà occidentali ma anche gran parte della storia dell’arte contemporanea. Il binomio genio-follia è stato ampiamente dibattuto a livello filosofico già nell’antica Grecia a partire da Aristotele per arrivare ai nostri giorni con l’eco di Erasmo da Rotterdam e si è cementato nel tempo attraverso l’apporto teoretico di illustri personaggi del panorama umanistico internazionale come Cesare Lombroso, che nella seconda metà dell’Ottocento rintracciò le prime corrispondenze tra creatività e genialità, fino a giungere al pensiero di Freud, secondo cui la creatività artistica vive in un regime di duplice verità che da un lato recepisce la realtà e dall’altro la rifiuta, relegandola in una dimensione ideale, essenziale per la produzione artistica. L’artista non è altro chi nell’esperienza creativa è in grado di emanciparsi dalla proprio stato di individualità per divenire cantore dell’essenza universale dell’inconscio umano. All’interno del percorso espositivo di “Luci e ombre della mente” è rilevante constatare una continua esigenza di rinnovare e rinnovarsi, oltre ad un irreprensibile desiderio di indagare gli aspetti più arcani dell’iconologia artistica. L’assonanza iconologica è rintracciabile non solo tra l’impeto della luce e il motivo dell’estasi ma anche tra l’immagine dell’ombra e il concetto di “bunker” come inaspettate anticipazioni dell’ancestrale dialogo tra inconscio ed aspirazione. Le opere esposte approfondiscono il tema del conflitto interiore, assecondano questa peculiare avventura della mente verso altri luoghi partendo dalle ombre, le tenebre del colore che sono emblema di stasi ma anche origine e proiezione della coscienza umana, per arrivare successivamente verso il rapimento del colore, mediante il trionfo della luce e del movimento. L’eterogeneità stilistica degli artisti esponenti è essa stessa simbolo di una pluralità di linguaggi creativi atti a comunicare il mosaico di conflitti interiori e di viaggi dell’inconscio che ancora oggi conducono l’artista ad una dimensione sospesa sul limbo del quotidiano. La mostra intende, pertanto, mettere in evidenza l’abisso della mente umana nonché la sua elevazione mistica.
Artisti partecipanti: JACQUELIN DOMIN; RENEE ; BOZ; LUISA FABRIS; ROBERTO RODOLFO CAMI; REGINA DI ATTANASIO ; RITA PULIAFITO; ANTONELLA MODAFFARI BARTOLI; LOREDANA MORTELLARO; MARIA SAVINO; SUZANA LOTTI; CLAUDIO FAZZINI ; FRANCESCA PETTINATO.