loading ...PH Neutro partecipa alla VII edizione del Lucca Photo Festival
Museo Nazionale di Villa Guinigi, Lucca | 19 novembre > 11 dicembre 2011
Con il progetto “Made in China” di Marco Bertin, Cinzia Compalati, curatrice per PH Neutro della mostra presso le sale del Museo Nazionale di Villa Guinigi di Lucca, coglie in pieno l’invito del Lucca Photo Festival a indagare, per questa edizione, gli “Sguardi d’Oriente” attraverso la duplice prospettiva dei fotografi occidentali e nativi.
Esposte, per l’occasione, una ventina di fotografie, che testimoniano il lucido e provocatorio lavoro dell’artista, che ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero e che con queste parole introduce questa serie:
«Made in China nasce da un regalo che ricevetti circa due anni fa. Era una matrioska russa, una di quelle bambole di legno formate da repliche sempre più piccole inserite nel loro interno.
Capovolgendola lessi la dicitura ‘Made in China’. Rimasi stupito che un oggetto così rappresentativo di un artigianato folklorico venisse prodotto in una Paese diverso da quello d'origine. Cominciai a interessarmi a questa delocalizzazione produttiva e mi resi rapidamente conto di quanto esteso fosse il fenomeno.
Souvenir turistici, articoli religiosi, complementi d'arredo, oggettistica domestica, artigianato popolare, giocattoli per tutte le età, non c'era tipologia di prodotto che non fosse stato prodotto in Cina.
Della Cina avevo una visione risalente ai tempi del socialismo reale (non più di qualche decennio fa), della dittatura proletaria anti-imperialista, dell’anticapitalismo e della religione come oppio dei popoli. Insomma, non ero molto aggiornato sui cambiamenti politici e soprattutto ideologici, più o meno recenti, avvenuti in quel Paese.
Ciò che mi indusse a sviluppare questo lavoro sul ‘Made in China’ fu la percezione di un’anomalia, una specie di stonatura riguardante l'identità di una nazione che viene identificata dalla tipicità della sua produzione di mercato. Che logica associava la Moka Napoletana, il boccale tirolese, la Torre Eiffel, la Statua della Libertà, il Crocefisso e la Madonna Immacolata con la Cina?
C'è un'opera di “Made in China” che ritengo esprima gran parte del senso di questa tematica: sono due statuine colorate, una rappresenta Padre Pio, l'altra un miliziano popolare cinese della Guardia Rossa. Entrambi si fronteggiano. Il primo ostenta all'altro le mani fasciate che nascondono le stimmate e simboleggiano il potere della religione, il secondo gli risponde mostrandogli il Libretto Rosso di Mao, simbolo del potere dell'ideologia politica. Entrambi gli oggetti sono stati prodotti in Cina.
Un'opera ‘Made in China’ va decodificata in questo modo:
Il fondo rosso rappresenta simbolicamente sia il Paese che la bandiera cinesi.
L'oggetto collocato e fotografato nel fondo rosso è un oggetto prodotto in Cina.
Gli ideogrammi posti sempre in basso a destra sono di colore giallo come quello delle 5 stelle che costituiscono la bandiera cinese. La traduzione degli ideogrammi è ‘Made in China’».
Breve nota biografica:
Marco Bertin vive a Verona dove è nato nel 1954.
Dopo gli studi artistici, di giornalismo e antropologia culturale, è stato docente di fotografia all’Accademia d’arte M. Buonarroti. Tiene lezioni presso l’Università degli Studi di Verona.
Ha esposto le sue opere in personali all’estero, in Portogallo (Lisbona, Evora), Francia (Parigi), Olanda (Eindhoven), Austria (Innsbruck, Imst), Germania (Amburgo, Berlino, Francoforte); in Italia, a Milano, Firenze, Mantova, Venezia, Bologna, Verona, Padova, San Remo, Bolzano.
Ha partecipato inoltre a collettive e fiere dell’arte in varie città italiane ed europee.
Ha pubblicato sei volumi: Carnaval (Giunti editore) edito in quattro lingue, con testi poetici di Antonio Giarola; Bacanal (Ed. Leonardo Arte), con prefazione di Lanfranco Colombo e Vittorino Andreoli; Sisters (Ed. Adpress-communications); Masquerade (Ed. e.a.r.Books di Amburgo), Tanzania (Ed. Colpo di Fulmine); Yovi (Ed. Colpo di Fulmine).
Sono stati inoltre pubblicati numerosi portfoli sul ritratto e sul paesaggio e alcune sue ricerche fotografiche sono apparse sulle più autorevoli riviste d’arte e di fotografia.
PH Neutro è una galleria specializzata in Fotografia d’Autore con doppia sede, a Verona e a Forte dei Marmi, e una Collezione costruita negli anni da Annamaria Schiavon Zanetti, appassionata di fotografia con esperienza ventennale nella produzione della stampa fotografica, grazie anche al supporto di Mauro Fiorese, autore e docente di fotografia, attivo tra Italia e Stati Uniti da più di vent’anni nel settore della Fotografia d’Autore.
Dal loro sodalizio nasce a marzo del 2011 il progetto PH Neutro, la cui posizione di ‘neutralità’ sta nel voler affiancare a opere di autori già affermati e di grandi maestri della scena internazionale, il lavoro di talenti nuovi ed emergenti, con il preciso proposito di sostenerli, offrendo loro opportunità di crescita, ricerca, visibilità.
Come si dichiara negli intenti: “Vista la recente e meritata conquista di un importante ruolo della fotografia sia nel mercato del collezionismo che nella produzione artistica di molti attori della scena contemporanea, e consapevoli della scarsa e lenta, ma crescente, esperienza maturata dall’Italia nel settore della Fotografia Fine-Art, si è sentito il bisogno di costituire un punto di riferimento, assieme a quelli già esistenti, altamente specializzato e propositivo; in tal senso, la filosofia di PH Neutro si muove guardando ai grandi autori, per affinare lo sguardo nei confronti di quelli ancora sconosciuti e dalle potenzialità inespresse, che verranno aiutati a partire dalla produzione delle opere, fino a creare per loro occasioni di lancio nel complesso e altalenante sistema dell’arte”.
Si avviano così:
PH Neutro Collection
Una collezione d’arte fotografica in continua mutazione e implementazione dove poter ammirare, conoscere e acquistare le opere dei più grandi maestri della fotografia, e al tempo stesso scoprire artisti mid-career ed emergenti del panorama italiano e internazionale.
PH Neutro Gallery
Con apertura nel 2011 di una doppia sede:
a marzo, a Verona, in Via Mazzini 50, un suggestivo spazio espositivo, in parte affacciato su preziose testimonianze delle antiche mura romane di Gallieno;
a giugno, a Forte dei Marmi, in Via G. Carducci 43/b, nel cuore del centro storico.