loading ...Arthèteca Project in “NEAPOLITAN CONTAMINATION” Concerto e Divagazioni Musicali In scena al Teatro delle Muse dal 25 al 30 Marzo 2010
LE CANZONI NAPOLETANE ´CONTAMINATE´ DA RITMI WORLD
IN ´NEAPOLITAN CONTAMINATION´, EVERGREEN TROVANO NUOVA FORMA
Cosa avrebbe detto Toto´ se avesse sentito eseguire la sua ´´Malafemmena´´ a ritmo di jazz swing? E Domenico Modugno avrebbe apprezzato la sua ´Tu si´ ´´na cosa grande´´ in versione tango, accompagnata da una fisarmonica di impronta Piazzolliana? Sono solo due delle divagazioni musicali di ´´Neapolitan contamination´´, lo spettacolo di evergreen napoletani arrangiati per l´occasione in stile multietnico dagli Artheteca Project, la band diretta da Luigi Carbone (finissimo giurista prestato al jazz) in scena al Teatro delle Muse di Roma fino al 30 marzo.
La magia della musica nata all´ombra del Vesuvio coinvolge lo spettatore lungo un percorso che abbraccia oltre 5 secoli di storia, e che va ai canti popolari napoletani del ´500 fino a quasi l´epoca attuale, corredato in diverse interpretazioni da particolari coreografie di ballo che ne esaltano l´effetto scenico. Divagazioni musicali frutto di una ricerca musicale che quasi estremizza la contaminazione culturale portata a Napoli dalle diverse dominazioni che vi si sono succedute e in base alle quali tutto e´ possibile: ad esempio che ´Io te voglio bene assaje´ suoni a ritmo del ´Take five´ di Bruebaker o che ´Samba de una nota´ sia l´elemento di congiunzione tra ´Nu quart´ e´ luna´, ´´Na voce e ´na chitarra´ e ´Luna caprese´. Fino a Maruzzella tutta percussioni e ritmi afro suonati da Giovanni Imparato, che esalta la sua formazione cubana anche in ´Funiculi´ funicula´´´, ed a ´O Sole mio´ in una inedita versione Tex-mex sull´onda della celebre esecuzione di Elvis Presley di quella che forse e´ la canzone napoletana piu´ famosa al mondo. Il tutto si chiude con una versione blues di ´O Surdato ´nnammurato´, in cui un ipotetico soldato Johnny che viene dalla Virginia scrive la sua lettera d´amore dal fronte alla sua donna come farebbe il fante di Fuorigrotta.
Insomma: jazz, blues, ma anche flamenco, fado, tango e bossa nova imperversano sul palcoscenico del Teatro delle Muse senza pero´ particolarmente alterare il fascino dei motivi partenopei, con un crescendo musicale dove e´ inevitabile la partecipazione ed il coinvolgimento del pubblico presente in sala. Uno spettacolo emozionante e leggero, insomma, sulla complessa semplicita´ dei sentimenti e della vita espressi in versi e musica. Un´occasione per riascoltare brani celebri e brani persi nel tempo e a cui tutti siamo un po´ legati. Con Luigi Carbone al Pianoforte, Stefano Mecca Chitarre, Pino Azzardo Voce, Giovanni Imparato Percussioni, Roberto Palermo Fisarmonica, Enrico Martella Tromba, Toto Giornelli Contrabbasso, Angelica Marrone e Manuel Morales Balletto.