Dal teatro popolare toscano del Bruscello Poliziano al teatro del popolo, ovvero della gente di un intero paese – Monticchiello –, che come ogni estate, da oltre 40 anni, si improvvisa compagnia teatrale per mettere in scena un “autodramma” diverso. Sono le due manifestazioni forse più tipiche e pittoresche del teatro estivo delle terre di Siena. Il Bruscello Poliziano, canto in ottava rima, recitazione e musica ispirato al repertorio classico dei libretti di don Marcello del Balio, vedrà quest’anno in scena “Calandrino”, novella ambientata in epoca medioevale che narra di un pittore donnaiolo con una moglie molto gelosa. Un Bruscello comico-farsesco, dunque, che è stato rappresentato solo due volte, nel 1967 e nel 1986. La musica è eseguita dall’Orchestra dell’Istituto di Musica di Montepulciano diretta dal maestro Luciano Garosi, la direzione artistica e la regia sono di Franco Romani. Appuntamento dall’11 al 15 agosto alle 21.15 in Piazza Grande, a Montepulciano. Per informazioni, www.bruscello.it
È “A(h)ia”, invece, il dramma collettivo che quest’anno vedrà sul palco di Piazza della Commenda la gente di Monticchiello. Al centro dello spettacolo, le “nuove case” del paese, quell’ ”ecomostro” che ha scosso le coscienze – mediatiche e non – spargendo semi contradditori tra la gente del posto: quello della speranza di un futuro più ricco, vitale, al di fuori degli stretti confini della realtà contadina e quello della paura dell’assedio della modernità, pronta a spazzare via proprio quel piccolo angolo di paradiso bucolico che rappresenta l’essenza più pura di Monticchiello.
Lo spettacolo andrà in scena fino al 12 agosto, tutte le sere tranne il lunedì.
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