PARCO SCULTOREO DI
"FIUMARA D'ARTE"
Fiumara è un termine siciliano che significa percorso naturale o letto di un fiume che rimane in secca per la maggior parte dell’anno e riprende vita solamente durante la breve stagione delle piogge. Il percorso di tale Fiumara, letto dell’antico fiume Halesus – odierno torrente Tusa – inizia nei pressi di Castel di Tusa e si articola fino al mare, nella vicina Messina. Sulla spiaggia di Villa Margi (nei pressi di S. Stefano di Camastra), si erge una stupefacente opera di Tano Festa, Monumento per un poeta morto dedicato al fratello poeta Lo Savio. È il trionfo dell’azzurro, non di quello che vediamo di solito sulla tavolozza di un pittore, ma di quello che c’è nell’animo, quando un poeta -scultore come Tano Festa che fu insieme adulto e bambino decide di affacciarsi sull’infinito. Questa enorme cornice sul mare, esprime il senso limitato di una possibilità diversa di fermarsi con il pensiero sull’orizzonte. Il lungo monolite nero evidenzia infatti il senso finito della nostra esistenza interferendo con l’armonia dell’opera.” A breve distanza nel letto del fiume Tusa sorge la prima opera di Fiumara d’Arte, la materia poteva non esserci, dell’artista Siciliano Pietro Consagra, una grande scultura frontale a due elementi, addossati e colorati in bianco e nero, in un delicato equilibrio di pieni e vuoti. L’opera in cemento armato alta 18 m. dalla base ed uno spessore di 3 m. è stata realizzata in due anni di lavoro, entrando dentro l’opera, vi perderete in questo viaggio d’arte e spiritualità che è la Fiumara. Lungo la strada che conduce a Castel di Lucio si incontra la scultura una curva gettata alle spalle del tempo dell’artista Paolo Schiavocampo. Monolite di cemento armato e ferro collocato ai margini di una curva che si avvolge su se stessa imitando il movimento di una vela battuta dal vento. L’opera posta in uno spazio di campagna che traccia una curva a gomito, divide la via antica dalla nuova, non isolandosi ma inserendosi nel percorso, come un punto focale. Un punto, quindi, di mistero, che unisce il passato al futuro che recupera ciò che è stato: i luoghi, la quiete, le cose, le tradizioni, proiettandoli, indirizzandoli, dopo una pausa, al futuro. In prossimità di Castel di Lucio sul colle ben visibile dal paese , a monte di una vallata il cui sguardo si perde fino alla fiumara, si erge l’opera Arianna dell’artista Italo Lanfredini. L’opera è collegata al passato, alla cultura classica, ai primi insegnamenti della vita e della nascita. Attraverso un varco naturale si entra nel labirinto e si esce dal labirinto, così come nel tempo l’uomo è entrato ed uscito dalla scena; il labirinto è un invito alla ricerca di se stesso attraverso la nascita. Chi entra nel labirinto, si pone, domande che riguardano la propria esistenza, in un posto ed in una dimensione atemporale, in cui è impossibile interrogarsi. Il labirinto è riflessione, nell’opera la spiritualità deriva da una sorta di “maternità”, espressa in un dolce concentrico svolgersi di cerchi culminante in una aspirazione all’alto, al sublime. Entrando nel paese di Castel di Lucio si scorge una struttura che è un esplosione di colori, e non si direbbe mai che è una caserma dei Carabinieri dato che queste in genere hanno un aspetto anonimo e forse un po’ triste. Grazie all’intervento di due artisti Pietro Dorazio e Graziano Marini e nata Arethusa un’opera decorativa di grande vivacità cromatica unita al rigore formale. L’arte quindi si inserisce e riconquista, nel concetto contemporaneo dell’architettura, un ruolo fondamentale che dovrebbe essere preso ad esempio nella nostra cultura urbana. La ceramica, protagonista in questo intervento, persegue il sogno di colorare gli edifici perché la città diventi una esplosione di gioia. La funzione dell’artista è anche quella di provocare l’immaginario collettivo, di riscattare per quanto possibile il grigiore quotidiano di paesi che, come in questo caso, possono essere dimenticati dal progresso. Continuando il percorso in direzione Mistretta si incontra Il muro della ceramica quaranta artisti ceramisti nazionali e internazionali si sono confrontati con questo vecchio muro della provinciale Castel di Lucio- Mistretta , la memoria di quell’abuso in cemento è stato trattato con poesia e amore innestando su questa materia come elemento di trasmutazione: la terra cotta, e per suggellare questo patto di devozione alla bellezza, ogni artista ha deposto dietro il muro un opera in argilla ancora da cuocere. Le opere sono state donate alla terra ritornando terra, degli alberi poi sono stati piantati in occasione dell’evento, alimentandoli questa volta di una terra speciale nell’attesa che quella forma diventi molecola. Nel letto del fiume Romei, scavata in una parete del monte che lo delimita c’è “ La stanza di barca d’oro” una realizzazione di straordinaria suggestione e bellezza, dovuta all’artista giapponese Hidetoschi Nagasawa.Dal silenzio materiale, anche sé animato dalle mille sottili voci della natura circostante, si accede al grande silenzio spirituale della stanza, nella quale la barca, centrale e sospesa. La stanza circondata da lamiere metalliche, ospita il perimetro rovesciato di una barca rivestita di foglie d’oro, il cui albero d marmo rosso la salda al pavimento. I colori e materiali rinviano all’opus alchemico ed al percorso inzitico della materia, all’oro.L’opera concettuale è nata per essere sepolta, sigillandola con una porta e ricoprendola quindi di terra per far sì che essa potesse vivere, “ solo attraverso l’energia mentale della memoria”.La possibilità, quindi, di realizzare un’opera che continui ad esistere senza che possa essere vista. L’onda mediterranea è un’opera del l’artista Italo canadese Antonio Di Palma.L’opera che si esaurisce in poche linee essenziali, si inserisce nella natura contemplandola, è un manto azzurro che sale e poi scende dolcemente, e che nella sua essenzialità sembra, un movimento vibrante per uno schizzo di luce cosmica.
LA FIUMARA D’ARTE Fiumara d’Arte literally translates as River of Art, and consists of an unusual attempt at exhibiting contemporary sculpture in a kind of open-air museum, that takes advantage of the natural landscape to arrive at a symbiosis of art and nature and provides interested visitors an opportunity of exploring secluded and off-the-beaten-track spots. The first stretch of the itinerary snakes its way along the coast; then, it ventures inland through a forested region between the Nebrodi and the Madonie Mountains. The project, initiated a few years ago, is continuing, thanks to the cooperation of contemporary artists from Italy and abroad. Allow at least half a day.Start from Santo Stefano di Camastra driving the coast road westwards. The first majestic sculpture looms into sight on the right, sitting on the beach; it is called Monument to a Dead Poet, by Tano Festa, and conceived as a window looking out to sea and to infinity; like the two elements, sea and sky, that surround it, it is blue. A little further on, a small bridge aknowledges the Tusa river; there, in the middle of this almost permanently dry river bed, stands the second work, Pietro Consagra’s Matter could have not existed, which is a linear conglomeration which breaks out onto two levels, one white, the other black. Following the river upstream, the road runs in the direction of Pettineo. It climbs up into the Nebrodi mountains, providing beautiful views over the landscape, where humankind evidence dwindles to disappear giving way to the overriding presence of nature. The road is bordered on both sides by olive trees resembling, in their contorted shape, tortured, imprisoned souls; this makes way tor a sun-drenched landscape ablaze with startlingly yellow bushes of flowering broom. Beyond Pettineo, which is nestled atop a hill, appears a work by Paolo Schiavocampo entitled A Curve Thrown After the Wind, shrouded in silence. At last, Castel di Lucio comes into view; a sign on the left points to Italo Lanfredini’s Ariadne, standing secluded atop a hill (as the road turns in a bend to the left, keep straight on). This windswept stone maze enclosed on all sides by a succession of towering moutains enjoys a fabulous location.Back on the main road, follow the winding way to Mistretta to view one of the last artistic creations: the Ceramic Wall, to which some 40 artist contributed. Beyond Mistretta, take fork to Motta d’Affermo where Antonio Di Palma’s blue wave entitled the Mediterranean Energy dominates the landscape. Go back to the coast side at the Hotel Atelier sul Mare in Castel di Tusa, where Antonio Presti once of the prime instigators and promoters of the Fiumara project, has made seveeral rooms available to artists and allowed them to transform them into works of art in their own right.Another work deserves a mention: The Room of the Golden Boat by Hidetoshi
Nagasawa, sheltered within a cave on the bed of the river Romei, near Mistretta. Inside, the rock is entirely faced with plates of polished steel – most disorientating. Somewhere within the enclosed place, a pink marble tree has been “planted” in the ground, on which the shell of an overturned boat has been built, and covered in gold leaf. This work, however, is not intended to be seen; the reason for its existence lies in the fact that it exists at all. As such, we are encouraged not to go and see it, but merely to imagine it.
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