Turismo a Agrigento

Alloggio e turismo a Agrigento. Informazioni su Agrigento
Agriturismo a Agrigento Sicilia
Bed and breakfast a Agrigento Sicilia
Offerte e last minute per Agrigento

Last minuteOFFERTE LAST MINUTE in ITALIA >>> Campo (PI) SPECIALE PONTE DEL 2 GIUGNO Marcelli Di Numana (AN) LAST MINUTE E OFFERTE SPECIALI!!! Caprese Michelangelo (AR) OFFERTA PRIMAVERA IN AGRITURISMO TOSCANA Randazzo (CT) Weekend Acqua & Fuoco Viterbo (VT) Soggiorno ed ingresso piscina delle Terme. Verona (VR) Super Last Minute Sacrofano (RM) PRIMAVERA in B&B.15 minuti da Piazza del Popolo! Bonvicino (CN) Proposta 6 x 3 San Gimignano (SI) Maggio, arriva l'estate tagliamo i prezzi... Perugia (PG) SPECIALE VACANZE IN UMBRIA: REGALATEVI IL RELAX! Pieve Di Ledro (TN) LAST MINUTE PRIMAVERA Roma Centro (RM) DAL 09.05.2008 AL 12.05.2008 Castelfiorentino (FI) Una notte gratis fra i sapori toscani! Castagnola Di Framura (SP) promozione fino al 22 maggio 2008
Stemma della provincia di Agrigento Visualizza la mappa della provincia di Agrigento con segnalati gli alloggi di agriturismo e bed and breakfast

Ricerca alloggio agriturismo o B&B

Cerca gli alloggi di B&B o agriturismo in Italia
Qualsiasi alloggio
Agriturismo
B&B

Alloggio a Agrigento

Vuoi un alloggio tranquillo in una località di campagna? Oppure visitare musei e seguire un itinerario culturale? Vuoi invece andare al mare ed assaggiare i prodotti dell' agricoltura biologica?

Elenco località di Agrigento:

Agrigento
B&B Agriturismo
Castrofilippo
B&B Agriturismo
Lampedusa
B&B Agriturismo
Licata
B&B Agriturismo
Montallegro
B&B Agriturismo
Naro
B&B Agriturismo
Porto Empedocle
B&B Agriturismo
Racalmuto
B&B Agriturismo
Sciacca
B&B Agriturismo
Villaggio Mose'
B&B Agriturismo

Mappe guide documenti

Mappe, guide turistiche, ricette locali, itinerari,  tutto il materiale utile per il tuo viaggio.

Cartina di Lampedusa - Scarica file allegato - formato jpgCartina di Lampedusa ..

Elenca mappe, stradari, guide turistiche di Agrigento

Turismo in Italia

Arte e cultura in Italia Le più belle località italiane per offrirti arte e cultura

  • La Tuscia
  • Le Cinque Terre
  • San Marino
  • Roma: Il Colosseo
  • Piazze di Roma
  • Musei a Roma


  • Parchi divertimento I parchi divertimento in Italia per bambini e adulti. Allora .... buon divertimento

  • Gardaland
  • Mirabilandia
  • Città della domenica
  • Italia in miniatura


  • Festività in Italia Le festività italiane, le ricette per l'occasione, dove andare

  • Capodanno
  • La Pasqua in Italia
  • Ferragosto


  • Mare in Italia Mare mare mare e ancora mare. Hai per caso voglia di mare? Scopri tutte le possibili soluzioni per la tua vacanza al mare

  • Il mar Adriatico
  • Il mar Tirreno
  • Il mar ligure
  • Il mar Ionio
  • Il mare in Sardegna


  • Natura Sei sei amante della natura, di passeggiate in oasi naturalistiche, posti tranquilli dove ammirare la flora e la fauna italiana

  • Parchi in Italia


  • Tradizioni in Italia Scopri le tradizioni italiane

  • Il presepe in Italia


  • Turismo in Italia

  • Come si comportano i turisti
  • Vacanze a tema
  • Agrigento: Turismo in provincia di Agrigento


    La Provincia di Link correlato: AgrigentoAgrigento è una provincia della Link correlato: SiciliaSicilia di oltre 450 mila abitanti. Affacciata a sud sul Canale di Sicilia, confina ad ovest con la Provincia di Trapani, a nord con la Provincia di Palermo, a nord-est con la Provincia di Caltanissetta.


    Storia di Agrigento

    La città fu fondata nel 581 a.C. da alcuni abitanti di Gela, originari delle isole di Rodi e di Creta, col nome di Akragas, dall'omonimo fiume che bagna il territorio. La dominazione greca durò circa 370 anni, durante i quali Akragas acquistò grande potenza e splendore, tanto da essere soprannominata da Pindaro "la più bella città dei mortali", come testimonia la meravigliosa Valle dei Templi. Inizialmente si instaurò la tirannide di Falaride (570-554 a.C.) che fu caratterizzata da una politica di espansione verso l'interno, dalla fortificazione delle mura e dall'abbellimento della città. Tuttavia Falaride fu meglio conosciuto per la sua crudeltà e spietatezza e per l'uso del toro di bronzo come strumento di tortura per le vittime sacrificali. Il condannato veniva posto al suo interno e del fuoco riscaldava continuamente il toro finché egli non moriva ustionato. Durante l'agonia la vittima emetteva dei lamenti che, come dei muggiti, fuoriuscivano dalla bocca del toro. Il suo ideatore, Perillo, fu il primo a provarne gli effetti. Odiato dal popolo, Falaride morì lapidato e, poiché egli amava vestirsi di azzurro, vennero proibite le vesti di quel colore.
    Il massimo sviluppo si raggiunse con Terone (488-471 a.C.). Durante la sua tirannide la città contava circa 300.000 abitanti e il suo territorio si espandeva fino alle coste settentrionali della
    Link correlato: SiciliaSicilia .
    Divenuta grande potenza militare, Akragas riuscì a sconfiggere più di una volta Cartagine nella guerra per il controllo del Canale di Sicilia. Dopo la morte di Terone iniziò un regime democratico (471-406 a.C.) instaurato dal filosofo Empedocle, il quale rifiutò il potere offertogli dal popolo stesso. È in questo periodo che si assiste alla costruzione di numerosi templi e ad una grande prosperità economica ma, nel 406 a.C, i cartaginesi invasero la città distruggendola quasi completamente.
    Nel 339 a.C., grazie al corinzio Timoleonte la città, soggetta all'influenza di Link correlato: SiracusaSiracusa , venne ricostruita e ripopolata. Nel 210 a.C., con la seconda guerra punica Akragas passò sotto il controllo dell'impero romano col nome latinizzato di Agrigentum.


    Turismo

    Da visitare la Valle dei Templi ad Agrigento, Caltabellotta Balcone nel Mediterraneo con 30 secoli di storia, i monumenti di Sciacca, l'antica e barocca Link correlato: NaroNaro con insediamenti paleocristiani, la valle dei sicani con la sua necropoli a Sant'Angelo Muxaro, la Valle della Divina commedia a Campobello di Licata, gli Archi di Pasqua a San Biagio Platani.


    Monumenti e musei di Agrigento

    MUSEO CASA NATALE DI LUIGI PIRANDELLO
    Ingresso a pagamento – Archivio storico e fotografico
    Cimeli, fotografie, onorificenze, locandine di opere e spettacoli originali, libri con dediche autografe, lettere ed altro.

    MUSEO CIVICO
    Visite guidate a pagamento – Archivio fotografico
    Si tratta di archeologia, arte, etnoantropologia. Mostra permanente della scuola di Francesco Loiacono con più di cento dipinti.

    MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE
    Visite guidate a pagamento
    Reperti trovati ad “Akragas” (antica Agrigento) e presso Caltanissetta, dal sec. VI al III a.C.

    MUSEO “ANTIQUARIUM” DI
    Link correlato: EracleaEraclea MINOA

    Ingresso a pagamento
    Reperti rinvenuti nell’antica Link correlato: EracleaEraclea Minoa e nella necropoli arcaica di Piano Vizzì.

    MUSEO CIVICO “A.MENDOLA”
    Visite guidate gratuite
    Collezioni di ornitologia, conchiglie, spugne, libri antichi, lance d’Africa.

    MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA BADIA
    Ingresso gratuito
    Sito nell’ex Monastero di San Benedetto ( detto Badia) con reperti archeologici della zona, dal neolitico al bizantino.

    MUSEO ARCHEOLOGICO “ISTITUZIONE CULTURALE FEDERICO II”
    Visite guidate gratuite – Archivio storico e fotografico – Videoteca –
    Collezione Rotolo con circa 6.000 conchiglie e reperti archeologici della zona.

    MUSEO ETNO-ANTROPOLOGICO DELLA TERRA DI ZABUT
    Ingresso gratuito
    Reperti, attrezzi e oggetti della vita rurale dalle antiche origini arabe.
    MUSEO “ANTIQUARIUM” DI MONTE CRONIO di Link correlato: SciaccaSciacca
    Reperti archeologici neolitici, eneolitici, greci, romani.

    MUSEO CASTELLO INCANTATO DI FILIPPO BENTIVEGNA
    Visite guidate gratuite
    A Monte San Calogero è la casa dove visse ed operò lo scultore.

    MONUMENTI

    TEMPIO DEI DIOSCURI
    Risale al IV secolo a.C. Castore e Polluce erano due gemelli, figli di Giove. Secondo la leggenda, quando Castore morì, Polluce chiese al padre di renderlo mortale per ricongiungersi al fratello. Giove lo esaudì facendo sì che i due gemelli tornassero alla vita un giorno per uno alternativamente.

    TEMPIO DELLA CONCORDIA
    Fu costruito nel V secolo a.C. ma nel VI secolo d.C. fu trasformato in chiesa cristiana. Era caratterizzato da colonne dipinte di bianco e da capitelli variopinti in stile dorico.

    TEMPIO DI ERCOLE
    Eretto nel VI secolo a.C. è il più antico tempio greco. Nel suo interno si trovava la statua di Ercole, venerato come eroe nazionale.


    TEMPIO DI GIOVE OLIMPICO
    Il grande tempio greco fu costruito dagli abitanti di Link correlato: AgrigentoAgrigento dopo la loro vittoria sui Cartaginesi nel 480 a.C. In stile dorico, era caratterizzato da possenti mura inframmezzato da semicolonne e statue giganti.

    TEMPIO DI GIUNONE
    Fu costruito intorno al IV secolo a.C. in stile dorico, in onore della dea Giunone, moglie di Giove. Nell’antichità vi si celebravano i matrimoni.

    ERACLEA MINOA
    Grande teatro costruito nel III secolo a.C. e ristrutturato più volte.


    Resti archeologici

    Collina di Girgenti
    Partendo dalla collina di Girgenti, e in particolare dalla chiesa di Santa Maria dei Greci, incorporato in alzato, in fondazione e nel taglio della roccia, si conserva un tempio dorico del 480-60 a.C., periptero (m 34,70x15,30) di 6x13 colonne, con cella munita di pronao ed opistodomo. Se è andata perduta, oltre alle absidi, la fronte orientale, e di quella occidentale sono stati visti negli scavi i soli tagli nella roccia per le fondazioni, sono visibili tuttavia le fondazioni della peristasi meridionale e settentrionale (con alcune colonne incorporate nei muri della chiesa) e della cella, mentre sotto la chiesa è visibile, per oltre venti metri, il krepidoma del lato settentrionale. Nell'atrio della chiesa si conservano alcuni elementi dell'alzato, una parte di capitello e tratti del geison.
    In Piazza del Purgatorio è conservato il cosiddetto Ipogeo del Purgatorio, un sistema complesso di cunicoli che si dipartono da un tunnel centrale scavato nella roccia ed appartenente alle strutture di drenaggio ed alimentazione idraulica che si collegano - a torto o a ragione - con l'acquedotto di Feace.

    Rupe Atenea
    Sulla Rupe Atenea si sono rinvenuti resti di un frantoio ellenistico, e sulle sue pendici sud-ovest è conservato uno dei numerosi templi delle divinità ctonie, incorporato nella chiesetta medievale di San Biagio. Il tempio, di medie dimensioni (m 30,20x13,30) era dorico in antis. Se ne conservano il basamento, col caratteristico vespaio costituito da un graticcio di blocchi, ed una parte cospicua delle strutture isodome dei lati e del fondo della cella, mentre l'abside della chiesa viene ad occupare la porta del tempio, conservando libera parte delle ante. Dallo scavo provengono resti del geison e della sima a protomi leonine (al Museo Nazionale). Sul lato a valle, la terrazza su cui è sistemato il santuario è delimitata da un muro di témenos, con un accesso attraverso due strade scavate nella roccia. Lungo il lato nord del tempio, all'altezza della cella, sono due altari circolari, di cui quello ad est presenta un anello di blocchi che borda il piano dei sacrifici tagliato nella roccia e arrossato dal fuoco delle offerte, mentre quello ovest, realizzato pure a grandi conci, reca al centro un foro ed una cavità per le offerte infere. Il ritrovamento all'interno dell'altare di kernoi (vasi rituali) e, nell'area, di statuette e busti fittili caratteristici del culto di Demetra e Kore, insieme alla tipica forma circolare degli altari, consentono d'attribuire il santuario alla coppia di divinità tanto popolari a Gela, e poi nella sua colonia, da far affermare a Pindaro che
    Link correlato: AgrigentoAgrigento era un vero e proprio Persephònas hédos (un "trono di Persefone").
    Il santuario rupestre
    Attraverso un sentiero ed una scaletta intagliata nella roccia (ambedue moderni) si valica a sud-ovest la linea delle mura e si raggiungono il cosiddetto "Santuario rupestre" di Demetra e la chiesa di S. Biagio. Il "santuario" è incentrato su due profonde cavità naturali, sistemate tuttavia artificialmente, che s'addentrano nella rupe recando un flusso d'acque all'esterno, e su di un profondo tunnel a nord delle cavità, evidente sostituto delle originali condutture, costituite dalle cavità. La fronte delle grotte è guarnita da un edificio rettangolare diviso in due vani nel senso della larghezza. L'edificio è realizzato con poderosi muri a blocchi e fortemente rastremato sulla fronte, ed era coronato da una semplice cornice e forse da una grotta a teste leonine. Questa struttura veniva a costituire una sorta di cisterna a due livelli, di cui quello inferiore riceveva il flusso d'acqua incanalato in tubature di cotto dalla grotta di destra, e quello superiore presentava due porte d'accesso alle cavità e tre finestre in facciata (una minore al centro e due maggiori ai lati). Ai piedi della cisterna si trovano delle vasche intercomunicanti a vari livelli, mentre tutta l'area è delimitata da mura formanti un peribolo trapezoidale (aggiunto successivamente), la cui fronte reca aperture a pilastri per dar luce al peribolo stesso, e all'estremità nord-est due vasche costruite a blocchi. La struttura della cisterna, col peribolo aggiunto, risponde perfettamente alla tipologia delle fontane arcaiche e classiche, ben nota in tutto il mondo greco. Il ritrovamento di busti fittili e di ceramiche del VI e V secolo a.C. ha fatto lungamente discutere sulla natura cultuale del complesso, dimenticando che fino ad epoca ellenistica avanzata non è possibile nel mondo greco dissociare funzioni sacrali e attività utilitarie in apprestamenti idraulici del genere, soprattutto se nati in età arcaica e classica. L'uso della fonte è iniziato infatti già in età protostorica, come mostrano ceramiche indigene anteriori alla fondazione d'Agrigento: anche questo ha fatto parlare di sincretismo religioso, laddove siamo in presenza di una pura e semplice continuità d'uso (anche ovviamente gl'indigeni frequentatori della fonte avranno attribuito a loro volta caratteri sacrali al luogo) tra fase pre-greca e fase coloniale. La cronologia del complesso monumentale è assai controversa, giacché la datazione pre-greca del Marconi non ha alcun fondamento, mentre ricerche recenti (de Waele) tendono a buon diritto a collocare la struttura della fontana e il tunnel all'iniziale V secolo a.C., collegandoli all'intensa attività idraulica progettata da Feace, con restauri ed aggiunte che si prolungano nel tempo almeno fino all'età ellenistica.
    Ritornati sui propri passi si può visitare, sotto la punta sud-orientale della Rupe Atenea, la Porta I, che si apriva, alle pendici della Rupe, su una strada tracciata nel vallone e diretta verso est. La porta, conservata per sei assise nel battente di destra, si apre al centro di un poderoso baluardo a tenaglia, uno dei rari esempi di particolari aggiustamenti difensivi dell'intera cinta, in un punto di relativa debolezza del tracciato. Una prima torre difendeva il battente di sinistra della porta ed una seconda l'angolo sud-ovest del bastione.
    Ritornati sulla SS 118 ci si può avvicinare alla Porta II, profondamente incassata nella roccia, e, sulle pareti del taglio roccioso, ad un piccolo santuario rupestre con incassi per pinakes (alcuni semplicemente stuccati e perciò in origine soltanto, e non riportati), ai piedi dei quali erano piccole fosse con oggetti votivi databili da età classica ad età romana.

    Collina dei Templi
    Al limite sud-est della Collina dei Templi, sul margine del suggestivo rialzo si collocano in successione i famosissimi templi di Giunone Lacinia, della Concordia, di Ercole, di Zeus Olimpio e di Vulcano; essi sono il vero e proprio simbolo di Link correlato: AgrigentoAgrigento nel mondo.

    Quartiere ellenistico-romano
    Subito ad est della chiesa di San Nicola si accede al cosiddetto Quartiere ellenistico-romano, tre isolati messi in luce con quattro stenopoi, larghi 5 metri e distanti fra loro 30 metri, e con parte di una plateia a nord, di altri 10 metri di lunghezza, pavimentata in epoca tarda in opera spicata. Gl'isolati, di cui non si conoscono la lunghezza esatta, presentano - con tutta evidenza quello centrale e quell'orientale, solo in parte quello occidentale - l'originaria bipartizione mediante un ambitus centrale. In età imperiale, o forse già in quella repubblicana, alcune case (Case delle Afroditi e del Mosaico a rombi nell'isolato centrale; Casa del Peristilio nell'isolato occidentale), mediante l'acquisto della proprietà adiacente ad est o ad ovest hanno finito per cancellare l'originario ambitus, venendo ad occupare l'intera larghezza dell'isolato. Si conoscono preesistenze arcaiche e classiche (una piccola parte in vista è sul lato est della Casa delle Afroditi), che dimostrano l'esistenza di un impianto urbanistico identico in epoca anteriore alla fase ellenistica, quella attualmente visibile con le successive trasformazioni romane. La tipologia delle abitazioni e delle tecniche edilizie (muri a blocchi o blocchetti e a telaio) è assolutamente ellenistica, conservata anche nelle successive trasformazioni romane: un peristilio centrale di varia grandezza, circondato da ambienti (di cui uno di maggior grandezza od enfasi architettonica sovente ha la funzione di andròn), costituisce il perno della struttura, che doveva di frequente avere un secondo piano con funzione di gineceo e di quartiere servile. Ricca è l'articolazione per il rifornimento idrico, assicurato da cisterne e pozzi, così come curato è l'apparato fognante e di drenaggio, con canali di scolo coperti e scoperti all'interno ed all'esterno delle abitazioni.
    Nell'isolato occidentale di particolare interesse è il complesso della Casa del Peristilio, che è stata unita in età imperiale all'adiacente Casa dell'Atrio in cotto e che, coprendo già ambedue le case l'intera larghezza dell'isolato, è venuta a costituire una sontuosa e grande domus urbana, degna delle più ricche e grandi abitazioni della capitale, con un piccolo complesso termale dalla vasche incrostate di marmi all'angolo sud-est del peristilio maggiore. Nel medesimo isolato, all'estremità settentrionale, è la Casa della Gazzella, con bei pavimenti musivi della prima età imperiale, uno dei quali aveva un emblema in tessellato con figura di gazzella, che ha dato il nome alla casa.
    Nell'isolato centrale, troviamo a sud altre due grandi case (del Mosaico a rombi e delle Afroditi), che hanno occupato l'intera larghezza dell'isolato. A nord si trova la Casa del Maestro astrattista, una bella domus del IV secolo d.C., di non grandi dimensioni, ma dalla ricca pavimentazione musiva. Il portico del peristilio ha un mosaico a medaglioni con figure d'animali e frutti, mentre mosaici geometrici compaiono in tre altri ambienti; in un quarto c'è un mosaico ad imitazione di grandi formelle di marmi preziosi.
    Nell'isolato orientale, di particolare suggestione per lo stato di conservazione del peristilio, tutto ellenistico e con andròn sul lato orientale, è la Casa del Portico

    Ipogeo Giacatello
    A nord del museo si può visitare il cosiddetto Ipogeo Giacatello, una grande cisterna quadrata di 19 metri di lato ed alta poco più di 2 metri con file di sette pilastri (fino ad una totale di cinquanta), interamente rivestita di cocciopesto e munita di lucernai. La destinazione originaria a cisterna è assicurata non solo dalla presenza dell'intonaco idraulico, ma anche dal fatto che l'edificio era alimentato da un condotto proveniente da nord. Più tardi, forse in età romana, fu scavato nell'angolo sud-est un canale d'evacuazione delle acque, e nell'angolo adiacente ad ovest venne sistemato, entro un rozzo recinto, un piccolo mulino.


    Eventi, sagre, manifestazioni a Agrigento

    Mappa del sito

    Chi siamo

    Rss

    Agriturismo in Italia

    Bed and breakfast in Italia

    Last minute in Italia

    Informazioni turismo

    Eventi Italia