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    La Provincia di Link correlato: FoggiaFoggia è una provincia della Link correlato: PugliaPuglia di oltre 680 mila abitanti. Affacciata a nord sul Mar Adriatico, confina ad ovest con il Link correlato: MoliseMolise (Provincia di Campobasso) e con la Link correlato: CampaniaCampania (Provincia di Benevento), a sud con la Link correlato: CampaniaCampania (Provincia di Avellino) e con la Link correlato: BasilicataBasilicata (Provincia di Potenza), ad est con la Provincia di Bari.


    Foggia: La storia


    Le origini e l'età tardo-medievale
    Insediamenti umani nel territorio della città sono presenti già nel Neolitico (intorno al VI millennio a.C.). Gli abitanti vi praticavano l'agricoltura, favoriti dalla fertilità e dalla regolarità del Tavoliere. Alcuni degli insediamenti individuati sono quello di località Passo di Corvo, sede di un attrezzato parco archeologico, e quello messo in luce da scavi archeologici nell'area della villa comunale, altri villaggi sono sepolti nell'Ippodromo.
    L'abitato di
    Link correlato: FoggiaFoggia nasce dopo l'anno 1000, a seguito della conquista normanna. La nascita della città sarebbe legata al ritrovamento in uno specchio d'acqua, da parte di alcuni pastori, di una tavola raffigurante la Madonna, sulla quale ardevano tre fiammelle (raffigurate poi nello stemma civico) presso cui si sarebbe genuflesso un bue.
    La zona era paludosa e malarica[2] e si dovette aspettare la dominazione normanna (XI e XII secolo) per assistere a miglioramenti ambientali. Roberto il Guiscardo, in particolare, fece bonificare un'ampia zona acquitrinosa, dando al giovane centro urbano un notevole impulso economico e civile, ravvivato ulteriormente durante il regno di Guglielmo il Buono che, tra il 1172 e il 1179, fece costruire la cattedrale in stile romanico e ampliò l'abitato.

    L'età federiciana
    Fondamentale per la storia di Link correlato: FoggiaFoggia fu Federico II, il Puer Apuliae. Nella città fece erigere, nel 1223, un ampio palazzo imperiale, in cui spesso soggiornò con tutta la sua corte. Il Palatium, realizzato dal protomagister Bartolomeo da Foggia, si estendeva su una vasta area, nei pressi di via Arpi, e contemplava giardini con fontane e sculture e ampi saloni rivestiti di marmi. In questo edificio Federico istituì uno studium nel quale insegnò anche Michele Scoto, confermando il ruolo centrale della città nel territorio daunio. Del palazzo, purtroppo, sopravvivono soltanto il pozzo (in massima parte ricostruzione di fantasia) e il sontuoso archivolto lapideo del portale d'ingresso, inserito in un prospetto esterno del Museo civico. L'iscrizione del portale, alto 7,40 m e largo 3,20, recita: Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imp(er)ialis. Federico II considerava la Capitanata un luogo ideale per la caccia e perciò fece costruire un altro palazzo, quello di Link correlato: San LorenzoSan Lorenzo in Link correlato: CarmignanoCarmignano (in località Pantano), dove il Guiscardo aveva fatto edificare l'omonima chiesa; il luogo è attualmente un rilevante sito archeologico a pochi chilometri dall'abitato di Foggia, nei pressi del santuario dell’Incoronata.

    La Link correlato: DoganaDogana delle pecore
    L'evento centrale nella storia dell'attuale capoluogo dauno è legato alla transumanza. Per meglio controllarla e ricavarne delle rendite, nel 1447 gli Aragonesi sfruttarono la collocazione geografica di Foggia imponendo, mediante la Link correlato: DoganaDogana delle pecore istituita nella città, il pagamento di una tassa a tutti i pastori che recavano le proprie greggi nel Tavoliere. Simboli di questo istituto destinato a lunghissima vita sono i due Palazzi della Dogana, sedi ufficiali dell'autorità regia. Il vecchio è nei pressi del pozzo del Palatium federiciano, il nuovo, settecentesco, è oggi sede della Provincia. La Dogana fece arricchire notevolmente le casse regie ma impoverì gli agricoltori del Tavoliere meridionale, provocando la formazione di paludi nei campi abbandonati.
    Nel 1456 un terremoto devastò la città, e altri due sismi si verificarono nel 1534 e nel 1627.

    Dal Cinquecento al Settecento
    Nel Cinquecento la città fu attiva nella guerra franco-spagnola: schieratasi con gli spagnoli, subì nel marzo 1528 un duro saccheggio francese che ridusse la popolazione a un migliaio di cittadini.
    Sulla scia dei moti innescati da Masaniello a Napoli, Foggia tra il 1647 e il 1648 vide la nascita di numerose sollevazioni popolari che ben presto presero la connotazione di una vera e propria guerra civile.
    Nove anni più tardi la città fu messa in ginocchio dalla rovinosa pestilenza che colpì l'intera Penisola.
    Risale agli ultimi anni del XVII secolo l'unico monumento nazionale della città: la chiesa delle croci.
    Un ulteriore terribile terremoto colpì la città il 20 marzo 1731, distruggendo un terzo delle abitazioni. In seguito a questo evento tellurico giunse in città sant'Alfonso Maria de' Liguori che, secondo la tradizione, il 30 novembre 1735, mentre pregava ai piedi dell'Iconavetere, fu visto levitare avvolto in un fascio di luce (l'episodio è ricordato su una delle vetrate che decorano la cattedrale della città). I cittadini reagirono alla tragedia del terremoto innescando un'immediata ripresa: nacquero nuovi quartieri, si rafforzò il mercato cerealicolo e, sotto i Borboni, ci fu un notevole momento di fioritura culturale. Il governo borbonico diede un importante impulso allo sviluppo agricolo della zona, mostrando la necessità di una riforma del sistema economico di Capitanata. A riprova dell'importanza che la città aveva in questo periodo basti ricordare che il 25 giugno 1797 il principe Francesco I delle Due Sicilie la scelse come luogo in cui celebrare il suo matrimonio con Maria Clementina d'Asburgo.

    L'Ottocento
    Il campanile della cattedraleCon lo sviluppo dei trasporti, Foggia si sviluppò finalmente nell'800 in quanto posta in punto strategico centrale rispetto al Link correlato: VastoVasto Tavoliere, tra Link correlato: BariBari e Pescara, e come snodo verso Napoli. Così Foggia riuscì a ricoprire un ruolo più importante rispetto a Bovino, Troia (sede vescovile), Lucera, Link correlato: ManfredoniaManfredonia e San Severo. Foggia non aveva mai avuto diritto a mura fortificate e l'unica fortificazione concessa era una palizzata in legno, periodicamente smantellata dalle forze vescovili di Troia.
    Nell'Ottocento, divenuta capoluogo di provincia nel 1806, Foggia crebbe notevolmente, sviluppandosi verso la stazione ferroviaria e arricchendosi di importanti edifici pubblici. In questo periodo la città fu molto attiva anche dal punto di vista politico, ospitando rivendite carbonare e prendendo parte ai moti del 1848 e del 1860.
    Il 25 giugno 1855 la città fu promossa a sede vescovile (sarà unita alla diocesi di Bovino e fatta arcidiocesi il 30 aprile 1979, dando origine all'arcidiocesi di Foggia-Bovino).
    Con l'unità d'Italia nel 1861, ma soprattutto con l'abolizione della dogana avvenuta quattro anni dopo, la città potè sfruttare le terre sottratte alla pastorizia dando un nuovo sviluppo all'agricoltura. Cessò così quello che già l'illuminista foggiano Ferdinando Galiani aveva definito un'ottusa forma di industria campestre. In questo periodo la città divenne un importante nodo ferroviario e stradale, fondamentale per il collegamento dell'Italia centro-settentrionale col Meridione, grazie alla costruzioni di grandi opere infrastrutturali.

    Il Novecento
    Un avvenimento che riveste una notevole importanza nella storia della città è la costruzione dell'Acquedotto pugliese nel 1924. La perenne mancanza di risorse idriche, soprattutto nelle stagioni estive, era infatti un notevole problema per la cittadinanza e per l'agricoltura locale. La città il 21 marzo di quell'anno salutò festosa l'arrivo in città dell'acqua, resa visibile dalla fontana (che doveva essere provvisoria) che decora ancora oggi la Piazza Cavour.
    La forma misteriosa di tale fontana dovrebbe rappresentare una stella marina sulla quale per fortuna non ha trovato più posto Nettuno su di un cocchio trainato da due sirene. Probabilmente si credeva presso il Governo Centrale che Foggia fosse sul mare. In ogni caso la cittadinanza si è abituata a tale misterioso oggetto al centro della città e non si chiede da quasi un secolo come sostituirlo con qualcosa di decente. Ciò nonostante la fontana di Piazza Cavour può e deve essere considerata come il simbolo della nuova Foggia[1], una città che si affrancava della sete atavica e delle scorte d'acqua piovana nelle cisterne che aveva condizionato generazioni di cittadini e che con l'inaugurazione della fontana potevano finalmente godere del bene prezioso dell'acqua in casa.
    In effetti la politica urbanistica fascista spostò il centro della città dalla zona antica (o ciò che ne restava) verso una zona completamente nuova, snaturando ulteriormente ciò che i terremoti non avevano completato e lasciando come periferia il vecchio centro storico, il tutto accompagnato da sventramenti di strade, chiese ed altri edifici ritenuti vecchi e fatiscenti, ma oggi rimpianti.
    Durante il ventennio fascista la città vide accrescere la quantità di edifici di interesse culturale nel suo territorio. Oltre alla costruzione della frazione di Segezia, poco fuori dalla città, è da ricordare la costruzione in questo periodo di edifici quali l'attuale municipio (su progetto di Armando Brasini) e il palazzo del governo (su progetto di Cesare Bazzani e inaugurato nel 1934 da Benito Mussolini), oltre allo stadio del littorio (ora stadio Pino Zaccheria) nel 1925.
    L'importanza strategica di collegamento tra il nord e il sud della penisola, se dapprima era stato un motivo di sviluppo della città, divenne in seguito la causa della distruzione di buona parte della stessa. Durante la seconda guerra mondiale, infatti, fu bersaglio dei bombardamenti dell'aviazione alleata e fu rasa al suolo quasi completamente. I bombardamenti più violenti furono quelli del 22 luglio e del 19 agosto 1943.
    L'importanza strategica della città venne ben compresa dagli alleati, tanto che la sua conquista fu uno degli obiettivi principali dell'operazione Avalanche[3]. La sua importanza si accrebbe all'inizio del settembre del 1943, quando tutti gli aeroporti dell'Italia meridionale erano neutralizzati ad eccezione, appunto, di quello di Foggia. Il periodo di occupazione delle truppe tedesche si concluse il 27 settembre di quell'anno, con l'entrata in città delle truppe dell'ottava armata inglese del generale Bernard Law Montgomery.
    Dopo l'occupazione alleata, dal 1 ottobre Foggia divenne il caposaldo dell'offensiva anglo-americana nell'Adriatico e nei Balcani. Per i tragici e insieme eroici eventi che la città ha dovuto subire, l'8 luglio 1959 è stata insignita della medaglia d'oro al valor civile per atti di abnegazione durante il secondo conflitto mondiale [4] e il 2 maggio 2006 della medaglia d'oro al valor militare [5].
    Dopo la fine del conflitto, Foggia fu ricostruita, solo in piccola parte ripristinando gli edifici storici crollati o profondamente danneggiati. Nella seconda metà del secolo, in seguito all'azione di bonifica intrapresa nel Tavoliere, la città ha visto accrescere la sua importanza economica e il suo sviluppo urbanistico e demografico.


    Il Gargano e la foresta Umbra

    Il Gargano è un imponente promontorio situato in provincia di Link correlato: FoggiaFoggia ; corrisponde sostanzialmente a un massiccio montuoso chiamato lo "sperone d'Italia" che si protende per 70 km nel mare Adriatico, e che dà origine al Golfo di Manfredonia. A est si spinge sino alla cosiddetta Testa del Gargano, mentre a ovest si salda con il Tavoliere delle Puglie, coprendo una superficie complessiva di circa 2000 kmq. Nel suo territorio è ricompreso il Parco Nazionale del Gargano. Il Gargano, l'unica montagna interamente pugliese, era in origine un'isola, poi unita alla terraferma da un progressivo accumulo di depositi alluvionali, soprattutto del torrente Candelaro; la fascia settentrionale litoranea, bassa e sabbiosa, accoglie il lago costiero di Varano con il contiguo lago di Lesina. Il massiccio, costituito essenzialmente da rocce calcaree, che culminano nei 1055 m del Monte Calvo (significativo è il nome di questo monte, dalle nude e sassose pendici), ha una vistosa morfologia carsica, i cui aspetti più interessanti sono le numerose grotte, abitate sin dalla preistoria. In alcune di esse, così come in ripari sotto roccia, sono stati rinvenuti manufatti risalenti al Paleolitico; vi sono poi delle tombe dell'età del Ferro. Gli altri monti sono: Lo "Spigno", "Giovannicchio", e "Monte Nero". Le grotte più famose sono quelle di Paglicci, Montenero e Castellana. Ma il Gargano è famoso anche per i trabucchi, costruzioni da pesca, create interamente con legno e azionati da complessi sistemi di argani. Per quanto riguarda la conformazione geologica sotterranea, il sito più importante è la Grava di Campolato, dove si raccolgono le acque sotterranee delle montagne e delle colline circostanti. Si presuppone quindi che ci sia una fitta rete di grotte attraversate da piccoli fiumi sotterranei. L'area più interna della regione, ricoperta da fitte foreste tra cui la Foresta Umbra, è poco popolata; gli abitanti tendono a raccogliersi nei centri costieri o ai piedi dei monti, anche per via dello sviluppo acquisito in epoca recente dal turismo balneare, che si è aggiunto alla tradizionale attività peschereccia e soprattutto agricola. Una strada panoramica si sviluppa lungo quasi tutto il perimetro del Gargano, toccando molti dei centri principali, come San Nicandro Garganico, Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Link correlato: MattinataMattinata e Manfredonia. Tra le località del retroterra si ricordano Monte Sant'Angelo, San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis: tutti centri con santuari molto frequentati che attestano come il Gargano sia sempre stato, sin dall'epoca medievale, luogo di grande fervore religioso, anche per via di Padre Pio. Il Gargano non è solo mare ma anche cultura e tradizioni che si concretizzano in eventi suggestivi quali: il "Carnevale Dauno" di Link correlato: ManfredoniaManfredonia con le celebri sfilate di carri e gruppi; a Luglio il " Link correlato: ViesteVieste Film Fest "; nella prima decade di Agosto il Carpino Folk Festival attrae ogni anno migliaia di turisti in cerca delle proprie memorie; dopo il 15 Agosto "Suoni in Cava" ad Apricena, il jazz nelle suggestive cave di pietra.

    La foresta Umbra si estende nella zona centro-orientale del Gargano, a circa 800 metri di altitudine. Tuttora occupa circa 10.440 ettari quasi il 10 percento del Gargano, mentre nel medioevo ne occupava il 90 percento. Floristicamente vi si possono distinguere tre zone: quella superiore della faggeta (84% circa di faggi, in misura minore aceri, carpini ecc.); quella intermedia della cerreta (cerri e querce circa 45%, faggi 21%, poi carpini, aceri, tigli ecc.) e quella bassa del Link correlato: BoscoBosco mediterraneo con lecci e specie minori. Negli ultimi decenni si sono eseguiti rimboschimenti con pini neri, castagni, abeti, aceri e frassini. Al suo interno è possibile trovare un grazioso posto di ristoro, dove rifocillarsi con gustosissime prelibatezze.


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