La Provincia di
Napoli è una provincia della
Campania di oltre 3 milioni di abitanti.
Confina a nord con la Provincia di
Caserta e la Provincia di Benevento, a est con la Provincia di
Avellino e la Provincia di Salerno, a sud e a ovest con il Mar Tirreno.
La città di Napoli
Napoli fu una delle principali città della Magna Grecia e dell'Impero Aragonese (acquistando poi anche il titolo di capitale sotto il governo di Alfonso il Magnanimo); per circa ottocento anni capitale dell'Italia peninsulare meridionale e dell'isola di Sicilia. La sua egemonia culturale, dal tardo medioevo fino all'Unità d'Italia , fu in grado di influenzare l'intera Europa tanto da farla considerare una "capitale europea". Oggi, con
Milano e
Roma , è tra le principali metropoli italiane, conservando ancora la sua storica vocazione di
Centro culturale internazionale.
Storia di Napoli
La città fu probabilmente fondata dagli abitanti della colonia greca di Cuma attorno all'VIII secolo a.C., con il nome di Partenope, sull'attuale Monte Echia, che sarebbe stata successivamente chiamata Palepolis ("città vecchia"), quando la città sarebbe stata rifondata nel V secolo a.C. con il nuovo nome di Néa-pólis, ("città nuova").
Nel 326 a.C., a seguito delle guerre sannitiche, i Romani conquistarono definitivamente la città. Nel corso dei secoli,
Napoli ospitò molti imperatori romani che trascorsero qui pause dil governo. Nel 476 d.C. l'ultimo imperatore, Romolo Augustolo, fu imprigionato nel Castel dell'Ovo.
Nel VI secolo
Napoli fu conquistata dai Bizantini divenendo in seguito ducato autonomo. Nel 1137 i Normanni conquistarono la città, il ducato scomparve e venne fondato il Regno di Sicilia, con capitale Palermo. Dopo la dominazione sveva, nel 1266 gli Angioini trasferirono la capitale da
Palermo a Napoli, decisione che fu tra le cause della rivolta dei Vespri siciliani, al termine della quale la
Sicilia passò alla corona d'Aragona e provocando di fatto la nascita del Regno di Napoli.
Nel 1442 anche
Napoli cadde in mano aragonese diventando, una delle città più influenti dell'impero Aragonese e acquistando anche, durante il regno di Alfonso il Magnanimo (1442-1458), il ruolo di capitale di questo grande stato mediterraneo. Nel 1501 il Regno di
Napoli fu conquistato dagli spagnoli e, per oltre due secoli, governato da un viceré per conto di Madrid.
Nel corso della guerra di successione spagnola l'Austria conquistò Napoli (1707) e la tenne fino al 1734, anno in cui il regno ritornò indipendente grazie a Carlo di Borbone. Sotto la dinastia dei Borbone Napoli divenne una delle principali capitali europee. Nel 1806 fu conquistata dalle truppe francesi condotte da Napoleone Bonaparte che affidò il regno a suo fratello Giuseppe e quindi, in seguito, a Gioacchino Murat. Nel 1815 con la definitiva sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna Napoli ritornò nuovamente ai Borbone.
Nel 1860 il Regno delle Due Sicilie fu conquistato dai Mille di Garibaldi e annesso al Regno d'Italia.
Durante la seconda guerra mondiale Napoli è tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici della popolazione e per le attività nella lotta partigiana durante la rivolta detta delle Quattro giornate di Napoli
I principali monumenti di Napoli
La storia di Napoli, così antica e varia, giustifica la presenza di numerosissimi monumenti, risalenti a epoche diverse, dalla greco-romana, all'angioina, all'aragonese, per cui a distanza di pochi passi è possibile incontrare in città mura romane, chiese medioevali,
Castelli normanni, palazzi rinascimentali, catacombe paleocristiane, edifici in stile liberty...
La Reggia di Capodimonte
La reggia di
Capodimonte fu voluta, per la città di Napoli, dal sovrano Carlo III di Borbone, che intendeva con essa impreziosire la sua vasta riserva di caccia sulla verde collina di Capodimonte.
La costruzione del palazzo, progettato da Giovanni Antonio Medrano, cominciò nel 1738 e durò per circa venti anni, con gran ricercatezza nei materiali e nelle rifiniture; al completamento della costruzione, Carlo III vi trasferì la preziosa collezione Farnese, ereditata dalla madre. Alla morte del sovrano, il suo successore Ferdinando IV incaricò l'architetto Fuga di ampliare la reggia e risistemare il parco, con l'importante contributo di specialisti provenienti dal Real Orto Botanico; nel corso del decennio francese, le opere d'arte furono spostate nell'edificio dell'attuale Museo Nazionale, e la reggia divenne residenza di Gioacchino Murat, per poi tornare ad ospitare Ferdinando al suo ritorno sul trono napoletano. In questo periodo, i vasti cortili e gli ampi saloni vengono ulteriormente arricchiti, e il palazzo assume la sua fisionomia definitiva. Sotto i Savoia, la reggia di
Capodimonte riveste il duplice ruolo di residenza e museo, per poi assolvere dal 1950 (anno di istituzione del Museo Nazionale di Capodimonte) solo quest'ultima funzione, ospitando collezioni di arte medioevale e moderna e il ritorno della collezione Farnese.
Il Teatro San Carlo
Il teatro dell'opera di Napoli, dedicato a San Carlo, è uno dei teatri lirici più antichi al mondo. Si trova nell'omonima via, in corrispondenza di uno dei lati del Palazzo Reale, e di fronte all'ingresso principale della Galleria Umberto.
Il teatro fu fatto costruire, nel 1737, per volere di Carlo I di Borbone, in sostituzione del vecchio teatro di San Bartolomeo, e venne inaugurato nel giorno di San Carlo di quello stesso anno, con un'opera del Metastasio. Il progetto originario era degli architetti Medrano e Carasale, ma, in seguito all'incendio del 1816 che provocò gravi danneggiamenti, il teatro fu ricostruito dal Niccolini, a cui si devono anche la facciata, la loggia e l'atrio.
La Certosa di San Martino
La certosa di San Martino fu fondata nel 1325 da Carlo duca di Calabria, che la volle in una posizione dominante sulla città, accanto al castello di Belforte (Castel S.Elmo). La prima soluzione era una grandiosa costruzione gotica di cui rimangono oggi pochi elementi (tra cui alcune aperture con archetti in stile catalano), a causa della radicale ristrutturazione in stile barocco del Seicento, cui parteciparono tutti i grandi artisti napoletani del tempo, sotto la direzione di Cosimo Fanzago.
Il Maschio Angioino
Il Maschio Angioino, o Castel Nuovo, sorge nel mezzo dell'ampia Piazza Municipio, al lato dei giardini del Palazzo Reale, e a pochi passi dal porto di Napoli. In effetti, sia il castello, sia il parco, sia il porto furono edificati nello stesso periodo, sotto la dinastia di Carlo I d'Angiò (a cui si deve la prima denominazione della fortezza), periodo in cui tutta la zona ebbe una particolare fioritura.
Il castello, caratterizzato da cinque possenti torrioni cilindrici, fu eretto tra il 1279 e il 1282, su progetto affidato dal sovrano angioino ad un architetto francese. La seconda denominazione, quella di Castel Nuovo, gli fu attribuita in seguito agli integrali lavori di rifacimento commissionati da Alfonso d'Aragona dopo la sconfitta dei francesi, e il passaggio della città in mano spagnola: artisti catalani e fiorentini ampliarono e fortificarono la struttura, abbassando le
Torri e inspessendo le mura (l'aspetto originario è oggi visibile solo nella Cappella di Santa Barbara, che ospita resti di affreschi di Giotto e di suoi allievi). Di particolare rilevanza è l'arco marmoreo di accesso al castello, ideato per celebrare il successo e la potenza della dinastia aragonese, con un richiamo rinascimentale agli archi di trionfo romani.
Il castello è sede della Società Napoletana di Storia Patria e il Museo Civico; inoltre, la Sala dei Baroni ospita le sedute del Consiglio Comunale.
Castel Capuano
Situato alla fine di via Tribunali, il più antico dei
Castelli napoletani prende il nome dalla vicina Porta Capuana. Fu costruito come fortezza dal sovrano normanno Guglielmo I detto il Malo intorno al 1165; subì ampliamenti e modifiche prima da parte di Federico II di Svevia e poi ad opera dei re angioini, che vi risiedettero solo saltuariamente, preferendo come dimora il neonato Castel Nuovo. Dopo questo periodo, il castello fu dimora degli aragonesi. Nei secoli successivi, ha subito ripetute modifiche e restauri, fino a diventare, nel XVI secolo, Palazzo di Giustizia e carcere, per volere del viceré Pedro de Toledo.
Piazze, strade e luoghi tipici
Tra le arterie principali di
Napoli vi è di certo Via Toledo, (denominata "Via Roma" durante il ventennio fascista) voluta dal viceré Pedro de Toledo che la edificò nel 1536. Grazie alla pedonalizzazione, la lunga strada è ora il fulcro dello shopping cittadino con i suoi numerosi negozi (soprattutto di abbigliamento) e del turismo con i suoi palazzi storici che vi si affacciano: il Banco di Napoli, Palazzo Doria d'Angri, palazzo Colonna di Stigliano, la la chiesa Spirito Santo, Piazzetta Augusteo, l'accesso est della Galleria Umberto I. Sfocia su Piazza
Trieste e
Trento dove è presente la San Ferdinando e su Piazza del Plebiscito.
Tra le piazze maggiori di
Napoli vi è Piazza del Plebiscito. Su di essa si affacciano due importanti monumenti : il Palazzo Reale e la Basilica di San Francesco di Paola, che con il suo colonnato forma un'ellisse nei cui fuochi sono poste due statue equestri in bronzo: una di Antonio Canova raffigurante Carlo III e l'altra di Antonio Calì raffigurante Ferdinando IV. Sono da segnalare le statue dei leoni sul basamento ai lati del colonnato: nel cuore della piazza ogni anno nel periodo natalizio vengono realizzate opere d'arte contemporanea da artisti internazionali, concerti ed eventi di grande richiamo come il Concorso ippico internazionale di Napoli. Quest'ultimo concorso si è svolto nelle più grandi piazze del mondo fin quando la produzione dello stesso ha deciso di rendere
Napoli il luogo fisso in cui svolgerlo.
Più antica è Piazza Dante: tra il Cinquecento e il Seicento era detto "Mercatello" perché vi si tenevano i mercati 'periferici', ma tra il 1757 e il 1765 fu completamente ricostruita sotto Carlo III da Luigi Vanvitelli, che edificò l'emiciclo sulla cui sommità eresse ventisei statue raffiguranti le virtù del sovrano. Al
Centro della piazza la statua equestre di Carlo non fu mai posta poiché venne occupata dall'albero della libertà durante la Repubblica napoletana e poi dalla statua di Napoleone Bonaparte durante il regno di Murat. L'attuale statua di Dante Alighieri che dà il nome alla piazza fu posta dopo l'unità d'Italia. Al lato nord vi è Port'Alba col suo mercato dei libri e al lato sud la Chiesa di San Michele. Nel 2002 è stata ristrutturata su progetto dell'architetto Gae Aulenti e resa ancora più spaziosa per ospitare l'omonima fermata della metropolitana. L'edificio vanvitelliano ospita il Convitto e Liceo Vittorio Emanuele.
La zona di San Gregorio Armeno è nota ai più poiché vi si tiene il mercato del presepe, una grande tradizione natalizia napoletana. Le botteghe espongono i modelli più raffinati e più singolari di pastori, santi, Gesù bambini e altre amenità (come i personaggi dell'anno o personalità legate a
Napoli come Totò, Massimo Troisi o Eduardo de Filippo. La via prende il nome dalla Chiesa di San Gregorio Armeno, costruita tra il 1574 e il 1580 affrescata all'interno da Luca Giordano. Ogni martedì vi si tiene il miracolo della liquefazione del sangue del dente di Santa Patrizia.
Da Piazza del Gesù Nuovo a Piazza San Domenico si distende Via Benedetto Croce tratto centrale della cosiddetta Spaccanapoli, il Decumano inferiore della Napoli greco-romana, che nel suo sviluppo assume diverse denominazioni. Su Piazza del Gesù Nuovo si affaccia la Chiesa del Gesù Nuovo mentre al
Centro si erge un obelisco,
Noto come Guglia dell'Immacolata, alto 34 metri sulla cui cima è posta la statua bronzea della Madonna Immacolata eretta nel 1747. L'8 dicembre di ogni anno vi si tiene una cerimonia che consiste nella posa di una corona di fiori sulla statua in cima alla colonna. Via Benedetto Croce, invece, prende invece il nome dall'omonimo filosofo napoletano d'origini abruzzesi che in quella strada - e precisamente a Palazzo Filomarino - abitò per gran parte della sua vita e fondò l'Istituto Italiano per gli Studi Storici.
Il lungomare di Napoli prende il nome di Via Caracciolo, in onore dell'ammiraglio Francesco Caracciolo fatto impiccare da Orazio Nelson sulla nave Minerva (già da lui comandata) nel golfo della città, per la sua adesione alla Repubblica Napoletana. La strada in realtà è recente, risale alla fine dell'Ottocento quando sostituì l'arenile che la Villa Reale (con l'Unità, Villa Comunale) separava dalla Riviera di Chiaia[39]. Il lungomare si snoda per chilometri di passeggiata con vista e, dopo Castel dell'Ovo prende il nome di Via Partenope, strada realizzata con riempimenti a mare. Negli ultimi anni sono state rese balneabili le sottili spiagge vicino alle scogliere artificiali.
Parchi, oasi protette e boschi
Napoli possiede 33 giardini storici e parchi aperti al pubblico: la Villa Comunale di
Napoli (prima dell'Unità denominata "Villa Reale") fu fatta realizzare da Ferdinando IV su disegno del Vanvitelli nel 1780 per dare alla nobiltà napoletana un'oasi di gran ricercatezza sull'allora lungomare, impreziosendola di statue, fontane e alberi esotici ma proibita al popolo. Al suo interno di primaria importanza è la Stazione Zoologica Anton Dohrn, aperta al pubblico nel 1874, istituzione scientifica e di ricerca sita in un edificio neoclassico e ospitante, fra l'altro, l'acquario cittadino: il più antico del mondo[40] (fu aperto al pubblico il 12 gennaio 1874).
Oltre al già citato parco di Capodimonte, la cui pianta odierna fu realizzata dal tedesco Friedrich Dehnhardt nel 1833, è da citare la Villa Floridiana. Il parco prende il nome da Lucia Migliaccio duchessa di Floridia, moglie morganatica di Ferdinando IV, che appunto abitò in questa villa del Vomero il cui parco fu realizzato nel 1817 da Dehnhardt e Antonio Niccolini in stile neoclassico con statue, finte rovine, boschetti, anfratti e un teatrino di verzura all'aperto. Nella villa attualmente ha sede il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina e la zona panoramica sul golfo.
Le coste settentrionali della Provincia di
Napoli ospitano il Parco sommerso di
Baia e di Gaiola, esempi unici nel Mediterraneo di Parchi archeologici sommersi. Il Parco sommerso di Gaiola (istituito congiuntamente dai Ministeri dell'Ambiente e dei Beni Culturali), localizzato all'apice del promontorio di Posillipo intorno agli isolotti della Gaiola incorpora considerevoli valori ambientali a reperti archeologici di età Romana, sommersi nel corso dei secoli da un fenomeno di bradisismo negativo che ha causato l'affondamento della costa di circa 6/8 metri. Più periferica è l'Oasi degli Astroni, diretta dal WWF, che si trova in una grande conca vulcanica risalente a 3.700 anni fa nei Campi Flegrei. Riserva di caccia aragonese, poi di Carlo III, fu arricchita di alcune
Torri e casini di caccia ancora esistenti. Immersa completamente nel verde, l'oasi si distingue per il grande lago, la ricca flora e la presenza di numerose specie di uccelli oltre che piccoli animali.
Eventi, sagre, manifestazioni a Napoli
Elenca gli eventi che si svolgono nella provincia di Napoli
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