SienaInformazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia
La città di Siena
Siena: storia
San Gimignano
I comuni della provincia
La Provincia di Siena è una provincia della Toscana di circa 260 mila abitanti.
Confina a nord con la provincia di Firenze, a nord-est con la provincia di Arezzo, a est con l'Umbria (province di Perugia e Terni), a sud con il Lazio (provincia di Viterbo) e con la provincia di Grosseto, a ovest con la provincia di Pisa.
La città di Siena
Siena, comune della Toscana (55.000 ab. ca.), capoluogo dell'omonima provincia.
La città è universalmente conosciuta per il suo patrimonio artistico e per la sostanziale unità stilistica del suo arredo urbano medievale.
È stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
Palazzi di Siena
Palazzo Comunale (Palazzo Pubblico)
Palazzo del Capitano, sede dell'Istituto di Matematica dell'Università
Palazzo Arcivescovile
Palazzo Tolomei
Palazzo Chigi Saracini
Palazzo Salimbeni, sede della banca Monte dei Paschi
Chiese e luoghi di culto di interesse artistico
Duomo di Siena
Battistero di San Giovanni
Chiesa della Santissima Annunziata in Piazza del Duomo
Basilica dell'Osservanza dedicata a San Bernardino
Basilica di Santa Maria dei Servi
Chiesa di San Domenico
Chiesa di San Francesco
Chiesa di Santo Spirito
Oratorio di San Bernardino
Santuario e casa di Santa Caterina
Sinagoga
Musei
Museo dell'Opera Metropolitana del Duomo
Museo delle Tavolette di Biccherna presso l'Archivio di Stato
Palazzo Comunale e Museo Civico
Palazzo delle Papesse Centro Arte Contemporanea
Pinacoteca Nazionale
Spedale di Santa Maria della Scala
Iniziative annuali
Festival Jazz organizzato da Siena Jazz
Visionaria festival di cortometraggi cinematografici
Settimana nazionale dell'olio presso l'Enoteca Italica Permanente e in altre città italiane
Settimana dei vini presso l'Enoteca Italica Permanente
Corsi di perfezionamento musicale organizzati dall'Accademia Musicale Chigiana
Terra di Siena film festival dedicato a cinema indipendente ed anteprime del grande cinema. Ideato da Maria Pia Corbelli. Prima edizione 1976.
Gastronomia
Siena ha una lunga tradizione culinaria, dovuta forse anche alla ricchezza del periodo medievale e alla presenza di numerose osterie e punti di ospitalità lungo la via Francigena.
Negli ultimi decenni c'è stata anche una ricerca di antichi piatti medievali, come in molte zone dell'Italia centrale.
Tra le specialità più conosciute:
I pici, una specie di grossi spaghetti fatti a mano, originari della zona della val d'Orcia e della val di Chiana, analoghi ad altre specialità umbre e dell'alto Lazio come gli "strangozzi", gli "umbricelli" o gli "strozzapreti" e di solito conditi con sugo di carne o "all'aglione"
La ribollita, una zuppa di verdure e fagioli servita su fette di pane bruschettato e agliato, il cui ingrediente "principe" è l'invernale cavolo nero e chiamata così perché se riscaldata più volte dopo la cottura migliora il suo sapore
li arrosti misti, che tipicamente includono salsicce, "costoleccio" di maiale, lombo di vitello o di manzo
La cacciagione, che include tutte le specie locali, sia in umido che alla griglia
Il cinghiale, diffuso in tutta la provincia, ma tipico della zona di Monticiano
I dolci tipici, tra i quali il celebre Panforte (Panforte nero o Panpepato, Panforte al cioccolato, Panforte bianco, Panforte fiorito), i Ricciarelli, il pan co' santi e i berricuocoli.
I vini prodotti in tutta la provincia e celebrati in tutto il mondo, tra cui Chianti, Chianti Classico, Chianti Colli Senesi, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino e Vernaccia di San Gimignano.
Alcune notizie relative al "tiramisu", individuano in Siena la città dove questo sarebbe stato inventato anche se la "paternità" è contesa con il Veneto. La realizzazione di questo piatto sarebbe dovuta al banchetto organizzato in onore del Granduca Cosimo III de' Medici in occasione della sua visita (fine del XVII secolo).
Numerose iniziative ricorrenti nel territorio della provincia consentono un approccio diretto con le specialità della tradizione culinaria locale. In tal senso sono significative, per originalità, le serate gastronomiche allestite ogni anno nel periodo estivo da alcune delle Contrade partecipanti al Palio di Siena (gli esempi più rilevanti sono il "Bao bello chef", in programma a metà luglio nella Contrada del Bruco; il "Mangiaebevi" che gli fa seguito nella Contrada della Torre; e la "Pania", della Contrada del Nicchio); le sagre organizzate in alcuni piccoli comuni ("Sagra del Fungo", in settembre a Pievescola; "mostra del Tartufo bianco", a novembre nelle Crete senesi; "Festa delle Castagne", ancora in una contrada - la Selva - in novembre); alcune iniziative che hanno per protagonisti i cuochi dei ristoranti ("Girogustando", in febbraio e marzo a Siena e in provincia).
Artigianato
L'artigianato mantiene in carattere di "bottega" o di impresa familiare. Oltre alle attività classiche necessarie a qualunque città, si segnalano quelle legate al restauro e alle arti "maggiori": restauratori, decoratori, falegnami specializzati in mobili antichi.
Nella scia della tradizione antica, esistono ancora a Siena arti e mestieri considerati anacronistici in altre località: "lustrini" (lucidatori di mobili, specialmente antichi), pittori di icone, copiatori di opere pittoriche antiche, ricamatrici in stile senese (con temi classici senesi, come le cerve presenti negli intarsi del pavimento del Duomo).
Va detto che i confini di queste arti minori sono spesso sfumati e che molti artigiani spaziano in più campi o che alcuni artisti "maggiori" non disdegnano l'esercizio di artigianati minori.
Tradizioni e folklore
Il Palio di Siena
Il 2 luglio e il 16 agosto a Siena, in Piazza del Campo, si svolge il tradizionale Palio, una corsa di cavalli tra le diverse contrade che monopolizza l'attenzione della città per diversi giorni; questo è dato dal fatto che il palio non è esclusivamente una manifestazione storica o la rivisitazione di un'antica giostra medievale, ma è l'espressione dell'antichissima e radicata tradizione senese. Il palio è ben lungi dall'essere una manifestazione che si possa gabellare in "pochi giorni", ma è il frutto di un'accurata e maniacale organizzazione da parte delle contrade cittadine, che conducono un'intensa vita sociale ed associativa durante tutto l'arco dell'anno.
Il Palio richiama anche molti turisti ed è seguito in diretta da molte televisioni.
Collegata al Palio è una viva polemica da parte delle associazioni di animalisti che ritengono la corsa estremamente rischiosa per la vita dei cavalli. Anche a causa di queste pressioni dell'opinione pubblica, negli ultimi anni il Comune ha moltiplicato gli sforzi per garantire un livello di sicurezza e di supporto veterinario del più alto livello.
Questa polemica è in parte dovuta alle sempre più insistenti attenzioni che i media dedicano alla Festa di Siena; gli incidenti che eventualmente si verificano infatti vengono forse messi di più sotto i riflettori, a differenza di quelli che avvengono negli ippodromi.
A Siena comunque il cavallo è tenuto in grande cura, soprattutto durante le 96 ore del Palio, visto che questi è l'unico in grado di portare il "cencio" (il riconoscimento della vittoria) nel rione: è il cavallo che rappresenta la contrada tramite la spennacchiera (la coccarda con i colori della contrada posta sulla fronte dell'animale) e non il fantino. È il cavallo che vince il Palio anche "scosso" (cioè senza il proprio cavaliere). A Radicondoli esiste anche un pensionato per tutti i cavalli da Palio che non possono più correre per infortuni o per anzianità. Un'ultima nota per far comprendere la venerazione dei senesi per questo animale: non si dimentica il nome di un solo cavallo che abbia partecipato alla corsa e ai più vittoriosi si dedicano tombe dove i contradaioli possono rendere gli onori a questi corridori scomparsi (ad esempio la tomba di Brandano, un mitico cavallo del recente passato di Siena).
Siena: storia
Siena fu fondata come colonia romana al tempo dell'Imperatore Augusto e prese il nome di Saena Julia.
Le scarse notizie attendibili precedenti alla fondazione, suggeriscono l'esistenza di una comunità etrusca sulla quale si insediò la colonia militare romana ai tempi di Augusto.
Il primo documento che conosciamo in cui viene citata la comunità senese risale al 70 DC e porta la firma di Tacito che, nel IV libro delle Historiae, riporta il seguente episodio: il senatore Manlio Patruito riferì a Roma di essere stato malmenato e ridicolizzato con un finto funerale durante la sua visita ufficiale a Saena Julia, piccola colonia militare della Tuscia. Il Senato romano decise di punire i principali colpevoli e di richiamare severamente i senesi a un maggiore rispetto verso l'autorità.
Dell'alto medioevo non si hanno documenti che possano illuminare intorno ai casi della vita civile a Siena. C'è qualche notizia relativa alla istituzione del vescovado e della diocesi, specialmente per le questioni sorte fra il Vescovo di Siena e quello di Arezzo, a causa dei confini della zona giurisdizionale di ciascuno: questioni nelle quali intervenne il re longobardo Liutprando, pronunziando sentenza a favore della diocesi aretina. Ma i senesi non furono soddisfatti e pertanto nell'anno 853, quando l'Italia passò dalla dominazione longobarda a quella franca, riuscirono ad ottenere l'annullamento della sentenza emanata dal re Liutprando. Pare, dunque, che al tempo dei Longobardi, Siena fosse governata da un Gastaldo, rappresentante del re: gastaldo che fu poi sostituito da un Conte imperiale dopo l'incoronazione di Carlo Magno. Il primo conte di cui si hanno notizie concrete fu Winigi, figlio di Ranieri, nel 867. Dopo il 900 regnava a Siena l'imperatore Ludovico III, il cui regno non durò così a lungo, dal momento che nel 903 le cronache raccontano di un ritorno dei conti al potere sotto il nuovo governo del re Berengario.
Siena si ritrova nel X secolo al centro di importanti vie commerciali che portavano a Roma e, grazie a ciò divenne un'importante città medievale. Nel XII secolo la città si dota di ordinamenti comunali di tipo consolare, comincia a espandere il proprio territorio e stringe le prime alleanze. Questa situazione di rilevanza sia politica che economica, portano Siena a combattere per i domini settentrionali della Toscana, contro Firenze. Dalla prima metà del XII secolo in poi Siena prospera e diventa un importante centro commerciale, tenendo buoni rapporti con lo Stato della Chiesa; i banchieri senesi erano un punto di riferimento per le autorità di Roma, ai quali si rivolgevano per prestiti o finanziamenti.
Alla fine del XII secolo Siena sostenendo la causa ghibellina, si ritrovò nuovamente contro Firenze, la quale in un primo momento ebbe la peggio, ma poi i senesi persero comunque la guerra nella battaglia di Colle Val d'Elsa, che portò nel 1287 l'ascesa del Governo dei Nove. Sotto questo nuovo governo, Siena raggiunge il suo massimo splendore, sia economico che culturale. Dopo la peste del 1348, comiciò la lenta decadenza della Repubblica senese, che raggiunse l'epilogo nel 1555, anno in cui la città dovette arrendersi alla supremazia fiorentina.
Un episodio curioso, a metà tra lo storico e lo scientifico, si verificò a sud-est di Siena il 16 giugno 1794, quando una pioggia di meteoriti cadde sulla città.
San Gimignano
San Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia di Siena.
Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. La fama di San Gimignano tuttavia non viene solo dalla sua storia, ma anche dalle opere d'arte conservate e dalla Vernaccia di San Gimignano, vino bianco DOCG che vi è prodotto.
È il luogo natale del poeta medioevale Folgóre di San Gimignano.
Luoghi di interesse
Gli edifici civili
Palazzo comunale: ospitava anticamente il podestà, attualmente ospita il museo civico e la pinacoteca, contenente capolavori di artisti quali Pinturicchio, Benozzo Gozzoli, Filippino Lippi, Domenico di Michelino, Pier Francesco Fiorentino, eccetera. Inoltre, sempre all'interno del Palazzo Comunale, è possibile visitare la sala di Dante con la Maestà di Lippo Memmi ed accedere alla Torre del Podestà, o Torre Grossa, alta 54m e risalente al 1311.
Museo della tortura: Detto anche museo criminale medioevale conserva e mostra tutte le tecniche e gli strumenti della tortura medioevale, strumenti della pena di morte e documenti della Santa Inquisizione.
Le Chiese
Chiesa Collegiata: detta anche comunemente il Duomo, terminata nel 1148 è considerata uno dei più prestigiosi esempi di romanico toscano. Costruita su tre navate, le pareti sono interamente affrescati. Tra le opere di scuola fiorentina ricordiamo: San Sebastiano (Benozzo Gozzoli), Storie di Santa Fina (Domenico Ghirlandaio), sculture di Giuliano e Benedetto da Maiano e Statue Lignee (Jacopo della Quercia); tra quelle di Scuola senese: Vecchio e Nuovo Testamento (Bartolo di Fredi e "Bottega dei Memmi"); Giudizio Universale (Taddeo di Bartolo);
Chiesa di Sant'Agostino: anche questa chiesa contiene numerosi affreschi, in particolare la Cappella di Santo Bartolo (Benedetto da Maiano), Storie di Sant’Agostino (Benozzo Gozzoli), e altri resti di affreschi, tavole e tele di autori diversi (Benozzo Gozzoli, Piero del Pollaiolo, Pier Francesco Fiorentino, Vincenzo Tamagni, Sebastiano Mainardi).
Pieve di Santa Maria
Santuario di Santa Maria Assunta
Chiesa del Quercecchio
Chiesa dell'ex Conservatorio di Santa Chiara
Chiesa della Madonna dei Lumi
Chiesa di San Bartolo
Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Jacopo al Tempio
Chiesa di San Lorenzo al Ponte
Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Girolamo
Convento di Monte Oliveto
Loggia del Battistero (Oratorio di San Giovanni)
Spedale di Santa Fina
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