Ascoli PicenoInformazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia
Ascoli Piceno - Storia
Musei, Palazzi e Castelli
Manifestazioni
I comuni della provincia
La Provincia di Ascoli Piceno è una provincia delle Marche di quasi 380 mila abitanti.
Affacciata ad est sul Mar Adriatico, confina a nord con la istituenda Provincia di Fermo, a nord-ovest con la Provincia di Macerata, a sud con l'Abruzzo (Provincia di Teramo) e con il Lazio (Provincia di Rieti) e a sud-ovest con l'Umbria (Provincia di Perugia).
Nel 2009 diventerà operativa la nuova Provincia di Fermo, istituita con legge del 11 giugno 2004: essa, già delimitata territorialmente, comprende 40 comuni attualmente compresi nella Provincia di Ascoli Piceno.
Ascoli Piceno - Storia
Le origini della città sono avvolte nel mistero ma è abbastanza sicuro che la zona fosse popolata già nell'epoca neo-eneolitica da popolazioni italiche. Secondo una tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte durante una delle loro migrazioni (ver sacrum'). I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone dando origine ai Piceni, di cui Ascoli divenne il centro principale anche grazie alla sua posizione sulla Via Salaria, che collegava il Lazio con le saline della costa adriatica.
Nel 299 a.C. si alleo' con i Romani contro gli Etruschi, Galli e Sanniti e nel 269 a.C. divenne Civitas Foederata a Roma.
Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad altre genti italiche (i Marsi in particolare ed altre popolazioni del sud Italia) e dette vita alla Guerra Sociale. Nell'89 a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo Strabone conquistò la città, trucidando i capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti. Nell'88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia, e solo nell'80 a.C. venne finalmente riconosciuta la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche. Giulio Cesare nel 49 a.C. la designò capitale della regione dandole l'appelativo di Picenum. Ai tempi di Augusto, divenne la capitale della quinta regione italica, più tardi nel III secolo d.C. fu eretta a provincia autonoma con il nome di Picenum Suburcarium. Successivamente segue il destino al, come altre città, con la caduta dell'impero romano.
Nell'alto medioevo subì la decadenza economica e le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila e dei Longobardi di Faroaldo (578).
Per due secoli fu sotto il dominio longobardo del Ducato di Spoleto (593-789) finché non passò sotto il controllo dei Franchi scesi in Italia al seguito di Carlomagno. In questi secoli si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti), tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario vescovo Bernardo Inel 1037, il diritto di Zecca.
Nel periodo la città viene trascinata in più occasioni nella più vasta lotta per il predominio in Europa tra guelfi e ghibellini.
Nel 1183 si costituisce in libero comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie più in vista, tra cui il Signore Andrea D'Acquaviva e piu' tardi Ladislao I°-re di Napoli, Conte Carrara , che finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel 1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la sovranità della Chiesa.
Non cessano i disordini interni tra opposte fazioni che conduce a decadi di ribellioni, massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza delle virtù civili.
Venne annessa alla Prima Repubblica Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia di cui seguirà d'ora in avanti tutte le vicende. Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l'occupazione tedesca, che sono valse alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare per attività partigiana.
Musei, Palazzi e Castelli
Galleria d'Arte Contemporanea di Ascoli Piceno
Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno
Museo di Storia Naturale A. Orsini di Ascoli Piceno
Museo Diocesano di Ascoli Piceno
Museo-Biblioteca "F.A.Marcucci" di Ascoli Piceno
Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno
Palazzo dell'Arengo;
Palazzo dei Capitani del Popolo
Palazzetto Longobardo;
Forte Malatesta
Fortezza Pia
Ponte di Cecco
Torre degli Ercolani
Manifestazioni
La città è per molti versi legata alle tradizioni religiose e civili e i principali avvenimenti cittadini ruotano intorno alla festività del patrono Sant'Emidio il 5 agosto. La prima domenica di agosto si tiene una solenne sfilata storica in costumi rinascimentali con oltre mille figuranti (che comprendono le autorità cittadine, Sindaco compreso), al termine della quale si tiene il torneo cavalleresco della Quintana, basato su antichi statuti del XIV secolo e che si tiene dal 1955 senza interruzioni, da alcuni anni è stata anche inserita la manifestazione della Quintana in notturna, si svolge intorno agli inizi del mese di luglio, quest'anno i Sestieri vincitori sono: Porta Romana per l'edizione di luglio e Piazzarola per l'edizione di agosto.Molto interessante, per il suo carattere goliardico e popolare, il Carnevale in Piazza, con la partecipazione dei cittadini, sia in gruppi che in carri (domenica e martedì di carnevale). Molto sentita anche la notte della festa Patronale di S.Emidio con fuochi d'artificio visibili da tutte le case a partire dalla mezzanotte.
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