AstiInformazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia
Storia
Patrimonio architettonico
Enogastronomia
I comuni della provincia
La Provincia di Asti è una provincia del Piemonte di oltre 210 mila abitanti.
Confina a nord-ovest con la Provincia di Torino, a est con la Provincia di Alessandria, a sud con la Liguria (Provincia di Savona), e a ovest con la Provincia di Cuneo.
Storia
Le origini
Asti fu fondata dai romani anche se sono state trovate tracce di un precedente villaggio ligure. Alcune sezioni delle antiche mura sono ancora presenti nella parte settentrionale della città e durante il ventesimo secolo dei lavori di scavo hanno rivelato un'altra sezione delle mura romane nel centro della città.
Il medioevo
Durante il medioevo Asti è stata un importante centro di scambi commerciali e bancari. Èquesto il periodo più felice per la città la quale si abbellisce di numerose torri e caseforti e vede estendere il proprio potere a numerose città e paesi come Bra, Villanova, Fossano, Nizza Monferrato, Ceva e Garessio. Il 28 marzo 1095 le fu concesso lo stato di comune indipendente dal Sacro Romano Impero.
I Casanieri
Nel periodo comunale data la grande ricchezza della città si era sviluppata la classe mercantile. Nacquero infatti proprio in quel periodo le "casane", istituti di credito su pegno. Praticamente i Casanieri prestavano somme di denaro a chi gliene richiedeva facendosi consegnare in garanzia terre e castelli. I mercanti astesi operavano in tutta Europa
Le Famiglie Nobiliari
Nel Medioevo le famiglie nobili si scontrarono spesso a causa della lotta tra guelfi e ghibellini.
Famiglie Guelfe: la fazione era capeggiata dai potentissimi Solaro, e comprendeva anche le famiglie dei Malabayla, Garretti, Troya, Falletti, Ricci, Damiani.
Famiglie Ghibelline : capeggiate dai Guttuari, Turco, Isnardi (tutte e tre formavano il Consorzio dei De Castello), spalleggiate dagli Alfieri, Scarampi, Catena, Buneo, Cacherano.
I Roero ed i Pelletta erano addirittura divisi internamente. Nel 1339 Asti passa ai Monferrato, quindi ai Visconti e nel 1387 agli Orleans.
Nel 1574 viene infine occupata dai Savoia. Dal 1800 al 1805 è capoluogo del dipartimento del Tanaro. L'area nordoccidentale della città, tra il centro e la cattedrale, è molto ricca di case di mercanti medievali e di palazzi, molti dei quali dotati di torri monumentali. Asti era nota come la città delle cento torri (sebbene il numero totale fosse di 120) molte delle quali sono ancora presenti a tutt'oggi all'interno della cinta muraria.
L'età moderna
Nel 1797 Asti fu teatro di una grande rivolta passata alla storia con il nome di "Rivoluzione Astese". Il 22 luglio ci fu una sommossa per la scarsità di grano mentre il 28 venne proclamata la repubblica da Secondo Arò, Felice Berruti, G. Secondo Berruti e Gioacchino Testa. Il 30 le truppe realiste, appoggiate da contadini sandamianesi, rioccuparono la città e fucilarono gli insorti il 2 agosto. Nel 1935 Asti divenne capoluogo di provincia staccandosi da quella di Alessandria. Nel 1948 e nel 1994 il Tanaro straripa provocando gravissimi danni alla città.
Patrimonio architettonico
La città di Asti presenta il più vasto patrimonio medievale del Piemonte , a memoria di quello che fu il più potente comune piemontese.Torri, case-forti,chiese, domus e palazzi, configurano il più vasto patrimonio basso-medievale della regione.
Chiese e luoghi di culto di interesse artistico
Monumento a Umberto I in piazza Cairoli detta "Del Cavallo"Cattedrale di Santa Maria Assunta
Collegiata di San Secondo
San Pietro in Consavia
Chiesa di Santa Maria Nuova
Chiesa di Santa Caterina
Chiesa e Santuario di Nostra Signora Porta Paradisi (Madonna del Portone)
Chiesa di San Paolo
Chiesa di San Martino
Chiesa di San Silvestro
Chiesa di San Rocco
Chiesa parrocchiale di Viatosto
Chiesa Confraternita della SS.Trinità e Sant'Evasio in Asti
Chiesa della Consolata e monastero Cistercense in Asti
Sinagoga e Museo Ebraico
Altri monumenti
Piazza Medici, Torre Troyana e monumento dell'AcquedottoChiesa ex Confraternita di San Michele
Ex Chiesa di San Giuseppe
Palazzo Catena
Palazzo Malabaila
Palazzo Ottolenghi
Palazzo del Podestà o del Comune
Palazzo Civico
Domus Romana
Palazzo Mazzetti
Palazzo Verasis-Asinari
Palazzo Zoya
Torre Asinari
Torre Comentina
Torre e Palazzo Gazzelli detti anche dei Ponte di Lombriasco
Torre De Regibus
Torre Guttuari
Torre e Palazzi Natta
Torre Quartero
Torre Rossa
Torre Solaro
Torre Troyana
Monumenti Celebrativi
P.zza Alfieri . Monumento A Vittorio Alfieri
Piazza Roma, Monumento all'Unità d'ItaliaMonumento a Vittorio Alfieri - 1862 - (p.zza Alfieri)
Monumento ai caduti - 1930 - (p.zza Primo Maggio)
Monumento a Federico Cotti di Ceres - 1855 - (p.zza S.Maria Nuova)
Fontana dell'Acquedotto - 1908 - (p.zza Medici)
Monumento a Umberto I - 1903 - (p.zza Cairoli)
Monumento all'unità d'Italia - 1898 - (p.zza Roma)
Monumento a Vittorio Emanuele II - 1884 - (giardini pubblici)
Musei
Museo Ebraico
Museo Alfieriano
Cripta e Museo di Sant'Anastasio
Museo archeo-paleontologico
Palazzo Mazzola(Archivio Storico del Comune di Asti)
Enogastronomia
I vini
Asti e le sue colline sono famose in tutto il mondo per i vini dolci: il maggior vitigno è il Moscato Bianco o Moscato di Canelli, da cui si ottiene uno spumante, un passito ed una qualità "tranquilla" (o ferma). Da questo deriva l'Asti o Asti spumante, importante vino DOCG da fine pasto. Da non dimenticare la produzione di Malvasia nera, in particolare la Malvasia di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco e di Schierano, le cui uve danno vini rosati e dolci. Inoltre, degno di menzione, è il vitigno di Brachetto dell'alto monferrato e della zona di Acqui Terme. Per quel che riguarda i vini rossi, sicuramente il Barbera è la produzione più diffusa sul territorio, seguono il Dolcetto, il Grignolino, la Freisa ed il Ruchè. Per quel che riguarda i bianchi da pasto, la produzione di Cortese, specialmente nell'alto monferrato, è prevalente. Da ricordare che, nell'astigiano, nel 1999 è nata la prima strada del vino piemontese, la strada Astesana. Si sviluppa con otto percorsi, attraversando 52 comuni della provincia di Asti e di parte delle langhe.
Le verdure
La grande produzione e varietà di ortaggi ha la sua più alta espressione nella bagna cauda, questa è un piatto "povero" che affonda le sue origini nel medioevo. Gli ingredienti sono: acciughe sotto sale, burro, olio extra vergine di oliva, aglio, il tutto stemperato in un tegame fino ad ottenere una salsa calda (bagna cauda). A questo punto si intingeranno le verdure crude tipiche del monferrato (cardo gobbo di Nizza Monferrato, cardo avorio di Isola d'Asti, peperone quadrato di Motta di Costigliole, sedano dorato d'Asti, topinabur, rape, patate di Castelnuovo Scrivia...).
I formaggi
La Robiola di Roccaverano, formaggio fresco DOP, preparato con latte vaccino, ovino, caprino.
La Robiola di Cocconato, formaggio fresco di latte vaccino (un tempo era preparato con latte crudo).
La Toma Piemontese, formaggio vaccino, la cui storia risale al 1300.
I piatti tipici
L'autunno e l'inverno sono le stagioni "principe" della cucina astigiana e piemontese.
Carne cruda con il tartufo, vitello con salsa tonnata, peperoni in "bagna cauda", lingua di vitello in salsa verde (bagnet), tomini "elettrici" (formaggio con peperoncino), tonno di coniglio, sono solo alcuni dei tipici antipasti astigiani.
Agnolotti d'asino, di lepre; tagliatelle all'uovo (tajarin) al sugo d'arrosto, al tartufo o ai fungi porcini, per i primi.
Bollito di bue grasso con polenta "concia" (con formaggio filante).
la finanziera: il nome di questa ricetta deriva dal'abito chiamato proprio finanziera, abitualmente indossato nel 1800 dai banchieri e dagli uomini di alta finanza, ai quali sembra che questo piatto piacesse molto, ma altre fonti suggeriscono l'origine nel tributo in natura pagato dai contadini alle guardie (i finanzieri appunto) per entrare in citta'. Tributo composto principalmente dalle frattaglie dei polli, ancora oggi fra gli ingredienti fondamentali.
il fritto misto alla piemontese legato al rito della macellazione del maiale e alla necessità di non sprecare nulla. Annoverava le interiora, i sanguinacci, il polmone (fricassà bianca), il fegato (fricassà neira), le animelle. Col tempo si è arricchito di nuovi ingredienti e numerose sono le versioni: tipici del Monferrato sono i fiori di zucca e gli amaretti.
gli arrosti di vitello ed i brasati al barbera o al barolo .
I dolci
La polentina astigiana, fatta con mandorle, uvetta, maraschino e ricoperta da polenta gialla.
Gli amaretti di Mombaruzzo o di Canelli, biscotti morbidi di mandorle.
Torta alle nocciole.
Zabaglione al barbera o al moscato.
L'antico mun di Mongardino (mattone dolce).
Pesche al Ruchè di Castagnole Monferrato.
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