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Stemma della provincia di Biella Biella
Informazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia

Biella: origine del nome
Biella: Luoghi d'interesse
Biella: Storia
I comuni della provincia


La Provincia di Biella è una provincia del Piemonte di quasi 190 mila abitanti. Situata nel nord della regione, confina a ovest con la Valle d'Aosta, mentre sugli altri versanti è racchiusa tra le province di Torino e Vercelli.

Biella: origine del nome

Il suo antico nome era Bugella Civitas. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è di origine latina, ma latinizzato in tempi successivi. Secondo alcuni studiosi la "g" doveva essere pronunciata in modo tale che suonasse come "bujella"; secondo altri il nome potrebbe invece derivare da "Bruticella", come veniva chiamata un'antica dimora romana.
Ci sono poi altre versioni che vogliono il nome derivante da "Betulla" ("Biolla" nel dialetto locale), oppure "Biel" (dio celtico della vegetazione) e infine da "Bag" (o "Bhag") che nell'antica lingua indo-europea significava faggio, albero diffuso sui monti e sulle colline biellesi. Non a caso l'albero di faggio campeggia nello stemma della città.

Biella: Luoghi d'interesse

Luoghi di rilievo turistico sono, nella Val Cervo, l'Oasi Zegna e il centro sciistico di Bielmonte, presso Trivero raggiunto dalla Strada Statale 232 Panoramica Zegna); il Parco della Burcina, riserva naturale con flora protetta, il territorio della Bessa e la riserva naturale regionale detta delle Baragge, un'area verde che fa da corona alla parte a sud-est della città.
Luogo di culto è il Santuario mariano di Oropa, situato a una dozzina di chilometri dal capoluogo e meta di pellegrinaggi

Biella: Storia


Le origini della città
In base ad antichi ritrovamenti preistorici si ha la certezza che i primi abitanti del Biellese furono celti e liguri; essi si collocarono vicino ai corsi d'acqua e si dedicarono alla pesca, alla caccia e, in seguito, alla pastorizia.
Una popolazione ligure - i Vittimuli, o Victimuli - si sviluppò lungo i territori della zona della Bessa (pianura biellese) e sfruttò i giacimenti auriferi che, avevano lasciato le glaciazioni sciogliendosi, lungo il torrente Elvo. Tale sfruttamento continuò anche in epoca romanica e continua tutt'oggi, sia pure come semplice hobby.
Sulla collina dove sorge l'attuale Parco della Burcina vi sono stati verso la fine degli anni cinquanta ritrovamenti di attrezzi da lavoro e monili risalenti all'età del bronzo che testimoniano le antiche origini di Biella.

Bugella
Un documento dell'anno 826 attesta come l'allora Bugella venne donata al conte Busone da Ludovico il Pio (figlio di Carlomagno), imperatore del Sacro Romano Impero, di cui il Busone era messo.
È questa la prima volta che il nome della città compare in un testo ufficiale; un altro documento (anno 882) testimonia poi di un'altra cessione, questa volta da parte di Carlo il Grosso alla Chiesa di Vercelli.
Nel X secolo la città è abitata da popoli romanici, alemanni, longobardi e franchi i quali costruiscono le prime mura per difendersi dalle invasioni barbariche. Di questo periodo restano oggi il Battistero. Esisteva anche un'attigua chiesa di Santo Stefano (nome dell'attuale duomo cittadino) attorno ai quali crebbe la città. Di quest'ultima resta soltanto il campanile.

Rivalità fra i Visconti e i Savoia
Tra il XIV secolo e il XV secolo ci furono numerosi scontri tra i Visconti e i Savoia per avere il possesso del Biellese. Nel 1377 una rivolta cittadina capeggiata dal canonico Ardizzone Codecapra pose fine al dominio dei Vescovi di Vercelli, con la dedizione ai Savoia. Sul finire del Quattrocento si costruisce in città la Basilica di San Sebastiano.

Seicento e Settecento
Il XVII secolo vide invece guerre contro i Francesi e gli Spagnoli e la città fu occupata dai primi nel 1704; nel 1706 l'eroico soldato biellese Pietro Micca salvò a prezzo della propria vita la città di Torino e di conseguenza Biella dall'invasione francese.
L'1 giugno 1772 fu eretta la Diocesi di Biella. Nel 1798 Biella fu però nuovamente occupata dai Francesi con l'approvazione dei liberali biellesi che speravano in un futuro prospero e privo di conflitti. Nella piazza della chiesa di S.Stefano fu innalzato l'"albero della libertà"". Dopo la battaglia di Marengo, la città venne annessa alla Francia. Il Congresso di Vienna la ridiede nuovamente ai Savoia.

La via della lana
Nel 1835 lungo le rive del torrente Cervo veniva acquistato da Massimo Sella un edificio del 1695 che era stato prima utilizzato per la torcitura della seta e che sarebbe stato in seguito trasformato in lanificio.
Con l'introduzione dei nuovi telai meccanici nasceva così il primo lanificio moderno, con una lavorazione della lana che continuava una tradizione risalente a più di cinquecento anni prima, se si considera che già nel 1245 erano inseriti negli statuti di Biella il Collegio dei Lanaioli e quello dei Tessitori.
Nel 1859 Biella venne liberata dall'assedio delle truppe austriache da Garibaldi entrando così a far parte della provincia di Novara, con la perdita della sua posizione di capoluogo, privilegio che le era stato concesso nel XVII secolo da Carlo Emanuele I di Savoia. Entrerà a far parte della provincia di Vercelli solo nel 1927, per diventare infine provincia autonoma solo nel 1992.

Parte delle informazioni riguardante la storia, l'arte, le tradizioni e gli eventi della provincia di Biella presente su questa pagina sono tratte dal sito www.wikipedia.org rispettando la GNU Free Documentation License.

Biella: Eventi, sagre, manifestazioni, concerti

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