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Turismo in provincia: Brindisi

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Stemma della provincia di Brindisi Brindisi
Informazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia

Storia
Turismo
I comuni della provincia


La Provincia di Brindisi è una provincia della Puglia di circa 400 mila abitanti. Affacciata a nord-est sul Mar Adriatico, confina ad ovest con la Provincia di Bari, a ovest con la Provincia di Taranto, a sud-est con la Provincia di Lecce.

Storia


Origini
Tra il XII e l'XI secolo a.C. il territorio dell'attuale provincia era abitato da popoli indigeni mescolatisi con popolazioni d'origine cretese-micenea. Successivamente furono invasi da genti Illiriche provenienti dall'opposta sponda dell'Adriatico. Nacque così dalla fusione di tali popoli una civiltà del tutto particolare, gli Iapigi-Messapi, che costruirono le prime città fortificate, di cui alcune ancora oggi esistenti e la prima rete stradale, poi ricalacata dalle civiltà successiva e più o meno rimasta nelle sue linee generali invariata. I Messapi fondarono le città di Brindisi, Mesagne, Oria, Carovigno, Ceglie Messapica, li Castelli, l'attuale San Pancrazio Salentino, Pezza Petrosa l'odierna Villa Castelli; Egnazia, Valesio e Muro Tenente, città distrutte e abbandonate e oggi importanti siti archeologici. Nel periodo messapico, la terra di Brindisi disponeva di tre porti: Egnazia, vicino l'odierna Fasano che fu distrutta poi dai Goti nel VI secolo, quello di Brindisi e quello di Valesio a sud, città quest'ultima distrutta nel 1157 dal re normanno Guglielmo I. La provincia seguì la storia dell'intero Salento, fu conquistato dai Romani nel 267-266 a.C.. Brindisi, divenne colonia latina nel 244 a.C. e poi municipio nell'89 a.C. crescendo economicamente e strategicamente per la posizione e per la ricchezza dei prodotti agricoli: l'olio, il vino e il frumento. Anche Oria, per la sua posizione tra Taranto e Brindisi conservò la sua importanza tanto da farvi passare la via Appia. Successivamente, nel 109 d.C., l'imperatore Traiano ordinò di lastricare la via che prese appunto il nome di Via Traiana, seguendo la costa. Di notevole importanza in questo periodo l'artigianato: nelle fornaci di Apani e Giancola venivano realizzate le ànfore che contenevano vini e oli e raggiungevano i porti della Grecia, dell'Egitto, della Siria e del Mar Nero.

Medioevo
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 e il successivo dominio dei Bizantini, il territorio della provincia conobbe un periodo di decadenza e marginalizzazione, dovute anche alle guerre tra Goti e Greci e i continui attacchi dei Saraceni sulla costa. Tra il IV e V secolo d.C. cominciono a nascere i primi luoghi di culto cristiano, nei secoli successivi si diffondono anche degli insediamenti rupestri, come le Grotte di San Biagio nelle vicinanze di San Vito dei Normanni. Nel VII secolo Brindisi e Oria furono saccheggiate dai Longobardi, quest'ultima divenne sede del vescovado. Le popolazioni indigine conobbero un periodo di migrazione dalle zone costiere verso l'entroterra, che offriva maggiore sicurezza; ma nonostante ciò i Saraceni riuscirono comunque a raggiungere Oria. Il territorio conobbe un nuovo periodo di rinascita con i Normanni che elevarono la sede episcopale ad arcivescovado e costruirono numerosissime chiese e castelli (Carovigno, San Vito dei Normanni, Mesagne) ancora oggi esistenti. Il porto di Brindisi divenne importantissimo per le crociate e la popolazione ritornò ad abitare città sul mare. Anche gli Svevi, con Federico II, lasciarono il loro segno: costruirono il castello "di terra" a Brindisi, nel punto in cui termine la via Appia, e ampliarono i castelli di Mesagne e di Oria. Sotto gli Angioini, il porto del capoluogo continuò a crescere e divenne lo scalo principale per l'espansione in Oriente, ma anche per la Sicilia. Nel 1450 circa, il principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, volendo difendere meglio la città, realizzò l'interramento del canale che collegava il porto interno a quello esterno. Si trattava di un espediente strategico non originale: 1400 anni prima era già stato utilizzato da Cesare nella guerra contro Pompeo). Ci furono degli effetti collaterali disastrosi: le acque stagnanti causarono la malaria, che si ripercosse nei secoli successivi come causa principale del declino economico, dell'elevata mortalità, e di una nuova migrazione verso l'entroterra, più salubri. Gli insediamenti rurali si svilupparono con fortuna soprattutto nei territori di Francavilla, San Vito dei Normanni, Ostuni, Fasano. Sotto il dominio degli Aragonesi e il nuovo pericolo degli attacchi dei Turchi, che nel 1480 avevano assediato Otranto, le aree costiere tornarono ad essere fortificate. Un esempio di tali fortificazioni è il comune di Torchiarolo, dove furono costruite case e corti fortificate circondate da un robusto muro di cinta.

Storia moderna
A partite dal XVII secolo i comuni interni ritornarono a svilupparsi a causa dell'incremento demografico e lo sviluppo delle colture agricole. In questo periodo i feudi di Francavilla e Oria raggiunsero l'àpice della loro potenza. Nel porto di furono ripristinati i traffici delle grandi navi mercantili per decisione dei Borboni. La vera e propria rinascita della città di Brindisi avvenne nel 1870, con l'apertura della cosiddetta "Valigia delle Indie", la linea mercantile prima ferroviaria e poi marittima che collegava rapidamente, attraverso il porto brindisino e il canale di Suez, Londra all'India. Tra il XIX e il XX secolo si sviluppa l'industria della trasformazione dei prodotti agricoli a Brindisi, San Pietro Vernotico, Mesagne, Ostuni e Fasano; inoltre si diffusero gli stabilimenti vinicoli e oleari. A Brindisi nacquero le fabbriche di botti per il commercio del vino.

Storia contemporanea
Durante la Grande Guerra Brindisi contribuì in maniera proponderante agli eventi bellici sfruttando l'ampiezza e la sicurezza del porto e le industrie meccaniche lavorarono a ritmi frenetici. Durante il Ventennio fascista, precisamente nel 1927, viene istituita la provincia di Brindisi con venti Comuni. Nei primi anni 60 a Brindisi, fu realizzata una grande industria petrolchimica che si aggiungeva alle imprese meccaniche e aeronavali che ha potuto dare lavoro a tecnici e operai provenienti del territorio provinciale, ma anche dalle province e regioni limitrofe. Con la crisi della grande industria chimica di base, si è verificata una migrazione degli operai specializzati verso altre aree della regione. Oggi il territorio della provincia conosce un processo di terziarizzazione dell'economia e punta sullo sviluppo e la commercializzazione di prodotti locali di qualità, nonché usare le risorse del territorio per sviluppare il turismo.

Turismo

La costa, lunga 80,606 km in gran parte rocciosa, è ricca di piccoli approdi ed insenature che si alternano a lunghe spiagge sabbiose, dove non mancano importanti zone naturalistiche protette. Importanti ed avviati insediamenti turistici sono a nord del capoluogo. Lungo tutto questo percorso sono stati individuati i resti di ben 431 fortificazioni, tra torri e altri sistemi di avvistamento e difesa della costa. Testimonianze storiche di grande interesse come i numerosi castelli, presenti quasi in ogni paese, da quelli importanti nati come poderosi sistemi di fortificazione a quelli realizzati come residenze di alcuni sovrani, ad altri trasformati nel tempo in abitazioni fortificate o palazzi baronali. Un territorio di grande vocazione agricola, dove dominano l'olivo, circa 60 mila ettari di uliveti con piante secolari che assumono forme uniche e particolari, un patrimonio di assoluto valore paesaggistico, e i vigneti (25 mila ettari) con le uve tipiche del Negroamaro, della Malvasia e l’Ottavianello dal quale si producono vini a Denominazione di Origine Controllata. Sulle colline murgesi, tra le campagne delimitate da antichi e caratteristici muretti a secco, non mancano i mandorleti, mentre in pianura i pescheti si alternano agli altri frutteti. Numerose e differenti coltivazioni ortive di qualità, come il pomodoro, il carciofo, i cereali, e le angurie. Da questi nascono gli originali piatti della gastronomia locale, genuina e profumata. Alle zone coltivate seguono le aree boschive e la macchia mediterranea. La campagna è divenuta nel tempo ideale sede di vacanze agrituristiche nelle tante Masserie, alcune fortificate, o in abitazioni signorili e nei tipici e bianchi Trulli, dove è facile incontrare importanti insediamenti rupestri, con cripte e tempietti originati dal VI secolo ad opera dei monaci basiliani (Grotte di San Biagio a San Vito dei Normanni). Alti cumuli di pietre, che rappresentano le misteriose Specchie, installazioni megalitiche nate in epoca remota come torri di avvistamento o come luoghi di sepoltura, spiccano all’improvviso nelle zone tra Francavilla, Villa Castelli e Ceglie. Aree archeologiche di epoca messapica e romana sono presenti in tutta l’area provinciale, con necropoli, terme, strade, cinte murarie e domus, hanno fornito numerosi reperti (monete, ceramiche, statue) oggi custoditi nei musei.

Parte delle informazioni riguardante la storia, l'arte, le tradizioni e gli eventi della provincia di Brindisi presente su questa pagina sono tratte dal sito www.wikipedia.org rispettando la GNU Free Documentation License.

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