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Turismo in provincia: Cagliari

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Stemma della provincia di Cagliari Cagliari
Informazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia

La città di Cagliari
Storia di Cagliari
I comuni della provincia


La Provincia di Cagliari (in sardo Provìntzia de Castèddu) è una provincia della Sardegna. Affacciata a sud e ad est sul Mar Mediterraneo, confina: a nord con le Province di Nuoro, dell'Ogliastra e di Oristano, ad ovest le Province di Carbonia-Iglesias e del Medio Campidano.

La città di Cagliari

Cagliari (in sardo Castèddu, in spagnolo e catalano Càller), è un comune di circa 160.000 abitanti (478.000 l'agglomerato urbano), capoluogo della provincia di omonima e della Regione autonoma della Sardegna. Sede dell'Università degli Studi di Cagliari. Sede arcivescovile (Arcidiocesi di Cagliari).

Monumenti e luoghi di interesse
L'Anfiteatro RomanoOltre al museo archeologico nazionale, il più importante al mondo per la civiltà nuragica e ricco anche di collezioni fenicio-puniche, si segnalano l'anfiteatro romano, del II secolo; la basilica di S. Saturnino, la più antica chiesa della Sardegna di cui si abbia notizia, fondata nel V secolo e rimaneggiata in età romanica, oggi in parte distrutta e sconsacrata; il quartiere fortificato di Castello, che fino alla seconda guerra mondiale, fu la residenza dei nobili. Da visitare sono anche i quartieri di Stampace, Marina, Villanova e il Poetto. Il primo era il quartiere dei borghesi e dei mercanti, il secondo era il quartiere dei pescatori e marinai, il terzo quello dei pastori e dei contadini, il quarto per la bellissima spiaggia che si estende lungo il litorale fino a Quartu S. Elena

Musei
Collezione sarda "Luigi Piloni"
Cittadella dei Musei:
Museo Archeologico Nazionale
Pinacoteca nazionale
Museo d'arte siamese "Stefano Cardu"
Raccolta cere anatomiche "Clemente Susini"
Museo del tesoro di Sant'Eulalia
Museo sardo di antropologia ed etnografia
Museo sardo di geologia e paleontologia "D. Lovisato"
Orto botanico
Galleria comunale d'arte
Museo della Cattedrale
Museo di Bonaria
Museo di Mineralogia


Monumenti
Anfiteatro romano
Necropoli punica di Tuvixeddu
Sepolcro romano di Aptilia Pomptilla ("grotta della vipera")
Villa romana di Tigellio

Di età medioevale:
Basilica di S. Saturnino
Chiesa della Purissima
Cattedrale di S. Maria
Chiostro di S. Domenico
Mura e torri pisane
Il castello di San Michele
Santuario di Nostra Signora di Bonaria
Complesso paleocristiano di San Lucifero.

Di età moderna e contemporanea:
Bastione di S. Remy
Chiesa di S. Agostino
Chiesa di S. Anna
Chiesa di S. Michele
Palazzo civico
Palazzo reale (o viceregio)

Eventi
Il 1 maggio si celebra un evento religioso e culturale di grande importanza nella Sardegna: la sagra di Sant'Efisio, una processione annuale che si svolge per sciogliere il voto fatto dai Cagliaritani durante l'epidemia di peste del 1656. Per l'occasione, nel capoluogo si riversano molti gruppi folcloristici dell'isola, che partecipano alla sfilata in costume che precede il cocchio con l'effigie del santo.Inoltre in quei giorni si svolge la fiera campionaria. Il Patrono della città è San Saturnino, che si festeggia il 30 ottobre.

Storia di Cagliari


Storia antica
La città era stata abitata fin dall'età nuragica da tribù sarde. I Fenici, che colonizzarono la Sardegna nei secoli intorno alla fondazione di Roma, si stanziarono all'imboccatura dello stagno di Santa Gilla. Passata ai Cartaginesi nel V secolo a.C., la città conobbe un rapido sviluppo, testimoniato tra l'altro dalle necropoli di Tuvixeddu e Bonaria: questi furono gli estremi dell'espansione urbana di quei secoli, che vide l'abbandono degli insediamenti nuragici sui colli e il concentrarsi lungo la costa dell'abitato, che assumeva un carattere decisamente mediterraneo. Il centro cittadino fortificato era nel sito oggi occupato dal quartiere della Marina, affiancato dall'area sacra nell'attuale zona di Stampace, e chiuso tra i due quartieri portuali delle zone di Sant'Avendrace e di Bonaria.
Divenuta il centro principale dell'isola, ormai completamente punicizzata, passò ai Romani con tutta la Sardegna e la Corsica, nel 238 a.C., all'indomani della I guerra punica. Nei secoli successivi la Karalis romana mantenne il suo ruolo di metropoli sarda e nel 48 a.C., sotto Cesare, divenne il primo municipio della provincia. L'aspetto dell'abitato non sembra essere cambiato molto durante la lunga dominazione romana, di cui sono notevoli resti l'anfiteatro e le ville suburbane note come la Villa di Tigellio. Caduta nella metà del V secolo sotto l'occupazione dei Vandali d'Africa, conquistata da Giustiniano sul finire dello stesso secolo, Kalaris (come si chiamava allora) entrò nel sistema amministrativo bizantino come sede del preside, funzionario imperiale a capo di tutta la Sardegna, e sottoposto all'esarcato d'Africa.

Storia medievale
Con la divisione dell'isola nei quattro giudicati, la città, da secoli in fortissima recessione –come del resto gran parte dell'Europa– e ormai ridotta al borgo di Santa Igia o Santa Gilla, rimase a capo del giudicato che ne prese il nome. Intanto aveva subìto secoli di incursioni saracene, contrastate dal principio dell'XI secolo con l'aiuto delle potenze navali di Pisa e Genova. È nota la progressiva ingerenza che le due città marinare esercitarono da allora sulla Sardegna. Il Giudicato cagliaritano, fin dalle sue più antiche attestazioni, rientrò nell'orbita dei Pisani, che finirono con l'impadronirsi del titolo giudicale con Guglielmo di Lacon-Massa (1187). Dopo meno di trent'anni, nel 1215, di fronte alla possibilità di un'alleanza tra la nuova giudicessa Benedetta e Genova, il pisano Lamberto Visconti ottenne con la minaccia delle armi la cessione del colle che sarebbe stato detto di Castello: infatti, quasi a guardia della capitale giudicale, vi venne presto costruita una città fortificata interamente pisana: il Castellum Castri de Kallari.
Essa era destinata a divenire la nuova capitale, quando nel 1258 i pisani, ormai forti della loro rocca, palesata la loro intenzione non solo di governare di fatto il giudicato, ma di conquistarlo, rasero al suolo Santa Gilla. Da allora il Castellum Castri fu identificato con la stessa Cagliari, come mostra ancora l'attuale nome sardo della città, Casteddu. Nondimeno attorno ad esso si formarono i sobborghi di Bagnaia –oggi detta Marina–, zona portuale regolata dal Breve del porto di Cagliari; della fortificata Stampace (toponimo che si riscontra anche a Pisa); e infine di Villanova; in queste appendici trovarono asilo i sardi, esclusi dal Castello, che aveva invece un ordinamento comunale, regolato dal Breue Castelli Castri de Kallari, e dipendeva direttamente da Pisa.
Non passarono cent'anni e un'altra dominazione sopraggiunse. Questa volta furono gli Aragonesi che, nella loro guerra di conquista della Sardegna, assediando Cagliari, edificarono una loro roccaforte su un altro colle, ancora più meridionale: quello di Bonaria. Essi tuttavia non distrussero la città nemica, come avevano fatto i Pisani con Santa Gilla; ma anzi, ottenuta la vittoria, lasciarono il Castello infeudato a Pisa. I toscani però non sopportavano la concorrenza del nuovo borgo aragonese di Bonaria, col suo fiorente porto: ripresero le armi e furono costretti ad abbandonare per sempre la città. Sotto la dominazione iberica Caller, città reale non sottomessa a un feudatario, tornò ad essere la capitale della Sardegna riunificata, e fu sede del viceré.

Storia rinascimentale
Il Castello continuò ad essere interdetto ai sardi[1], ma fu fortificata anche Bagnaia, dagli Aragonesi chiamata Llapola (pola significa 'marina' in latino medievale; la lappula o leppula portus Bagnarie dei documenti medievali sembra essere stato un luogo o un oggetto posto nel porto di Cagliari, il cui nome fu esteso al quartiere). La vita intellettuale fu relativamente vivace e nel XVII secolo venne fondata l'Università. Tuttavia pian piano la città, pur fortemente ispanizzata, cominciò a provare una certa insofferenza per la dominazione iberica: sentimento che culminò nell'assassinio del viceré Camarassa (1666). Così nel 1708 i cagliaritani non opposero resistenza all'assedio anglo-olandese, che pose fine all'età spagnola. Dopo la breve parentesi austriaca (1712-'18) e l'effimera occupazione del cardinale Alberoni, che cercava di riconquistare la Sardegna agli spagnoli, Cagliari passò con tutta l'isola sotto il dominio sabaudo (1720).
L'età di riforme che seguì in tutta Europa vide un relativo rilancio della città, con la riorganizzazione dell'Università e dell’ospedale, la creazione dell'Archivio di Stato e della Biblioteca universitaria, di una scuola di Chirurgia e della Stamperia reale. Anche i piemontesi furono tuttavia non ben tollerati e quando, dopo che Cagliari aveva stavolta resistito con vigore all'assedio navale dei francesi rivoluzionari (1793), i sardi videro rifiutare la loro richiesta di una maggiore autonomia e del rispetto degli antichi privilegi, la città insorse (27 aprile 1794) e cacciò temporaneamente i piemontesi; ma la rivolta, pur propagatasi subito al resto dell'isola, dove prese una piega anti-feudale, fu alla fine soffocata.

Storia moderna
Questa sezione è solo un abbozzo. Se puoi, contribuisci ad ampliarla. Cagliari, rioccupata, ospitò addirittura nel Palazzo reale (oggi detto spesso Viceregio) la corte sabauda, cacciata da Torino da quei francesi che non avevano potuto conquistare la Sardegna. Nella prima metà dell'Ottocento, l'età d'oro della cultura sarda, si registrò il declino dell'aristocrazia feudale a favore di un'aristocrazia culturale che, con l'abolizione del feudalesimo e la concessione dello Statuto Albertino (1848), divenne la classe dirigente. Con le nuove tecniche belliche a Cagliari, privata del ruolo di piazzaforte all'indomani dell'Unità d'Italia, furono abbattute le mura e si posero le basi per la grande espansione dell'ultimo secolo. Nel XX secolo, durante la seconda guerra mondiale, Cagliari subì numerosi bombardamenti (l'80% della città venne raso al suolo, tanto che Cagliari fu dichiarata Città Martire e nella lingua inglese fu coniato il termine «Cagliarized» per indicare un bombardamento a tappeto[citazione necessaria]) dei quali possiamo ancora vedere i segni in alcune zone del centro storico.

Parte delle informazioni riguardante la storia, l'arte, le tradizioni e gli eventi della provincia di Cagliari presente su questa pagina sono tratte dal sito www.wikipedia.org rispettando la GNU Free Documentation License.

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