CataniaInformazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia
La città di Catania
Caltagirone e Acireale
I comuni della provincia
La Provincia di Catania è una provincia della Sicilia di oltre un milione di abitanti.
Affacciata ad est sul Mar Ionio, confina a nord con la Provincia di Messina, ad ovest con la Provincia di Enna e la Provincia di Caltanissetta, a sud con la Provincia di Ragusa e la Provincia di Siracusa.
La città di Catania
Catania è un comune di 313.110 abitanti (circa 750.000 se si considera l'intera sua area metropolitana) della provincia di Catania. È il secondo comune della Sicilia per densità abitativa.
Secondo lo storico greco Plutarco, il suo nome deriva da Katane (cioè grattugia), per l'associazione con le asperità del territorio lavico su cui sorge.
In epoca storica, è stata distrutta ben sette volte da eruzioni vulcaniche e da terremoti. Fra questi ultimi, i più catastrofici sono stati quelli del 1169 e del 1693.
Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità, assieme agli altri sette comuni del Val di Noto, nel 2002.
Arte e monumenti
La città antica
L'Odeon.Del periodo greco e della dominazione romana a Catania rimangono pochissime tracce e reperti, a causa dei disastrosi terremoti (che hanno raso al suolo la città) e delle conseguenti ricostruzioni che spesso hanno ricoperto le precedenti architetture. Inoltre, non sono mai state eseguite grandi campagne di scavi e studi archeologici se non in casi sporadici della sua storia recente.
Il Teatro Romano (del II secolo), l'Odeon (III secolo), l'Anfiteatro (II secolo), le Terme dell'Indirizzo, le Terme della Rotonda, le Terme Achilliane, i resti di un acquedotto presso il parco Gioieni e alcuni edifici funerari sono tutti i resti attualmente visibili della Catania romana. Il Teatro romano e l'Odeon sono stati restaurati negli ultimi anni e sono comodamente visitabili. Anche i resti dell'anfiteatro sono visitabili dal 1907 (anno in cui sono stati riportati alla luce) dall'ingresso di piazza Stesicoro.
Probabilmente anche u Liotru, il simbolo della città situato attualmente al centro di Piazza Duomo, è stato costruito in epoca romana. È un manufatto in pietra lavica porosa, che raffigura un elefante sormontato da un obelisco egiziano in marmo bianco. Il nome deriva probabilmente dalla storpiatura del nome Eliodoro, personaggio legato alla storia della statua.
Inoltre, sono state prodotte a Catania una serie di monete, che comprende bellissimi conii - da quelli arcaici - con Nike e Zeus in trono - a quelli dei grandi incisori - Eveneto, Eraclide e Procle, con testa di Apollo.
Il medioevo
Del periodo normanno si conservano principalmente il castello di Aci Castello e le absidi della Cattedrale di Sant'Agata (il Duomo), che poi sarebbe stata ristrutturata dopo il terremoto del 1693. Oggi la cattedrale conserva la vara, il busto-reliquiario e la cassa-reliquaria di Sant'Agata, realizzato dal senese Giovanni di Bartolo nel XIV secolo.
Unico monumento di età bizantina è la Cappella Bonajuto(nome derivante dalla famiglia nobiliare che l'aveva tenuta come sacrario di famiglia nonchè cappella privata):si tratta di una "trichora" bizantina cioè un edificio con tre absidi;prima del suo restauro se ne aveva conoscenza grazie ai disegni di Jean Houel.
Del periodo svevo (XIII secolo) è il portale della Chiesa di Sant'Agata al Carcere e il federiciano castello Ursino (ricostruito e restaurato, è ora sede del Museo civico (raccolte Biscari e dei benedettini) coevo del più famoso castello pugliese di Castel del Monte.
Il rinascimento
Della dominazione aragonese rimane la Chiesa di Santa Maria di Gesù situata nella piazza omonima, costruita nel '500 e ristrutturata nel '700. Nel 1558 fu iniziata la costruzione del Monastero dei Benedettini, a cui sarebbe stata affiancata la chiesa di San Nicolò l'Arena. Distrutta dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, nel 1703 se ne avviò la ricostruzione che tuttavia non è stata mai più portata a termine. Le cosiddette Mura di Carlo V, che racchiudono il centro storico, furono iniziate nel XVI secolo ma vennero praticamente ricostruite dopo il terremoto.
Il barocco
L'eruzione del 1669 che investì la città (tela di Giacinto Platania, sagrestia della Cattedrale di Catania).Catania è stata ampiamente distrutta nel 1169 e nel 1693 dai terremoti. Il suo territorio circostante è stato più volte coperto da colate laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi caparbiamente l'hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili terremoti. Anche le distruzioni del centro urbano a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosa. Tutti i monumenti antichi sono stati inseriti nel tessuto urbano della città ricostruita grazie all'opera dell'architetto Giovan Battista Vaccarini, che ha dato alla città una chiara impronta barocca. Tra gli altri che hanno aiutato la rinascita della città si ricordano Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Alonzo di Benedetto e Girolamo Palazzotto.
La Chiesa di San Benedetto.Un raro esempio di unità architettonica è la via dei Crociferi, forse, la strada più bella della Catania settecentesca. Essa ha inizio in Piazza San Francesco d'Assisi e vi si accede passando sotto l'arco di San Benedetto che collega la Badia maggiore alla Badia minore posta al di là della strada. La strada, contornata da chiese, monasteri e poche abitazioni civili, è un raro esempio di barocco siciliano. Nel breve spazio di circa 200 metri sono presenti ben quattro chiese.La prima è la Chiesa di San Benedetto collegata al convento delle suore benedettine dall'arco omonimo che sovrappassa la via. Ad essa si accede a mezzo di una scalinata ed è contornata da una cancellata in ferro battuto.
Proseguendo si incontra la Chiesa di San Francesco Borgia alla quale si accede tramite due scaloni. A seguire si incontra il Collegio dei Gesuiti, oggi sede dell'Istituto d'arte, con all'interno un bel chiostro con portici su colonne ed arcate. Difronte al Collegio è ubicata la Chiesa di San Giuliano considerata uno dei più begli esempi del barocco catanese. L'edificio, attribuito all'architetto Giovan Battista Vaccarini, ha un prospetto convesso e delle linee pulite ed eleganti. Proseguendo ed oltrepassando la via Antonio di Sangiuliano, si può ammirare il convento dei Crociferi e quindi la chiesa di San Camillo. In fondo alla via è ubicata Villa Cerami, che è sede della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Catania.
Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:
la Cattedrale di Sant'Agata
la Chiesa della Badia di Sant'Agata, in via Vittorio Emanuele II
la Chiesa di Sant'Agata la Vetere, in via Santa Maddalena, sorge su una chiesa del 264
la Chiesa di Sant'Agata alla Fornace o di San Biagio, in piazza Stesicoro
la Chiesa di San Francesco in piazza San Francesco, che custodisce le spoglie di Eleonora d'Angiò
la Chiesa di San Benedetto in via Crociferi
la Chiesa di San Nicolò l'Arena, in piazza Dante
la Basilica Collegiata (regia Cappella), in via Etnea
il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, il Palazzo del Seminario dei Chierici e la Fontana dell'Amenano, in piazza del Duomo
il Palazzo Biscari, in via Biscari
il Palazzo del Toscano, in piazza Stesicoro
il Palazzo Reburdone, in via Vittorio Emanuele II
la Villa Cerami, in via Crociferi, sede della facoltà di Giurisprudenza
la Porta Uzeda e la Porta Carlo V (sede della Pescheria), in via beato Giuseppe Dusmet
la Porta Ferdinandea, detta anche Porta Garibaldi o Fortino, costruita nel 1768 e sita in piazza Palestro
la Fontana dell'Elefante
La via Etnea
La via Etnea è il salotto della città. Attraversa Catania da sud a nord partendo dalla Piazza del Duomo ed arrivando, dopo circa 3 km, al Tondo Gioieni. Il suo andamento dritto come una spada, ha come prospettiva la sagoma incombente dell'Etna.
In essa si affacciano il palazzo dell'Università e palazzo Sangiuliano costruiti entrambi in stile barocco nella prima metà del XVIII secolo. La piazza è illuminata da quattro candelabri bronzei con allegorie di quattro antiche leggende catanesi: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita e Uzeta.
Più avanti si incontra la Basilica Collegiata e quindi si incrocia la via di Sangiuliano, ovvero i Quattro Canti come detto dai catanesi. Proseguendo si raggiunge la Chiesa dei Minoriti prima di arrivare in piazza Stesicoro. Qui si trovano il monumento a Vincenzo Bellini e gli scavi dell'Anfiteatro romano situati a circa 10 m sotto il livello stradale. Si procede quindi fino alla Villa Bellini, classico giardino all'italiana, che costituisce il polmone verde della Catania settecentesca. Si prosegue quindi verso piazza Cavour, il Borgo per i catanesi, dove si trova la fontana della dea Cerere in marmo bianco , conosciuta dai vecchi catanesi come 'a tapallara (Dea Pallade).
Caltagirone e Acireale
La provincia di Catania potrebbe subire un cambiamento nei prossimi anni: da molto tempo Caltagirone vuole creare la decima provincia siciliana incorporando tutti i paesi dell'area a sud di Catania (il calatino). La modifica in realtà è stata già al vaglio di un referendum istitutivo negli Anni Ottanta, non passato, e negli Anni Novanta è stata riformulata e riproposta in seno all'Assemblea Regionale Siciliana.
Il progetto - che prevede una provincia composta da tutti i comuni dell'area sud del Simeto ed in parte di Ragusa e Caltanissetta - ha avuto un iter travagliato ed è attualmente fermo, pur avendo i requisiti previsti dalla apposita legge regionale. Inoltre dal 1999 è attivo un comitato "Pro Acireale provincia", che intende dare sfogo alle spinte separatiste di un paesino storicamente in conflitto con Catania, visto che la distribuzione iniqua delle risorse economiche provinciale, che si concentrano su Catania e la creazione dell'area metropolitana della stessa, che comprende pure il comune di Acireale sminuisce il valore di una città che fino a un secolo fa concorreva con Catania nella leadership della zona. Il progetto della nuova provincia di Acireale prevederebbe una nuova realtà comprendente i vari comuni del vecchio casato di Aci e i comuni della fascia jonica attorno a Giarre, in una sinergia con quest'ultima.Questa nuova realtà avrebbe anche i suoi molti lati negativi, ma per questo si stanno cercando delle abili soluzioni per dare importanza a questo paesino che da tempo rivendica i diritti levatigli da un secolo a questa parte.
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