GoriziaInformazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia
La città di Gorizia
Storia di Gorizia
I comuni della provincia
La Provincia di Gorizia (in friulano Provincie di Gurize) è una provincia della regione autonoma Friuli Venezia Giulia di 141.195 ab. con capoluogo Gorizia.
La città di Gorizia
Gorizia (Gurize in friulano , Gorica in sloveno , Görz in tedesco ) è un comune di oltre 36 mila abitanti, Capoluogo dell'omonima Provincia, posta sul confine italo-sloveno ha assunto nei secoli il titolo di "Capitâl dal Friûl Oriental".
Il nome Gorizia deriva dal sostantivo slavo gora, come diminutivo gorica, e significa piccolo monte.
Luoghi d'interesse
Museo di Storia e Arte
Museo della Grande Guerra
Palazzo Coronini Cronberg
Sinagoga
Palazzo Attems Santa Croce (Municipio)
Palazzo Lantieri
Sacrario Militare di Oslavia
Piatti tipici
La cucina di Gorizia ha due componenti fondamentali: quella contadina e quella asburgica, di influenza austriaca. A quella contadina appartengono la jota, minestra di cavoli, fagioli e stinco, mentre a quella asburgica; gli gnocchi di susine, il gulasch e il kugelhupf.
La sottile differenza con la cucina triestina è sostanzialmente determinata dall'influenza marinara di Trieste, la quale aggiunge alla tipicità triestina un interessante diversivo come i scampi alla buzara e non di meno alcune sottili differenze nella preparazione dei cibi come il gulasch.
Tra i vini si può segnalare il vino carsico teran, terrano: aspro, forte, estremamente tannico; si accompagna bene ad un prosciutto del Carso di sapore forte e secco, quasi salato ed a formaggi stagionati.
Storia di Gorizia
Dall'anno 1000 al XIX secolo
Il nome di Gorizia compare per la prima volta nell'anno 1001, in un documento dell'imperatore Ottone III con cui egli donava il castello di Salcano e la villa Goriza situata ai piedi del castello, al patriarca di Aquileia e agli Eppstein, conti del Friuli "medietatem predii Solikano et Gorza nuncupatum" e, successivamente, ricordata nel 1015 "medietatem unius villae que que sclavonica lingua vocatur Goriza". Agli Eppstein succedono i conti palatini di Baviera. Nel suo massimo splendore, anche se i Conti erano alquanto guerrafondai, la sua estensione copriva parte del nord est italiano (comprese per un breve periodo anche le città di Treviso e Padova in Veneto), la parte occidentale dell'attuale Slovenia e parte dell'attuale territorio austriaco. Basti pensare che a Merano (BZ) era situata la massima, se non unica, zecca della Contea di Gorizia, mentre la sede vera e propria (dove abitavano i Conti) era situata a Lienz in Austria.
Nel 1500 alla morte dell'ultimo conte Leonardo a Lienz, la città passa a Massimiliano I d'Asburgo seppur rivendicata anche dalla Repubblica di Venezia. La città farà parte dei domini asburgici (Stato del Litorale/Kustenland) come capitale della Contea di Gorizia, e come capoluogo della provincia austriaca della "Principesca Contea di Gorizia e Gradisca" in quanto Conte delle zone era l'imperatore asburgico (1815-1918), con due brevi interruzioni: l'occupazione veneziana del 1508-1509 e l'inclusione nelle Province Illiriche napoleoniche dal 1809 al 1813.
Primo e secondo conflitto mondiale
Gorizia fu conquistata dagli Italiani nel 1916 e riconquistata, definitivamente, nel 1918; venne inclusa, provvisoriamente, nel Governatorato della Venezia Giulia (1918-1919); quindi dopo l'annessione (1919) fu, prima annessa al Veneto e inclusa con la provincia di Udine a formare la provincia del Friuli, successivamente, eretta a capoluogo di provincia (1927) con giurisdizione sul Friuli orientale (a eccezione della Bisiacaria e di Grado unite a Trieste e del distretto di Cervignano unito a Udine). Nel 1922, Lelio Baggiani, fondava la Croce Verde Goriziana, storica associazione di volontariato e pubblico soccorso. Nel corso di questo periodo venne abolita definitivamente la Contea. Per un breve periodo (1943-1945) fu posta sotto l'amministrazione militare tedesca (di fatto un'annessione) e inclusa nel Governatorato dell' Adriatisches Kuestenland ("Litorale Adriatico"), dopo una breve amministrazione anglo-americana ritornò sotto amministrazione italiana (1947). Il comune dovette cedere i tre quinti circa del proprio territorio alla Jugoslavia con il 15% della sua popolazione complessiva. La maggior parte dell'area urbana della città restò in territorio italiano.
Dopoguerra e ripresa
Nel dopo guerra, la città ha accolto una numerosa comunità di esuli giuliano-dalmati.
Tuttavia parte della periferia situata a nord ed a oriente (le frazioni di Salcano - Solkan, San Pietro - Šempeter e Vertoiba - Vrtojba) fu ceduta alla Jugoslavia come anche gran parte della provincia. Attualmente il confine attraversa una zona semicentrale della città lasciando nella parte non italiana molte frazioni ed edifici. Tra queste la stazione ferroviaria della "Transalpina" che collegava la "Nizza austriaca" (come veniva chiamata la città) con la capitale Vienna, da dove veniva gran parte dell'aristocrazia austroungarica per soggiornarvi durante l'inverno. Attualmente la piazza antistante la stazione (parte italiana e parte slovena) è visitabile liberamente su entrambi i lati, essendo stata abbattuta parte della rete confinaria. Al centro di essa sorgono un mosaico ed una piastra metallica commemorativa, questa segna il tracciato del confine di stato. La piazza è stata più volte teatro di concerti e varie manifestazioni: si possono ricordare la festa per l'allargamento della Comunità Europea il 30 aprile 2004 alla presenza dell'allora Presidente della Commissione Europea Romano Prodi (vedi il testo del discorso), il concerto di Elisa tenutosi nel settembre 2005, del serbo Goran Bregovic), che hanno radunato una folla di sloveni ed italiani.
In territorio sloveno si trova anche la moderna città di Nova Gorica, eretta negli anni cinquanta per volontà della dirigenza politica jugoslava in quanto i territori della Provincia di Gorizia annessi alla Jugoslavia di Tito, chiusa la frontiera con l'Occidente considerato nemico, erano rimasti senza un centro amministrativo ed economico verso il quale potessero gravitare. Paragonata a Berlino, tagliata in due dal confine protetto da torri armate di mitragliatrici negli anni cinquanta ha rappresentato un valico clandestino per molti cittadini jugoslavi e dei paesi del patto di Varsavia. In seguito, dagli anni sessanta, Gorizia ha progressivamente instaurato un buon "rapporto di vicinato" con la città slovena ed a quei tempi jugoslava: infatti, incontri culturali e sportivi hanno fatto in modo che i due popoli (quello sloveno è in piccola parte "italiano" e viceversa "sloveno") si unissero, anche se per qualche giorno o qualche ora.
Gorizia europea
Gorizia è punto molto importante di cooperazione e collaborazione assieme a Nova Gorica. Ci sono progetti comuni che riguardano i due municipi, quando ad esempio nel dicembre del 2007 la Slovenia entrerà a tutti gli effetti nel trattato di Schengen e le due città si ritroveranno finalmente senza interposti confini. Solo per citare un'attività, le giunte municipali di Gorizia, Nova Gorica e San Pietro-Vertoiba si riuniscono regolarmente per mettere a punto progetti e comunicare le rispettive attività.
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