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Stemma della provincia di Lecco Lecco
Informazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia

Storia di Lecco
I comuni della provincia


La Provincia di Lecco è una provincia della Lombardia di circa 320 mila abitanti. Confina a nord e a ovest con la Provincia di Como, a sud con la istituenda Provincia di Monza e Brianza, a est con la Provincia di Sondrio e la Provincia di Bergamo. È stata istituita nel 1992, a seguito dello scorporo di Comuni staccatisi dalle province di Como e di Bergamo.

Storia di Lecco


Epoca celtica e Romana
La storia di Lecco è molto antica, prima dell’anno 1000 a.C. piccoli gruppi di Celti emigrarono nel territorio, probabilmente a scopo di commercio e posero le basi per la diffusione della loro civiltà in valsassina e in brianza. Oltre a numerosi ritrovamenti archeologici, a testimonianza della cultura celtica si possono osservare numerosi toponimi locali, che presentano la desinenza -ate o -ago e la radice bar-, tipiche tracce di un passato celtico. Il nome stesso di Lecco potrebbe derivare dal celtico Leuki, (una popolazione gallica che però all'epoca era stanziata in Francia) anche se più probabilmente è di origine romana da Leucus (radura).[1] Con l’arrivo dei romani, intorno al 200 a.C., Lecco assunse quel significato strategico, che data la sua posizione ne ha contraddistinto la storia fino ad oggi, Lecco divenne quindi un importante snodo viario, qui passava la principale arteria militare proveniente da Aquileia, attraverso Bergamo, diretta a Como, la principale città romana delle prealpi. Alcuni ritrovamenti archeologici indicano che a Lecco, in zona Santo Stefano, era presente un Castrum, ossia un campo fortificato, che presumibilmente aveva una funzione difensiva e di presidio in quanto presso Olginate (ne rimangono tracce di piloni semisommersi) un ponte permetteva di passare l’Adda.

Il medioevo
Durante l'alto medioevo la zona dei dintorni di Lecco acquista una notevole importanza militare. Punto nodale di diverse vie che mettevano in comunicazione l'attuale Lombardia con i territori d'Oltralpe, la regione diviene teatro di scontri e decisive battaglie, come è dimostrato dall'improvvisa scomparsa dell'importante fortificazione dei Goti sul Monte Barro, dove gli scavi archeologici hanno messo in luce i resti di un castello del VI secolo, del quale sono stati riconosciuti un'area abitata ai Piani di Barra ed un sistema difensivo tra l'Eremo ed il versante sud-orientale del monte. Il sistema fortificato di Lecco (Castrum Leuci) diventa sede, con i Carolingi, di un importante Comitato. Per tutto il medioevo il nome di Lecco non indica un particolare centro abitato, ma comprende tutta la zona tra il lago e la Valsassina. Lecco era un abitato policentrico, in cui i vari rioni erano strettamente interdipendenti, ognuno con una specializzazione funzionale ed economica.

Il periodo comunale
Nel 1117 scoppiò una lunga guerra, durata 10 anni, che vide contrapposti molti paesi dei laghi di Como e di Lugano contro Milano, di cui Lecco era alleata. I lecchesi presero parte allo scontro e nel 1125, con una flotta di 30 navi, assediarono Como e la incendiarono. I rapporti con Milano rimasero però sempre molto tesi finché si arrivò alle armi. Dopo alterne vicende si raggiunse la pace nel 1219 e, nel 1224, si ottenne il riconoscimento di alcuni diritti dei lecchesi. Nel tentativo di affrancarsi dal dominio milanese, durante la contrapposizione tra Milano e l'imperatore Federico II - nipote del Barbarossa - Lecco sostenne quest'ultimo, ma alla sua morte i milanesi attaccarono il castello che sorgeva sulla collina di S. Stefano e nel 1250 lo rasero al suolo. Successivamente Lecco rimase coinvolta nelle lotte tra le potenti famiglie milanesi dei Visconti e dei Torriani, questi ultimi proprietari dei territori valsassinesi. Le lotte portarono Matteo Visconti a distruggere il borgo dando ordine che non risorgesse mai più (1296). Nonostante la distruzione Lecco venne però ricostruita e successivamente riconquistata da Azzone Visconti. Questi fece edificare il ponte tuttora esistente che da lui ha preso il nome (conosciuto anche come "ponte vecchio") e, considerando l'importanza strategica della zona posta al confine con il territorio di Venezia, ne fortificò il borgo.

La dominazione spagnola Con la caduta del Ducato di Milano Lecco passò alla Spagna, e, sotto Carlo V, venne trasformata in una piazzaforte militare. In questo tormentato periodo si colloca la figura di Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, signore di Musso, un capitano di ventura che dominò la scena lombarda dapprima con azioni piratesche e, successivamente, con una disinvolta e machiavellica condotta politica. Gian Giacomo Medici ottenne il dominio di Lecco, della Valsassina e di parte della Brianza; dominio che perse quando, momentaneamente, questi territori tornarono sotto Francesco Sforza duca di Milano. Il Medeghino passò quindi agli ordini di Carlo V, facendosi onore come condottiero dell'esercito imperiale. La dominazione spagnola fu lunga, dispotica e caratterizzata dal malgoverno. In questo periodo si soffrì, come in tutto il milanese, di pestilenze e carestie, che il Manzoni ha mirabilmente descritto nei "Promessi Sposi". Nel 1746 la Lombardia passò agli Asburgo e Maria Teresa d'Austria pose Lecco a capo delle Pievi di Bellano, Mandello, Varenna, Vedeseta e Valsassina.

La dominazione austriaca
Nel 1784 Giuseppe II del Sacro Romano Impero visita la città e decide la definitiva soppressione della cinta muraria. Con la discesa di Napoleone e la nascita nel 1797 della repubblica Cisalpina la Riviera di Lecco si trova a far parte del Dipartimento della Montagna (del quale è la capitale). Nel 1799 le truppe austriache si scontrano in zona con quelle francesi, in quel di Pescarenico, i francesi hanno la meglio. Nel 1814 l’esercito austriaco riprende possesso del territorio, sopprime ogni istituzione francese e nel 1815 Lecco è a capo di un distretto austriaco. La dominazione austriaca ebbe un effetto molto importante sulla storia di Lecco, in questo periodo si collocano numerosi interventi di ammodernamento e sviluppo del territorio, l’introduzione del catasto teresiano, ma anche lo sviluppo preindustriale portarono ad un ritrovato benessere, l’industria tessile, tradizionale nell’area venne meccanizzata, e inoltre fiorirono numerose aziende specializzate nella lavorazione del ferro, tradizione che è tuttora viva.

Dal risorgimento al dopoguerra
La prima meta del diciannovesimo secolo, portò Lecco ad essere uno dei cuori pulsanti della cultura italiana, gli Scapigliati, il famoso gruppo di letterati milanesi fecero di Maggianico, uno dei loro luoghi di ritrovo preferiti. Il fermento culturale del periodo era associato anche al fermento politico, e Lecco ed i suoi abitanti ebbero un ruolo molto importante nel Risorgimento lombardo. Alla notizia dell’insurrezione milanese contro l’Austria – marzo 1848 – fu un prete, don Antonio Mascari, che dal pulpito incitava la ribellione. Subito si raccolsero denaro e volontari. Nella notte tra il 18 e il 19 marzo i cittadini assediarono il Commissariato e costrinsero il comandante a cedere le armi, purtroppo come è noto la rivolta non ebbe successo. Nel’59, con la Seconda Guerra d’Indipendenza, Lecco e la Lombardia, furono unite al Regno Sabaudo, primo troncone del Regno d’Italia. Nel ’59, tra l’altro, Lecco riebbe il titolo di città. Primo sindaco fu il notaio Francesco Cornelio. Negli anni '20 il regime fascista impose la riunione in un unico comune di tutti i comuni esistenti nella "piana" di lecco, le attuali frazioni, dando cosi forma definitiva all'attuale città. La città in seguito si sviluppò di pari passo con il paese, fu centro di aspre lotte sindacali per il miglioramento delle condizioni negli stabilimenti tessili e dovette pagare un enorme tributo di sangue nel corso delle due guerre mondiali, furono molti i caduti ricordati nei numerosi monumenti presenti in città. Tra il settembre del ’43 e l’aprile del ’45 Lecco si distinse nella resistenza ed è quindi tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito nel 1976 della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Parte delle informazioni riguardante la storia, l'arte, le tradizioni e gli eventi della provincia di Lecco presente su questa pagina sono tratte dal sito www.wikipedia.org rispettando la GNU Free Documentation License.

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