RiminiInformazioni turistiche per la città e per i comuni della provincia
Geografia
Alcuni monumenti di Rimini
Fiabilandia a Rivazzurra di Rimini
L'Italia in miniatura a Rimini
La città di Rimini
I comuni della provincia
La Provincia di Rimini è una provincia dell' Emilia Romagna di quasi 290 mila abitanti.
Confina a sud con le Marche ( Provincia di Pesaro Urbino ), a est con il
Mar Adriatico, a nord con la Provincia di Forlì-Cesena, a ovest con la Repubblica di San Marino .
La provincia di Rimini è stata istituita nel 1992 da una parte del territorio precedentemente incluso nella Provincia di Forli .
Geografia
La provincia si estende per la maggior parte in pianura. Dei rilievi appenninici sono presenti nella parte occidentale (come Verucchio) e sud occidentale (Gemmano e Montescudo).
Il fiume principale è il Marecchia, vi scorrono anche il Conca, l'Ausa e il Marano (gli ultimi due nascono nella Repubblica di San Marino). Sul territorio della provincia non sono presenti laghi o bacini di particolare importanza. La costa è particolarmente bassa ed è presente una spiaggia molto ampia.
Alcuni monumenti di Rimini
Ponte di Tiberio
Museo della Città (ex Convento dei Gesuiti)
Lo scavo di piazza Ferrari e la domus del chirurgo
Palazzo Gambalunga - Biblioteca
Resti del Teatro romano
Palazzo Lettimi
Sant'Innocenza e San Michele in Foro
Tempio Malatestiano
Resti di San Girolamo e Oratorio di San Giovannino
Anfiteatro
Chiesa dei Santi Bartolomeo e Marino
Arco d'Augusto
Foro - Piazza Tre Martiri - resti archeologici
Porta Montanara
Chiesa di San Giovanni Evangelista
Castel Sismondo
Resti della Cattedrale di Santa Colomba
Piazza Cavour
Chiesa di Santa Maria dei Servi
Chiesa di San Giuliano
Porta Galliana
Grand Hotel - Piazzale Fellini
Chiesa di San Giovanni Battista
Chiesa di Santa Maria della Colonnella
Santuario di Santa Maria delle Grazie
Abbazia di Santa Maria Annunziata Nuova di Scolca
Fiabilandia a Rivazzurra di Rimini
Fiabilandia è uno dei parchi divertimento tematici più antichi d'Italia, aperto nel 1965. È situato a Rivazzurra di Rimini .
Si caratterizza per attrazioni dedicate ai bambini e che riproducono scenari fiabeschi e del mondo dell'avventura. Il parco offre più di 30 tra attrazioni e spettacoli.
Tra le principali attrazioni ricordiamo: Il Castello di Mago Merlino, il Labirinto di Fu Ming, il Lago del Sogno, la Baia di Peter Pan, la Miniera d'oro e la Valle degli Gnomi.
Dal 1977 ospitò per qualche anno il pupazzo in formato reale del King Kong di Carlo Rambaldi.
L'Italia in miniatura a Rimini
A Rimini c'è un'Italia più piccola di quella vera, ma altrettanto insolita e affascinante. Da 36 anni accoglie e stupisce i visitatori di tutte le età. Italia in Miniatura è il parco tematico dedicato al patrimonio storico, architettonico e culturale italiano capace di fondere dal 1970 il divertimento con l'apprendimento.
Solo qui, infatti, oltre a vivere grandi emozioni, si può "viaggiare" e addirittura imparare camminando tra le 272 perfette riproduzioni in scala di meraviglie architettoniche del "bel paese". Solo qui si può navigare il Canal Grande in gondola, in una "Venezia" grande ben un quinto dell'originale, e addirittura incontrare Casanova!
A Italia in Miniatura si può anche scoprire la fisica, giocando nel Luna Park della Scienza, sentirsi il cuore in gola con attrazioni come la Canoa o lo Sling Shot, ammirare il parco dall'alto a bordo della monorotaia Arcobaleno, in un viaggio mozzafiato!
Ma è anche molto di più: è lasciarsi coinvolgere in frizzanti battaglie d'acqua all'ultima goccia al Cannonacqua, e misurare la propria abilità al volante di speciali automobili, presso la Scuola Guida Interattiva per conseguire una speciale patente!
Il sito ufficiale del parco:
www.italiainminiatura.com
La città di Rimini
Rimini (Rèmin o Rèmne in romagnolo, Ariminum in latino) è un comune di 139.056 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia romagnola, istituita nel 1992, distaccandone il territorio dall'allora provincia di Forlì. Solo nell'aprile del 1995 fu resa effettivamente operativa con l'attivazione della Prefettura.
Assieme a Riccione e Cattolica è una meta molto importante del turismo balneare italiano e, più in generale, europeo (in modo particolare grazie ai turisti di provenienza tedesca e negli ultimi anni dall'Europa dell'Est).
Le fortune turistiche di Rimini iniziarono nel XIX secolo.
Storia
La storia di Rimini ha avuto inizio dalla spiaggia. Dal paleolitico, l'uomo primitivo ha abitato la zona tra la costa e il colle di Covignano. Dalla preistoria, la strada della civilizzazione ha portato Rimini fino a diventare un' importante città dell'Impero Romano. La prima fondazione dovette probabilmente avvenire grazie all'arrivo di genti etrusche villanoviane stanziate a Verucchio, caposaldo villanoviano della zona. La creazione doveva avere probabilmente ragioni di tipo commerciale, dovute alle possibilità di appordo che permetteva la zona. Come un'eredità del mondo villanoviano, Rimini si dovette probabilmente trovare a far parte del mondo etrusco, cui si seguì probabilmente un dominio umbro ed in seguito, celtico. In epoca classica si hanno tracce di contatti col mondo Egeo, testimoniati dal ritrovamento di frammenti di ceramica greca. Si pensa che la città fosse considerato come un emporio dalle genti di Egina.
L'arrivo dei Celti non dovette essere troppo violento, ma si ebbe un'occupazione della zona da parte di Galli Senoni, i quali continueranno in seguito la loro marcia verso sud, occupando gran parte delle Marche ed arrivando poi ad occupare, seppur per breve tempo, Roma. L'eredità celtica non è visibile oggi, ma è grazie a questa occupazione che la città crebbe d'importanza e divenne uno dei porti maggiori dell'Adriatico, insieme alla vicina Ravenna. Questa crescita, sancì la fine delle fortune di un'altra città importante, posta sulla foce del Po, Spina.
Intorno al III secolo, la città si venne a trovare in mezzo alle vicende che videro contrapposti i Galli e i Sanniti contro i Romani.
Ariminum
Nel 268 a.C., alla foce del fiume Ariminus (oggi Marecchia), in una zona già abitata in precendenza dagli Etruschi, dagli Umbri, dai Greci, dai Sanniti e dai Galli, i Romani "fondarono" la colonia di Ariminum. La posizione geografica ne fece un bastione contro l'avanzata dei Galli, e un avamposto per le conquiste verso la Pianura Padana. Rimini era un'importante rotta di comunicazione tra il Nord e il Centro Italia. Vi transitavano, anzi vi partivano, ben tre delle più importanti vie Romane:
la Via Flaminia (220 a.C.), che partiva da Roma, la capitale dell'Impero, e arrivava direttamente ad Ariminum
la Via Emilia (187 a.C.), che partiva da Ariminum e arrivava a Placentia (l'odierna Piacenza)
la Via Popilia-Annia (132 a.C.), altro proseguimento della via Flaminia, verso Nord-Est: partiva da Ariminum passando per Rabenna (Ravenna), Atria (Adria), Patavium (Padova), Altinum, Aquileia, Tergeste (Trieste).
Rimini era di particolare importanza anche per il traffico di merci grazie al porto.
La città venne coinvolta anche in diverse guerre civili, ma rimase sempre fedele al popolo romano, in particolare a Mario e a Giulio Cesare, che dopo il passaggio del Rubicone (oggi Pisciatello, nel vicino paese di Savignano sul Rubicone, pronunciò la sua leggendaria frase «Alea iacta est» (il dado è tratto) alle legioni, nel Foro di Rimini.
Rimini, che attirò l'attenzione di molti imperatori, soprattutto Augusto e Adriano, attraversò un periodo di splendore sotto Roma, vi si costruirono prestigiose costruzioni, come il Ponte di Tiberio (ancora oggi utilizzato dalle automobili e chiamato anche "ponte del diavolo" vista la solidità del suo impianto), l'Arco di Augusto, il teatro e l'anfiteatro.
L'opera che dovette però rappresentare meglio la città era probabilmente il suo porto, del quale oggi non rimane traccia, ma che si è riconosciuto essere nei pressi della odierna stazione ferroviaria e costituito in pietra bianca, probabilmente d'Istria, come quella dell'Arco d'Augusto e come quella del Tempio malatestiano, il quale venne costruito utilizzando pure pietre appartenute all'antico porto romano. I fasti di questo periodo sono comunque visibili nel museo della città, nella sezione archeologica. Altro ritrovamento d'interesse, posto vicino al museo stesso, è la famosa domus del chirurgo, una casa di III secolo d.C., appartenuta a un ricco chirurgo romano. La sua importanza risiede nella grande quantità di mosaici ritrovati, ma soprattutto nel ritrovamente di un importante numero di strumenti chirurgici, oggi visibili nella sezione archeologica del museo. Nel 359, a seguito della crisi dell'Impero Romano causata da invasioni e guerre interne, la nascente comunità Cristiana tenne un importante Concilio a Rimini.
In epoca tardo antica, Rimini si trovò invischiata nelle vicende della guerra greco-gotica, che ne decimò la popolazione e portò pure ad un progressivo abbandono della città. nel 538 d.C.venne assediata dalle truppe del goto Vitige, ma venne liberata dal generale bizantino Narsete, poi, venne assediata nel 552 d.C. dai bizantini in seguito all'occupazione gotica del 549 d.C.. Questo assedio portò alla distruzione della prima arcata del Ponte di Tiberio perpetrata dal goto Usdrilla. Con l'avvento della metà del VI d.C. Rimini connobbe finalmente un periodo di tranquillità, quando si venne a trovare sotto la tutela dell'Impero bizantino. Divenne così una città importante della zona, in quanto si trovò a far parte della Pentapoli marittima. Nonostante le incursioni longobarde, i bizantini riuscirono a consevare la città e tutto il territorio di Ravenna, fin quasi a Bologna. Questa distinzione portò alla suddivisione in Longobardia, (dalla quale deriverà il nome Lombardia) e Romània (dalla quale deriva l'odierno Romagna), in quanto i bizantini erano riconosciuti come gli eredi dei romani.
Come già detto, la fase alto medievale, portò ad uno spopolamento della città, che si restrinse al punto di lasciare in stato di abbandono la zona compresa tra l'Arco d'Augusto e il Foro. Quest'area venne destinata ai campi, nonostante fosse all'interno delle mura cittadine.
Rimini nel Medioevo
La città divenne un Comune nel corso del XII secolo, e a seguito dei crescenti ordini religiosi che vi si stabilirono durante il XIII secolo, vennero edificati numerosi conventi e chiese. Conseguentemente arrivarono in città anche illustri artisti per progettare e decorare questi edifici. Il grande pittore Giotto fu l'ispiratore della scuola pittorica riminese del quattordicesimo secolo. Dell'insigne pittore, ci rimane un crocifisso e parte di un affresco conservata nella Chiesa di Sant'Agostino.
Altro edificio di grande importanza, sebbene sia oggi ridotto ad un semplice abside sfuggente, è la chiesa di San Michelino in Foro. La sua importanza risiede in un affresco ritrovato recentemente, che la collega al mondo dei Templari e rievoca antiche leggende.
Oltre agli edifici religiosi, possiamo ricordare gli edifici civili, che si ammassano tutti intorno alla Piazza del Comune (l'attuale piazza Cavour), il Palazzo dell'Arengo e il Palazzo del Podestà. In epoca comunale infatti, il centro del potere a Rimini venne spostato in questa zona, mentre l'antico Foro, veniva utilizzato per il mercato e, successivamente, per le giostre.
Altro importante impianto fu quello del nuovo porto, già presente a fianco del vecchio dall' XI secolo. Il nuovo porto risultava più riparato rispetto a quello vecchio, ma dovette inizialmente subire la furia del fiume Marecchia, che periodicamente allagava la città, creando così disagio anche ai pescatori. Lo spostamento del porto verso la foce del fiume, sancì la nascita di un nuovo borgo a ridosso di esso. Il Borgo San Giuliano, lo stesso che diede i natali al grande regista riminese Federico Fellini.
Anche questo periodo venne comunque segnato da disordini interni, come quelli dovuti ai Patarini, dichiarati eretici dalla Chiesa. I Patarini, derivavano il loro nome dal Rione Pataro, quello che si estendeva nella zona dei campi all'interno delle mura.
In seguito ad una prima fase in cui la città sposò la causa ghibellina (guidata dalla potente famiglia dei Parcitadi), Rimini divenne guelfa, grazie soprattutto all'avvento della nobile famiglia dei Malatesta da Verucchio, il cui capostipite fu Malatesta il Vecchio, detto anche il Mastin Vecchio e ricordato nella Divina Commedia di Dante.
Dal 1295 Rimini, divenne una signoria.
Dal punto di vista letterario, si può rammentare che il forlivese Jacopo Allegretti fondò a Rimini, nel XIV secolo, quella che molti considerano la Prima Accademia letteraria d'Italia.
Uno dei monumenti più celebri della città romagnola è il Tempio Malatestiano, progettato da Leon Battista Alberti intorno al 1450 per volere di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini durante il XV secolo. Il tempio, così chiamato a causa dell'abbondanza di elementi pagani a scapito di una pressoché totale mancanza di simboli cristiani, venne costruito su preesistenze medievali. La Chiesa di San Francesco, venne completamente ricoperta dalla nuova facciata progettata da Leon Battista Alberti. Il nuovo impianto non seguì totalmente le indicazioni dell'artista, vi sono infatti alcune modifiche dovute a motivi strutturali. Il vero progetto del genovese, è visibile sulle medaglie bronzee di Matteo dè Pasti il quale era pure il capo cantiere a Rimini. Gli interni del Tempio vennero affidati a maestranze toscane, come le sculture di Agostino di Duccio e le pitture di Piero della Francesca.
Altro luogo di interesse appartenente a quest'epoca, è il Castel Sismondo, il castello-reggia di Sigismondo Pandolfo Malatesta, che venne iniziato nel 1437 e finito nel 1446. Il suo impianto venne pensato per meglio difendersi dai colpi delle bocche da fuoco, ma sembra che fosse più che altro rivolto per intimorire la cittadinanza, visto che, la maggior parte dei bastioni, guardano verso l'auttale piazza Cavour. Purtroppo del palazzo ci rimane solo la parte centrale, mentre è andata distrutta tutta la cinta puraria esterna. Il fossato è invece stato interrato.
Presenza e ruolo degli Ebrei a Rimini
XI-XIII secolo. Nel 1015 l'appalto dei dazi d'entrata nel porto (il cosiddetto teloneo «judeorum») è concesso ad israeliti che operano assieme al monastero di San Martino nel 1015 ed ai Canonici cittadini nel 1230.
XIV secolo. Attività di prestito sono attestate con una rete che comprende Perugia, Fano, Ancona, Urbino, Forlì, San Marino, Santarcangelo, Montefiore e Gradara.
XV secolo. Gli Ebrei ricevono favori dai Malatesti. Agli inizi del Quattrocento Rimini è «costituita prevalentemente da ceti mercantili e artigianali», con «una fiorente comunità ebraica a completare il quadro variopinto di una città cosmopolita» (A. Vasina). Dopo la morte di Carlo Malatesti nel 1429, si registrano manifestazioni contro la comunità ebraica ed i suoi banchi, saccheggiati. Nel 1432 Galeotto Roberto Malatesti ottiene da papa Eugenio IV un «breve» che introduce per gli Ebrei il «segno» di distinzione obbligatorio. Anche Sigismondo Pandolfo Malatesta è in rapporto con i banchieri ebraici. Nel 1462 per la fabbrica del Tempio ottiene un prestito da Abramo figlio di Manuello di Fano. Il quale aveva un fratello, Salomone, banchiere ed importante personaggio della comunità ravennate. Abramo e Salomone si trasferiscono nel territorio riminese, e gestiscono un banco nel castello di Montefiore attorno al 1459 (Muzzarelli). Nel 1489 a carico degli Ebrei è decisa un'imposta destinata a finanziare la difesa costiera contro i Turchi.
XVI secolo. Nel 1503 si replica l'assalto contro i loro banchi, due anni dopo la creazione del «Sacro Monte della Pietà». Il 13 aprile 1515 il Consiglio cittadino stabilisce il dovere per gli Ebrei d'indossare una berretta gialla se maschi ed un qualche «segno» (una benda anch'essa gialla) se donne. Il 22 luglio 1548 il Consiglio obbliga gli Ebrei riminesi a non abitare fuori delle tre contrade (San Silvestro, Santa Colomba e San Giovanni Evangelista) dove già si trovavano. Si anticipa così il provvedimento di papa Paolo IV («bolla» Cum nimis absurdumdel 17 luglio 1555 con cui si istituisce il ghetto in tutto lo Stato della Chiesa). Il 20 agosto 1555 si delimita la zona in cui agli Ebrei è permesso risiedere, ovvero la sola di Sant'Andrea (corrispondente all'odierna via Bonsi), in un tratto che va dall'angolo degli attuali Bastoni Occidentali (detti allora «Costa del Corso») sino all'oratorio di Sant'Onofrio. All'inizio ed alla fine del ghetto sono posti due portoni. Nel 1556 le famiglie ebree riminesi sono dodici. Nel 1557 la Municipalità ha già realizzato il ghetto trasferendovi i singoli nuclei famigliari. Nel 1562 la Municipalità proibisce (29 aprile) ai Cristiani di abitare nella contrada degli Ebrei, ma autorizza (14 ottobre) il ricco Ebreo Ceccantino di avere casa «extra ghettum». Nel 1569, il 26 febbraio, Pio V dà il bando agli Ebrei da tutte le sue terre, ad eccezione di Ancona e Roma. Però nel 1586 se ne trovano ancora a Rimini. Essi chiedono in Consiglio il 22 dicembre di poter continuare a vivere «familiariter» in città al di fuori del luogo detto «il ghetto» dove si rifiutano di permanere. Non ricevono risposta. Il 9 dicembre 1586 il Consiglio aveva autorizzato gli Ebrei che avevano licenza di abitare in tutto lo Stato della Chiesa, a risiedere a Rimini nel ghetto. Il 19 settembre 1590 non è approvata in Consiglio la proposta di approntare gli strumenti amministrativi per cacciare dalla città gli Ebrei che non l'avevano ancora abbandonata, e che sono equiparati a «vagabondi e forestieri» per i quali si voleva una pronta espulsione.
Sempre del XVI secolo, nell'attuale piazza Tre Martiri (allora piazza Giulio Cesare), venne eretto il Tempietto del Bramante, nel luogo dove si narra avvenne il miracolo della mula ad opera di S. Antonio da Padova.
XVII secolo. Nel 1615 il ghetto è distrutto da una rivolta popolare, secondo il racconto di monsignor Giacomo Villani (1605-1690). Alla «perfida gens Iudeorum» è ordinato di lasciare Rimini, e le porte del ghetto sono distrutte su richiesta di alcuni nobili. Nel 1656 a «un tal Hebreo Banchiere» di cui non si fa il nome ma che era conosciuto dal mallevadore («il gentilhuomo Hebreo di questa Città»), si concede di aprire un banco con la facoltà di avere presso di sé la famiglia. Il 16 giugno 1666 il Consiglio di Rimini invece boccia (31 contrari, 14 a favore) la proposta di chiedere al papa di ricostituire il ghetto per gli Ebrei ad «utile e beneficio» della città. Infine nel 1693 alcuni commercianti ebrei «soliti a venire a servire con le loro mercanzie» a Rimini, con un memoriale letto in Consiglio il 17 febbraio ottengono l'autorizzazione ad inoltrare al pontefice la supplica per poter rientrare in città. Come sia andata a finire la faccenda, la Storia non lo dice. Essi ritornano ad apparire nei documenti un secolo dopo.
Frazioni di Rimini
Il comune è composto dal capoluogo, la città di Rimini, da alcuni centri abitati lungo la costa e la SS 16 '"Adriatica" (parte della vecchia via Flaminia) e da alcune frazioni collinari nell'entroterra.
Zona litoranea nord
Le frazioni di Rimini nord (più precisamente a nord-ovest) comprendono a partire da nord: Torre Pedrera, Viserbella, Viserba, Rivabella e San Giuliano Mare. In particolare nella zona di Viserba e Viserbella sono presenti belle villette del primo Novecento. La costa in questo tratto presenta tratti di spiaggia relativamente corta ma ben tenuta e attrezzata, ideale per famiglie. Il fondale è molto basso: a 500 metri dalla costa si raggiungono circa 5 metri di profondità. Viserba, la più grande delle frazioni di Rimini nord, è detta anche "regina delle acque": qui è presente la famosa fonte Sacramora ed essendo perfettamente al centro del conoide fluviale del Marecchia ha nel suo sottosuolo acqua in abbondanza. La nascita della frazione a mare si ebbe dopo il 10 gennaio del 1889, anno della realizzazione della stazione ferroviaria, creata per favorire il commercio dei materiali della corderia, una fabbrica presente dal 1840 e passata da semplice mulino a pillificio e corderia. Nel corso dell'ultimo decennio, l'abitato di Viserba si è ulteriormente espanso verso l'entroterra cd. "Viserba Monte"), fino a raggiungere la linea tracciata dalla superstrada Adriatica, attraverso la costruzione di innumerevoli fabbricati destinati, per lo più, all'edilizia popolare.
Zona litoranea centrale
"Marina Centro" rappresenta la parte centrale dell'area litoranea e ospita gli alberghi più importanti e più eleganti del comune (tra cui il famoso Grand Hotel di Rimini raffigurato nel film Amarcord di Fellini). La zona del porto è piena di locali come il Coconuts, il Turquoise, il Rock Island e il The Barge che, durante il periodo estivo, sono affollati di turisti di tutte le età e sono principalmente diventati delle discoteche all'aperto. Le spiaggie in questa zona (che si estende principalmente dalla spiaggia libera del porto fino al bagno 57-58) sono caratterizzate da una vasta distesa di sabbia, tra le più lunghe d'Europa, e da un fondale molto basso.
Zona litoranea meridionale
Le frazioni di "Rimini Sud", precisamente a sud-est, sono: Bellariva, Marebello, Rivazzurra, Miramare . Si tratta di quartieri prettamente turistici, nella zona compresa tra la ferrovia e il mare. La zona ha subito il fenomeno della cosiddetta "riminizzazione" degli anni sessanta quando, senza ancora un piano regolatore preciso, furono costruite numerose palazzine diventate pensioni e hotel economici, aperti a partire da aprile-maggio, uno a ridosso dell'altro. Anche il litorale meridionale ha visto sorgere aree residenziali a monte della linea ferroviaria negli ultimi anni, anche se in misura meno massiccia rispetto al litorale nord.
Entroterra
L'entroterra è occupato dalle frazioni di Corpolò, Vergiano, Spadarolo sulla Marecchiese, la grande direttrice che risale la Val Marecchia fino alle Marche e alla Toscana. Santa Giustina sulla via Emilia, a ridosso del comune di Santarcangelo di Romagna. Poi ancora Santa Cristina, San Paolo, San Vito, San Fortunato, San Martino in Venti, San Lorenzo a Monte, San Lorenzo in Correggiano.
San Lorenzo in Correggiano
(San Lurènz in Curzein) La piccola frazione è situata sull'omonimo colle, posto tra via Coriano e via Montescudo a circa 4 km dall'Adriatica ed ha una popolazione di circa 500 abitanti. Fece sempre parte del contado riminese e nel 1371 Villa Plebis Sancti Laurentii in Coregiano conteneva 34 focolari. Il celebre orientalista Giuseppe Adolfo Noel des Verges comprò in questi luoghi nel 1843 una villa, visitata spesso dall'amico suo Bartolomeo Borghesi, che allora dimorava in San Marino. (Tratto da La Romagna: geografia e storia di Emilio Rosetti, Hoepli, 1984)
Parte delle informazioni riguardante la storia, l'arte, le tradizioni e gli eventi della provincia di Rimini presente su questa pagina sono tratte dal sito www.wikipedia.org rispettando la GNU Free Documentation License.
Rimini: Eventi, sagre, manifestazioni, concerti
Elenca gli eventi che si svolgono nella provincia di Rimini
Rimini: Altri punti di interesse
Acquario di Cattolica
Aquafan
Fiabilandia
Fiera di Rimini
Italia in miniatura
Riviera Romagnola