La Provincia di Udine è una provincia della regione autonoma Friuli Venezia Giulia di 529.843 ab. con capoluogo Udine.
Storia
Nel 1807, sotto la dominazione francese in epoca napoleonica, si costituì il Dipartimento di Passariano con capoluogo Udine, comprendente i distretti di Udine, Tolmezzo, Gradisca e Cividale. Nel 1815 in seguito alla caduta di Napoleone e con l’arrivo degli austriaci, nell’ambito del Regno Lombardo-Veneto venne creata la Provincia del Friuli. Nel 1866 vi fu l’annessione al Regno d’Italia. Nel 1940 la provincia del Friuli venne rinominata con l'attuale denominazione provincia di Udine. Costituitasi la Repubblica Italiana, nel 1968 dalla Provincia di Udine si staccò tutta la parte della cosiddetta Destra Tagliamento, 51 comuni che formarono così la Provincia di Pordenone.
Arrivando ai nostri giorni, essendo il territorio provinciale abbastanza vasto e composito, andando da territori montani al mare adriatico, sono forti le istanze autonomiste soprattutto da parte della piccola regione nella regione, la Carnia, che vede in Tolmezzo il suo naturale capoluogo. Pertanto nel 2004 si giunse alla proposta della creazione di una provincia regionale, in base alla nuova legislazione sugli enti locali, da sottoporre a referendum popolare. La nuova provincia regionale avrebbe dovuto chiamarsi dell’Alto Friuli, derivando dall’unione dei territori della Carnia, del Tarvisiano e del Gemonese. Per ovviare alle diatribe campanilistiche sulla sede del capoluogo, tra Tolmezzo e Gemona del Friuli, si optò per Venzone. Il referendum ebbe esito negativo, in quanto sia il Gemonese che il Tarvisiano si opposero al distacco da Udine con percentuali elevate (83,3% di no), a differenza della Carnia che invece votò in favore del distacco (71,8% di si , con l’eccezione del comune di Rigolato, 53,7% no).
La città di Udine
Luoghi d'interesse
Tra i monumenti più famosi, il castello sito su di un colle che domina la città, il Duomo, la Loggia del Lionello, il Palazzo Arcivescovile, con gli affreschi del Tiepolo, il più grande pittore italiano del '700, le eleganti piazza Libertà in stile veneziano e piazza San Giacomo, che rappresenta il cuore cittadino assieme a via Mercatovecchio. Per quanto riguarda le opere moderne, da segnalare il Teatro Nuovo Giovanni da Udine.
La Loggia del Lionello
Loggia del Lionello Affacciata sulla centrale piazza Libertà, è una loggia pubblica in stile gotico veneziano, i cui lavori iniziarono nel 1448 ad opera di Bartolomeo delle Cisterne su disegno dell'orafo Nicolò Lionello e terminarono nel 1457. Nei secoli a seguire subì varie modifiche e, a seguito del rovinoso incendio che la distrusse nel 1876, fu restaurata da Andrea Scala che tenne fede ai disegni originali. Gran parte delle opere che erano presenti all'interno sono ora conservate nel museo della città. Fra queste ricordiamo il ciclo di tele della Serenissima Repubblica di Venezia e la Madonna con Bambino di Giovanni Antonio de' Sacchis, datata 1516.
Il porticato di S. Giovanni Di fronte alla Loggia del Lionello si trovano la Loggia ed il Tempietto di San Giovanni, erette nel 1533 dall'architetto lombardo Bernardino da Morcote. La loro realizzazione comportò numerosi problemi, sia sul piano urbanistico che pratico. L'opera che ne risultò ha un vago sapore brunelleschiano. La chiesa, inizialmente dedicata a San Giovanni, ora è adibita a tempietto ai Caduti.
Torre dell'OrologioSempre nella piazza Libertà troviamo questa torre, costruita da Giovanni da Udine nel 1527. Alla sua sommità troviamo i due mori che battono le ore, sculture datate 1850. Immediata risulta la somiglianza con la più celebre torre di piazza San Marco a Venezia.
Chiesa di Santa Maria di CastelloDa piazza Libertà si prosegue lungo la salita del Castello, dove poi si attraversa l'arco Bollani, del 1556, sormontato dal leone di San Marco, e progettato da Andrea Palladio. Si percorre quindi la Loggia detta del Lippomano, datata 1487. Si giunge così alla chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica della città, costruita in un sito che probabilmente ospitava già in passato un luogo di culto: alcuni frammenti rinvenuti, tra cui un Cristo Logos, ne presuppongono la costruzione in epoca longobarda, anche se la costruzione attuale rivela un impianto romanico, databila XII secolo. All'interno, l'opera d'arte più importante sono gli affreschi dell'abside destro, del XIII secolo, raffiguranti una "Deposizione dalla croce" nel catino absidale, e la serie dei "Dodici apostoli" nel semicilindro, opera di maestranze provenienti dalla Baviera. La facciata è stata rifatta da Gaspare Negro all'inizio del XVI secolo, mentre il campanile, iniziato dallo stesso Negro, fu concluso da Giovanni da Udine nel 1539. Il campanile è sormontato da un angelo girevole con l'indice puntato ad indicare la direzione dei venti e con i suoi 43 metri di altezza, dall'alto della collina del castello domina la vasta pianura friulana. Alla chiesa di Santa Maria è addossata la Casa della Confraternita, edificio medievale restaurato nel 1930.
La Casa della ContadinanzaSullo spiazzo erboso alla sommità del colle, la Casa della Contadinanza è la copia di un edficio che si trovava in via Vittorio Veneto in cui risiedevano i sindacati dei contadini friulani.
Il DuomoIl Duomo Per volere del patriarca Bertoldo di Andechs, nel 1236 si iniziò ad edificare l'attuale cattedrale, allora dedicata a San Odorico e modellata secondo esempi francescani. Nel 1257 l'edificio era già adibito al culto; nel corso degli anni vi furono apportate varie modifiche, finché nel 1335 fu consacrata con il titolo di Santa Maria Maggiore. Nel Settecento, infine, venne quasi completamente trasformato. All'inizio del Novecento un restauro ha tentato di ridare alla facciata una veste trecentesca. Annesso al Duomo vi è il campanile, costruzione piuttosto tozza poggiante sul preesistente battistero, iniziato nel 1441 su un progetto di Cristoforo da Milano; nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto raggiungere in altezza il campanile del castello, che in quanto posto su di una collina raggiunge un' altezza molto più elevata, ma sia per l'arditezza del progetto che soprattutto per la carenza di materiali da costruzione il progetto fu bloccato ed il campanile assunse l'attuale forma tozza.
Santuario di Santa Marie delle Grazie È uno dei più famosi e frequentati della Regione. Si deve ai frati Servi di Maria l'ampliamento della chiesa e la costruzione del convento. La chiesa attuale risente dell'intervento di Giorgio Massari (1730) che ripeté qui lo schema della chiesa dei Gesuiti di Venezia. Le opere più interessanti sono quelle legate alla devozione popolare. Alla pietà mariana si accompagna l'offerta di ex-voto: la raccolta di questi ultimi in pittura e oreficeria che il convento possiede è la più importante della Regione. Particolarmente caratteristica è la Maschera del Diavolo, quattrocentesca armatura di pregio, legata ad una curiosa leggenda popolare.
Palazzo arcivescovileÈ il più celebre tra i palazzi della città. Il corpo centrale dell'edificio fu costruito nel corso del XVI secolo, quando i patriarchi di Aquileia, non potendo più risiedere in Castello, si cercarono un'altra residenza in città. Nel 1708 il Patriarca Dionisio Delfino chiamò l'architetto Domenico Rossi, che costruì l'ala con la biblioteca e la scala in ovato, innalzò il corpo centrale realizzando il portale, ultimò l'ala nord e, nel 1725, le scalone d'onore. Il Palazzo ospita il Museo Diocesano d'arte sacra, che presenta una ricca raccolta di sculture lignee, risalenti al periodo che va dal XIII al XVIII secolo, provenienti dalle chiese della Diocesi. Ma il Palazzo é noto soprattutto per gli affreschi di Giovanni Battista Tiepolo, che possono essere considerati l'opera d'arte più insigne della città. Tiepolo fu chiamato dal Patriarca Dionisio Delfino nel 1726, per affrescare nello scalone d'onore la "Caduta degli angeli ribelli", un'opera di gusto tardobarocco, con una tavolozza ancora scura, ed effetti scenografici ottenuti con rilievi a stucco. Tra il 1727 ed il 1729 il Tiepolo affrescò nella Galleria gli episodi di "Agar nel deserto", del "Sacrificio di Isacco", del "Sogno di Giacobbe", e poi ancora "Abramo e gli angeli", "Rachele che nasconde gli idoli" e "L'angelo che appare a Sara". In questo ciclo di affreschi lo stile del pittore veneziano muta rapidamente. La tavolozza si schiarisce, avvicinandosi a colore e luminosità di un Paolo Veronese. Rinuncia ad effetti scenografici ancora barocchi, ed inserisce brani paesaggistici che dimostrano una crescente attenzione per il reale. Una curiosità: il Tiepolo si autoritrae nella figura di Giacobbe. Gli affreschi della Sala del Trono (ritratti di Patriarchi di Aquileia) e della Sala Rossa ("Giudizio di Salomone") sono del 1729. Notevole quest'ultimo affresco dove, per la particolarità del contenitore (una sala grande, ma con il soffitto basso) il pittore adotta soluzioni prospettiche ardite. Il Palazzo ospita anche la Biblioteca Delfino, istituita nel 1709 dall'omonimo Patriarca, costituita da una piccola ma ricca collezione: 22.000 volumi, tra cui codici, autografi e 140 incunaboli. Altri affreschi, attribuiti a Giovanni da Udine, si trovano nella sala "Giovanni da Udine".
Palazzo della ProvinciaIl palazzo della Provincia (Antonini-Belgrado), che si trova ai lati del palazzo Arcivescovile, all'interno è affrescato con scene storiche e mitologiche di particolare pregio.
Palazzo Antonini Ora sede della facoltà di Lingue e Letterature Straniere e di Lettere e Filosofia, dell'Università degli Studi di Udine, fu realizzato da Andrea Palladio nel 1556 su commissione del conte Floriano Antonini. La costruzione che si protrasse fino al XVII secolo rimane un'importante testimonianza della geniale tematica del Palladio.
Palazzo del ComuneTipico esempio d'architettura del XX secolo è il palazzo del Comune, sorto per opera del friulano Raimondo D'Aronco. Iniziato nel 1911 e ultimato nel 1932, è testimonianza della capacità inventiva di questo rappresentante dello stile Liberty.
Galleria d'Arte ModernaOspita opere di artisti friulani, in particolare dei tre fratelli Basaldella, Afro, Mirko e Dino, inoltre vi è confluita la collezione Astaldi, con opere dei maggiori pittori moderni italiani (Guttuso, Fontana...), che ne fanno uno dei più importanti musei d'Italia per l'arte moderna
Manifestazioni
Friuli DOC, è una rassegna enogastronomica che si tiene dal 1995 ogni anno verso la metà di settembre nelle principali piazze e vie del centro storico cittadino in cui vengono allestiti stand e punti di ristoro. La manifestazione si svolge nell'arco di quattro giorni, dal giovedì alla domenica ed ha come motto vini, vivande, vicende, vedute. L'edizione che ha sinora avuto più successo ha visto la presenza di oltre un milione di visitatori.
Far East Film Festival, dal 1997 Udine ospita una delle vetrine mondiali più importanti dedicate alla cinematografia asiatica, organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche, si svolge ogni anno tra aprile e maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e nelle sale del Visionario.
Udine Pedala, è una pedalata non competitiva che si tiene annualmente al quale chiunque quò partecipare. La manifestazione è particolarmante famosa per essere entrata ben due volte nel guinness dei primati, la prima volta nel 1999 che con più di 33.000 partecipanti divenne la gara con più persone al via della storia. L'anno successivo, nel 2000 , presero parte alla gara 48.015 persone e divenne di nuovo la gara con più partecipanti della storia.
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