loading ...Antichissima l'origine di queste terme scoperte dai Greci e divenute assai celebri in epoca romana quando fu costruito un maestoso acquedotto che conduceva l'acqua del fiume Bormida a mitigare l'elevata temperatura delle acque termali. Per molti secoli, tra alti e bassi, Acqui è riuscita a conservare la sua attività termale anche in epoche di invasioni e guerre ed ha avuto ancora un periodo di grande splendore durante la Belle Epoque.
La Bollente
Il primo appuntamento per chi arriva nella città è la visita in Piazza della Bollente, sul lato del centralissimo corso Italia. Qui al centro della piazza un'edicola marmorea realizzata nel 1879 dall'architetto Giovanni Cerutti sgorga l'acqua bollente e curativa: 560 litri al minuto a 74,5 C° di un'acqua sulfureo-salso-bromo-iodica.
Una leggenda narra che i bambini appena nati fossero portati alla fonte per esservi immersi per un attimo: se ne uscivano vivi, meritavano l'appellativo di "sgaientò", ossia scottati.
La Chiesa di San Francesco[modifica] La chiesa di San FrancescoPoco distante dalla Bollente sorge la chiesa di San Francesco (già di San Giovanni) era anticamente collegata ad un convento francescano di cui sopravvivono, adiacenti alla chiesa, due chiostri quattrocenteschi.
La chiesa fu quasi integralmente ricostruita (tranne l'abside e il campanile gotici) in stile neoclassico a metà del XIX secolo.
Oltre ad un pregiato portone ligneo dello scultore Giulio Monteverde (1837-1917), presenta una monumentale facciata con grande timpano e l'interno con volta a botte, affrescata da Pietro Ivaldi da Ponzone detto "Il Muto".
Vi si conserva una tela di Guglielmo Caccia Moncalvo.
Il palazzo Comunale
Sulla stessa piazza Levi ospitante la Chiesa di San Francesco vi sono due importanti edifici: il Palazzo Comunale, già dimora dei Conti Lupi di Moirano, costruito nel XVII secolo e divenuto sede municipale agli inizi del Novecento (quando fu eretta la torre civica) e la Casa Robellini, costruita nel Cinquecento con trasformazioni settecentesche.
Nei sotterranei, ha sede l'Enoteca regionale.
La Torre Civica
La Torre Civica affacciata su piazza della Bollente frutto nel 1763 di una sopraelevazione di un piano di una porta dell'antica cinta muraria d'età comunale (sec. XII-XIII), è dotata di campana e altri congegni e funse da orologio civico cittadino a partire dalla fine del settecento. Attorno alla medesima piazza anticamente sorgeva il ghetto ebraico.
Il castello dei Paleologi
Il castello dei Paleologi è citato per la prima volta 1056; venne ricostruito nel XV secolo dal marchese di Monferrato Guglielmo VII Paleologo.
Con l'utilizzo della polvere da sparo, divenne inadeguato dal punto di vista difensivo e fu più volte danneggiato ed espugnato. Parte del castello ospita il Museo Archeologico comunale che custodisce numerosi reperti, soprattutto di epoca romana rinvenuti nei dintorni della città.
È inserito nel sistema dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.
La cattedrale di Santa Maria Assunta
La cattedrale di Santa Maria AssuntaLa cattedrale di Santa Maria Assunta fu costruita a partire dal X secolo e consacrata nel 1067 dal vescovo Guido, venerato come santo patrono della città e della diocesi. Si tratta di un edificio romanico con pianta a croce latina originariamente a tre navate, divenute cinque nel XVIII secolo. L'interno presenta decorazioni settecentesche ed ottocentesche: sono notevoli l'altare barocco di San Guido d'Acqui e il trittico della Annunciazione o della Madonna di Monserrat del pittore catalano Bartolomeo Bermejo (fine XV secolo).
La chiesa di San Pietro[modifica]La chiesa di San Pietro, nota anche come chiesa dell'Addolorata, ha origini paleocristiane. Venne quasi integralmente ricostruita tra X ed XI secolo in stile romanico quando vi si stabilì un'abbazia benedettina.
Profondamente trasformata nel XVIII secolo fu restaurata (e parzialmente ricostruita in stile neo-romanico) negli anni trenta del XX secolo. Restano originali la navata centrale e parte delle navate laterali, le absidi, il campanile a pianta ottagonale.
Altri edifici di interesse storico[modifica]Tra gli altri edifici di interesse storico possiamo annoverare il Palazzo Vescovile, la cui edificazione iniziò nella prima metà del XV secolo e terminata nel 1592 , grazie al vescovo Francesco dei Conti di San Giorgio e Biandrate. Nella adiacente via Verdi sorge l'antico Ospedale di Santa Maria Maggiore costruito anch'esso nel XV secolo e attualmente sede del Ricovero Ottolenghi, al cui interno si trova un gruppo bronzeo dello scultore Arturo Martini.
L'acquedotto romano
Visibili dal ponte Carlo Alberto sul fiume Bormida, sono i resti dell'acquedotto romano costituito da 15 pilastri e 4 archi.
La struttura, uno dei simboli della città, risale ad epoca imperiale; la conduttura era originariamente lunga 13 km e attingeva l'acqua dal torrente Erro, nei pressi di Cartosio attraversando anche il territorio di Melazzo.
Si tratta di una delle strutture di questo genere meglio conservate dell'Italia Settentrionale. Altre importanti testimonianze del periodo romano si trovano in città, ad esempio i resti della piscina del calidarium di un impianto termale.
Le sorgenti termali[modifica]Nel quartiere Bagni, sulla sponda destra della Bormida, si trovano altre sorgenti termali (Lago delle Sorgenti, formato da sette fonti a 45-55 °C; fontanino dell'Acqua Marcia, circa 20 °C). Qui, alla fine del Quattrocento, venne eretto uno stabilimento termale chiamato Antiche Terme, distrutto nel XVII secolo da una frana. L'attuale edificio, ricostruito nel 1687), fu ampliato nel XIX secolo con l'aggiunta di padiglioni e di un intero piano. Nei pressi si trova lo stabilimento termale Regina ed una vastissima piscina natatoria costruita nel 1927
Origine affine alle precedenti hanno le acque ipotermali scaturenti nel comune di Visone dal cosiddetto "Fontanino di Visone", nei pressi della stazione ferroviaria. Queste ultime hanno subito però un notevole raffreddamento durante la risalita (temperatura: 21,8 °C) e una forte commistione con acque sotterranee superficiali.
L'altro stabilimento termale risale agli ultimi decenni del secolo XIX ed è denominato Nuove Terme; è collocato ai margini del centro storico (sponda sinistra della Bormida), in Piazza Italia, dove dal 1º gennaio del 2000 si trovano due fontane monumentali dette "delle Ninfe" e "delle Ninfee". Oggi (dal 2009) la ex fontana delle ninfe, non più attrezzata come tale, pur rimanendo invariata nella geometria si presenta come un'aiuola ricca di fiori e con all'interno olivi secolari. Questo rinnovamento migliora dal punto di vista estetico e pratico l'atmosfera di "Piazza Italia" che ora risulta meno appesantita da gelidi marmi e più aperta all'occhio del turista, proprio davanti all'entrata del "Grand hotel nuove terme".