loading ...L'Aspromonte è un massiccio montuoso facente parte del complesso denominato Alpi meridionali o Alpi calabresi. Il complesso geologico basale di questa formazione, originatosi nell'arco di un periodo che va dal precambriano fino a quasi tutto il Paleozoico, è prevalentemente composto da rocce ignee (graniti) e metamorfiche (gneiss e scisti) ed ha un'origine più antica rispetto all'Appennino.
Il complesso montuoso dell'Aspromonte è il risultato di due fasi fondamentali. La prima, sviluppatasi nel corso del Paleozoico, porta alla formazione dell'ossatura costituita prevalentemente da metamorfiti (gneiss e, soprattutto, micascisti), intervallate a intrusioni magmatiche. La seconda, molto più recente, si è svolta nel Cenozoico ed è quella che ha prodotto l'attuale morfologia. Si tratta di un processo orogenetico e sedimentario che ha visto una traslazione del blocco, nel corso dell'Oligocene, il deposito di sedimenti alluvionali, nel corso del Pliocene e, infine, un drastico sollevamento, nel corso del Pleistocene.
La morfologia del territorio è piuttosto frastagliata, fatta eccezione per la sommità, il cui profilo è addolcito dalla natura scistosa. Il complesso ha una forma conico-piramidale, con un rilievo centrale, il Montalto, di 1956 m, da cui si diramano più creste intervallate a valli profonde.
Il versante tirrenico è interessato da un sistema di faglie, in direzione nordest-sudovest, che interrompe i crinali determinando la formazione di quattro terrazze sviluppate a differenti altezze. Il versante ionico è invece caratterizzato da pendenze uniformi fino alla costa.
L'idrografia è caratterizzata dalle fiumare. Si tratta di corsi d'acqua brevi, a regime torrentizio, che scorrono su greti sassosi, a valle anche piuttosto larghi. La portata delle fiumare è alimentata dai deflussi superficiali dell'acqua piovana. Dato il regime pluviometrico, con piogge concentrate nel periodo invernale, questi torrenti scorrono impetuosi nel periodo invernale, formando ad alta quota suggestive cascate. Con la diminuzione delle precipitazioni, in primavera, la portata si riduce progressivamente fino ad esaurirsi del tutto, cosicché, nel periodo estivo e autunnale, le fiumare sono completamente in secca.
Il Parco Nazionale dell'Aspromonte è un'area naturale protetta che sorge all'interno della provincia di Reggio Calabria. Istituito nel 1989, è uno dei 6 parchi nazionali storici italiani e con circa 66.000 ettari[1] (inizialmente la superficie era di 76.053 ettari) è il maggiore parco interamente calabrese. Prende il suo nome dal Massiccio dell'Aspromonte.
Flora:
La flora dell'Aspromonte è caratterizzata da una spiccata eterogeneità come risultante della bassa latitudine, della prossimità del mare e del gradiente di altitudine. Differenziazione della vegetazione si riscontra inoltre fra i versanti tirrenico e ionico.
A bassa quota, lungo la fascia costiera si insedia la flora tipica della sottozona calda del Lauretum, i cui tipici rappresentanti sono la macchia mediterranea xerofila (Pistacia lentiscus, Myrtus communis, Arbutus unedo, Euphorbia dendroides, Erica arborea, ecc.) e, nelle aree coltivate, gli agrumi e l'olivo. Lungo le fiumare si insedia la vegetazione riparia, le cui essenze più rappresentative sono Alnus glutinosa (ontano nero), Populus nigra (pioppo nero), Salix sp. (salici), Nerium oleander (oleandro), Tamarix (Tamerici).
All'interno e a quote maggiori, alla vegetazione termoxerofila subentra quella boschiva, che si estende su circa 40.000 ha. A quote basse, l'essenza forestale di maggiore frequenza è il leccio, mentre dai 600 metri in su diventano più frequenti le essenze caducifoglie e le conifere.
Sul versante tirrenico sono frequenti i castagni, fino ai 1000 metri di altitudine, mentre in quello ionico prevalgono le querce caducifoglie, rappresentate dalla roverella, dal rovere e dal farnetto.
Fra gli 800 e i 1700 metri è rappresentativo il pino nero calabro o pino laricio (Pinus nigra subsp. laricio) e, dai 1200 metri fino alle quote più alte si estende il Fagetum, le cui essenze più rappresentative sono il faggio e l'abete bianco.
Fauna:
Fra i mammiferi presenti nel parco si segnalano il lupo (Canis lupus), presente nella parte centro-orientale del massiccio, il cinghiale (Sus scrofa), l'elusivo gatto selvatico (Felis silvestris), la martora (Martes martes), il tasso (Meles meles), la volpe (Vulpes vulpes), la faina (Martes foina), la donnola (Mustela nivalis), la lontra (Lutra lutra), diffusa nelle valli fluviali, il ghiro (Glis glis), il driomio (Dryomys nitedula), roditore simile al ghiro, presente oltreché in Calabria anche sulle Alpi orientali, e lo scoiattolo nero (Sciurus vulgaris meridionalis), sottospecie che differisce dalle popolazioni settentrionali per la colorazione della pelliccia che è nera anziché rossa o marrone.
Molto ricca l'avifauna con numerose specie di uccelli rapaci tra cui l'aquila del Bonelli (Hieraaetus fasciatus), quasi estinta nel resto d'Italia e presente nel parco con due coppie, l'aquila reale (Aquila chrysaetos), ritornata recentemente a nidificare nel parco, e altre specie più comuni quali lo sparviero (Accipiter nisus), l'astore (Accipiter gentilis), il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), la poiana (Buteo buteo) e il biancone (Circaetus gallicus). Tra i rapaci notturni vanno segnalati il gufo reale (Bubo bubo), il più grande rapace notturno europeo, l'allocco (Strix aluco) e il barbagianni (Tyto alba). Altri uccelli presenti sono la rara coturnice (Alectoris graeca) ed il picchio nero (Dryocopus martius).
Tra i rettili presenti vi sono la vipera dell’Hugyi (Vipera aspis hugyi), sottospecie che si caratterizza per la livrea grigia percorsa da una fascia bruna disposta a zig-zag, il cervone (Elaphe quatuorlineata) e la biscia d'acqua o natrice dal collare (Natrix natrix), presente lungo i corsi d'acqua. Gli anfibi sono rappresentati dalla salamandra pezzata (Salamandra salamandra), dall'endemica salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata ), dall'ululone dal ventre giallo (Bombina variegata) e dalla raganella (Hyla arborea. Nei corsi d'acqua del parco vive inoltre la trota fario (Salmo trutta fario).
Tra le specie più significative dell'entomofauna meritano infine una menzione il cerambice delle querce (Cerambyx cerdo), la rosalia delle Alpi (Rosalia alpina) e lo scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis).
Sentieri naturalistici:
Sentiero dei Greci: (Comune di Mammola) - Mammola-Fiume Torbido-Passo Sella-Santuario di San Nicodemo-Passo della Limina.
Cascata di Salino o Schioppo di Salino: (Comune di Mammola) - Mammola - Fiume Torbido - Torrente Salino.
Monte Sant'Elia: (Comune di Mammola) - ad anello - Mammola - Fiume Torbido- Zimbi - Piani di Canolo - Monte Sant'Elia - Strada Castania -Piani di Frolimo- Coraca- Mammola.
Geosito Miniera Macariace-Santuario San Nicodemo: (Comune di Mammola) - ad anello - Mammola-Miniera Macariace-Marvelli- Abeto incrocio Sentiero dei Greci-Santuario San Nicodemo- Passo Sella -Fiume Torbido -Mammola.
Lago Costantino: (Comune di San Luca) San Luca-Fiumara Buonamico-Lago Costantino.
Da Montalto a Polsi: (Comuni di:.....-San Luca) Montalto-Gianni Jettu- Piano dei Riggitani-Mulattiera per Polsi- Santuario di Polsi.
Da Amendolea a Bova: (Comuni di: Condofuri, Bova) Amendolea-Fiumara Cozzi-Contrada Lacco-Monte Briga Bova.
Punti di interesse:
La chiesetta di San Leo ad Africo rappresenta uno dei pochi reperti basiliani ancora esistenti in Aspromonte.
Il Santuario di San Nicodemo, risalente al X secolo, si trova sull'altipiano della Limina, nel territorio di Mammola. È abitato da un monaco ed è meta di fedeli e turisti durante tutto l'arco dell'anno. La Festa si svolge ogni anno la Domenica successiva al 12 maggio.
L'Area Grecanica conserva tuttora forti caratteri della civiltà magnogreca e bizantina, soprattutto grazie alla conservazione del Greco di Calabria, un idioma che viene classificato come dialetto del greco antico. A Bova è possibile ammirare il castello normanno e le molte antiche chiese medievali e dimore patrizie del centro storico.