loading ... Il Gran Paradiso (4.061 m s.l.m.) è una montagne delle Alpi Graie e la principale del massiccio omonimo. La vetta è totalmente in Valle d'Aosta anche se la sezione meridionale del suo massiccio arriva sino in Piemonte.
La vetta è al confine fra i comuni di Cogne e Valsavarenche ed è l'unica cima completamente italiana che supera i 4.000 metri.
Dai fianchi della montagna scendono diversi ghiacciai: dal versante occidentale verso la Valsavarenche scendono il Ghiacciaio del Gran Paradiso ed il Ghiacciaio del Laveciau; nel versante orientale verso la Val di Cogne scende il Ghiacciaio della Tribolazione.
Ascensione alla vetta
La cima fu raggiunta per la prima volta il 4 settembre 1860 da J.J Cowell, W. Dundas, J. Payot e J. Tairraz. Oggi è generalmente considerata una scalata facile, a parte gli ultimi 60 metri.
Le scalate normalmente cominciano dal Rifugio Federico Chabod o dal Rifugio Vittorio Emanuele II. Il primo fu dedicato nel 1966 al grande storico e alpinista Federico Chabod; il secondo è chiamato come Vittorio Emanuele II Re d'Italia, che creò nel 1856 la riserva reale di caccia del Gran Paradiso, oggi Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Dal Rifugio Vittorio Emanuele II
Si notano le tracce finali dell'ascensione alla vetta dopo il Colle della Becca di Moncorvé.La salita partendo dal Rifugio Vittorio Emanuele II si svolge dapprima in direzione nord su morena formata da grossi blocchi di pietra; si piega poi a destra (direzione est) in un valloncello delimitato dalle ampie morene laterali del ghiacciaio; si inizia poi a salire sul Ghiacciaio del Gran Paradiso con pendenze abbastanza regolari ed incontrando pochi crepacci. Salendo si incontra la caratteristica Schiena d'Asino, si passa nei pressi del Colle della Becca di Moncorvé fino ad arrivare alla crepacciata finale, superata la quale resta da percorrere la breve, anche se impegnativa, cresta finale fino alla Madonnina della vetta.
Dal Rifugio Federico Chabod
La salita dal Rifugio Federico Chabod si svolge prima lungo la morena e poi sul Ghiacciaio del Laveciau. Risalito il ghiacciaio alquanto crepacciato si raggiunge la Schiena d'Asino e qui la via di salita si congiunge con quella che arriva dal Rifugio Vittorio Emanuele II.